198 – ceffone

Pomeriggio a Milano, per un giro in buona compagnia al Museo di Storia Naturale, che colpevolmente non avevo mai visitato.

E non è stato male e ammetto di essere stato più affascinato dai diorami che non dagli scheletri.

Ma la cosa insopportabile erano gli altri avventori del museo. Non tanto i bambini maleducati, quanto i loro genitori, che non li curavano minimamente, permettevano loro di far tutto e questi urlavano e schiamazzavano.

Tra tutte le scene viste, la migliore rimane quella della mamma/zia/nonna al cellulare che urlava, con al seguito un bambinetto che prendeva a calci il metallo del telaio del vetro del diorama, facendo un fracasso folle. E lei, ovviamente, non è che diceva al bimbo di smetterla: no, lei urlava ancora più forte.

E come d’un colpo mi sono ricordato della mia infanzia, di quando io avevo l’età di questi maledetti bambinetti qui. Ed è vero, io non sono mai stato una peste del genere ed ero particolarmente affascinato dai musei, mi piacevano, mi divertivo, ero interessato e non facevo casino. Ma  sarebbe bastato anche solo pensare di fare la metà del rumore fatto da questi bambini che mi sarebbe arrivato un ceffone dritto in faccia.

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