23 lug 2009
by Lore!in lavoro Tags: colleghi, incubi, lavoro, ufficio
Post a pubblicazione ritardata, per evitare di impensierire qualcuno che ha già altro a cui pensare
Ho degli incubi.
E avviene tutti i giorni, verso le 14-14.30, quando devo prepararmi e infilarmi in macchina per andare a lavoro.
Il mio incubo è quell’ufficio.
E non ce la faccio veramente più. L’incompetenza che mi circonda, l’ignoranza, il menefreghismo, la falsità, la maleducazione.
La summa di tutto quello che non sopporto è lì, in quell’open space che faccio sempre più fatica a sopportare, fino ad arrivare all’odio e alla fortissima riluttanza a doverci andare (fortunatamente solo) quattro giorni a settimana.
E nel frattempo si avvicina agosto e il casino delle ferie o nonferie e il concretizzarsi dell’asì,peròc’èdafareanchequestoequelloequell’altroeanchesenonc’èchilopuòfare,beh,c***idellosfigatocherimaneinufficioalavorare.
Ogni giorno, un nuovo estenuante episodio della tragic-opera. Ma cose dell’altro mondo, problemi che non dovrebbero neanche sussistere e invece ci sono e fanno danni a destra e a sinistra.
Inutile poi ribadire quanto già detto più volte. Nella condizione attuale, trovare altro di meglio è altamente improbabile.
19 lug 2009
by Lore!in lavoro Tags: ufficio
Non vedo l’ora finisca questa giornata in ufficio.
[Voglio tornare in piscina a salvare i ricci suicidi.]
16 giu 2009
by Lore! on mobilein lavoro Tags: concerto, lavoro, rabbia, ufficio
Permesso definitivamente rifiutato.
Qualcuno vuole un biglietto per andare a vedere le “Amiche per l’Abruzzo” Domenica 21 a San Siro?
15 giu 2009
by Lore!in lavoro Tags: colleghi, lavoro, ufficio
Altra giornata in ufficio.
Assolutamente dimenticabile.
E la conferma del permesso per domenica ancora non è arrivata…
14 giu 2009
by Lore!in lavoro Tags: lavoro, università
E potevo starmene a casa, a fare un po’ di cose per l’uni, no?
11 giu 2009
by Lore!in lavoro Tags: cliente, colleghi, lavoro, layout, rabbia
Avevo chiesto un permesso, un po’ all’ultimo, per un impegno improvviso in università.
Poi, mi son sentito in colpa, perché c’erano le elezioni, miliardi di cose da fare, nuove meccaniche di lavoro non ancora ingranate.
E mi sono offerto di passare comunque in ufficio una volta finito e fare chiusura, dopo una giornata in giro, in piedi, stanchissimo e con la testa semplicemente distrutta.
Il risultato è che mi sono preoccupato per nulla. Gente che è andata via prima, che lavorava più che tranquilla, per non dire cazzeggiare.
E questa è solo la prima parte del ringraziamento. Perché, insomma, avvertire che potevo stare tranquillo e tornare a casa, no? Tanto arriva il fesso.
La seconda parte è arrivata oggi.
Mentre ero in pausa, la mia collega ha inviato al cliente le bozze (che io ho preparato) della nuova grafica. Ovviamente mi hanno riferito che usava il singolare majestatis, verso sè stessa, come unica creatrice del layout.
La nuova grafica è piaciuta subito e dopo, quando anche io ero presente, il cliente ha richiamato (lei) per delle modifiche (che io dovrò fare) che non hanno alcun senso nell’insieme del progetto.
È vero che il cliente è il cliente e ha (quasi) sempre ragione, però io avrei fatto presente alcuni grossi problemi che insorgono nella realizzazione di quelle modifiche. Ma tanto la grafica l’ha fatta lei, quindi senza batter ciglio ha detto che sì, sarà fatto. Non subito, però, perché ormai la settimana è già finita.
Già, perché la mia settimana (di part-time) è finita, torno in ufficio domenica e… ops! Lei quel programma non lo sa usare!
Lo ammetto. La voglia di lasciare tutto è tanta, sempre di più. La situazione è sempre più insopportabile. Non è un ufficio, è un asilo Mariuccia in cui lo sport preferito è spararsi alle spalle e tendere tranelli al tuo prossimo. La voglia di potermi dedicare interamente allo studio, lavorare per conto mio, ai miei orari e alle mie condizioni. Però, è rischioso e non assicura entrate certe. Sicuramente non nel breve termine, ma anche nel medio/lungo non ci sono garanzie. E lasciare ora, un lavoro fisso e indeterminato, con la crisi che c’è, è pura follia.
04 giu 2009
by Lore!in lavoro Tags: busta paga, lavoro
Busta paga.
Giorni di malattia segnati come ferie.
Conteggio delle ore di straordinario che non tornano.
E qualcuno che ha (di nuovo!) frugato tra i miei documenti, sono un po’ in disordine e – cosa ben peggiore – mi manca la busta paga del mese scorso, per capire se il cambio temporaneo giorno di riposo (definiamolo così, per comodità) era stato calcolato nel mese precedente oppure se si sono dimenticati che in questo ho lavorato un giorno di più rispetto al solito.
25 mag 2009
by Lore!in lavoro Tags: lavoro, paesello, rabbia
[...] Il motivo delle percentuali è dovuto al fatto che abbiamo fatto conteggi e pagamenti come se fossi un collaboratore giornalistico [...]
Già. Di fatti sono un grafico.
10 mag 2009
by Lore!in lavoro Tags: caldo, ufficio
…e tutto l’inverno non è bastato ad aggiustare i condizionatori.
Ottimo.
04 mag 2009
by Lore!in lavoro Tags: colleghi, lavoro, ufficio
Risponde d’istinto (e male) a chi pretende di fare il mio lavoro.
Oggi, poi, che uno deve pure lavorare per due.
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