Quelle frasi, quelle parole, quei gesti

Sono fatto strano. E probabilmente già si sapeva.

Eppure sempre più spesso mi trovo a ripensare a frasi, parole, gesti successi uno, due, tre giorni prima e ci rimugino e rimugino e le analizzo e il più delle volte finisco per arrabbiarmi.

Perché sono un po’ stufo di essere quello che lascia sempre correre, una volta, due volte, tre volte.

Perché sono stufo che gli altri si preoccupino solo di loro stessi fregandose delle conseguenze che le loro azioni hanno su di me.

Sono stufo di battute che dovrebbero fare ridere su quello che sono, quello che faccio e come decido di vivere la mia vita, il rapporto con i miei genitori, il rapporto con gli amici e con il mio conto in banca.

Sono stufo di persone che si definiscono amiche e si ricordano di me solo quando hanno bisogno, tranne poi essere in grado di tagliare i ponti in un istante, senza dare spiegazioni, sparendo nel nulla.

Sono stufo di essere sempre l’escluso che scopre le cose per ultimo perché semplicemente si dimenticano di dirmele, di invitarmi, di avvisarmi.

Quindi, sinceramente, se le cose stanno così, tanto vale allontanarsi da tutto e tutti e vivere la mia vita per conto mio, fregandomene del mondo.

E se proprio volete, sapete come contattarmi. Ma tanto mica mi illudo.

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