50 – “io stasera mi sono liberata” (cit.)

È che è una settimana di generale delirio, in ufficio e fuori. Miliardi di cose da fare, una testa sempre in movimento a tirare fuori idee che sicuramente non realizzerai mai, progetti che dovresti seguire e invece non ce la fai e ti senti in colpa tanto che non ti sembra giusto continuare ad esserci dentro e vorresti uscirne ma no forse non ha senso, amicizie che improvvisamente cambiano e crescono, altre che ritornano, altre che boh chissà.

E succede che nello specifico è una giornata particolarmente folle e ti arriva un “mi sono liberata”, quasi dal nulla su whatsapp.

Tragedia. Perché non sai quando ti lascerai alle spalle quel portone al numero 11, non vuoi lasciare tutto il grosso delle cose da fare ad altri, non sai se tutto funziona e può funzionare.

E ti butti.

E dopo esserti distrutto la gola a furia di parlare, ti rendi conto che le cose possono andare bene.

E sei stanco, sai che appena arriverai a casa dovrai fare X-mila altre cose ma sei contento. Dannatamente contento.

E domani sai che sarai ancora più distrutto, ancora più contento.

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