Abbracci

Malditesta.

Forte mal di testa.

Annulli, all’ultimo, con troppa superficialità, un impegno.

Un impegno che tu avevi preso, per te stesso, chiedendo l’aiuto e la compagnia della persona più importante nella tua vita.

E tenti di continuare a dormire, per tentare di stare meglio, fregandotene dei telefoni che continuano, all’infinito, a squillare. Anche perchè poi, in realtà, non sai neanche cosa dire e vuoi evitare di parlare.

Poi leggi una mail di risposta.

E poi senti l’antifurto che viene disattivato e la porta di casa che si apre.

E arriva Papà, venuto a casa, facendo 60 km di fretta, per pranzo, da lavoro.

E la prima cosa che fa è correre verso di te ed abbracciarti.

Ed ecco, in quel momento, ti senti, letteralmente, una merda.

6 pensieri su “Abbracci

  1. Io continuo a commentare…e spero vorrai fermarmi qualora tu ritenga ch sia diventato troppo “invadente”…

    Direi che se il Papà è arrivato a casa di tutta fretta per abbracciarti, la soluzione sarà molto più vicina del previsto.
    Molto, molto.

    Sono felice per te!!
    (io tra l’altro penso di non aver mai abbracciato i miei…)

  2. ciao,un amico di mio figlio mi ha passato il tuo blog.anche mio figlio è gay e io sono responsabile dell’AGEDO di Bologna, se hai voglia di parlare oppure se riesci a convincere i tuoi genitori a parlare con noi,siamo presenti in diverse città in Italia.Intanto posso solo dirti di tenere duro è la tua vita e la devi vivere,i tuoi genitori devono capire che non si tratta di scelta o di malattia,ma che principalmente sono loro ad avere bisogno di aiuto.Tu il tuo percorso lo hai già fatto adesso sono loro a doverlo fare.
    se vuoi contattarmi,il mio numero lo trovi sul sito arcigay cassero
    Non mollare e in bocca al lupo per tutto Flavia

  3. Flavia, grazie mille per il tuo messaggio e grazie all’amico di tuo figlio che ti ha segnalato queste pagine 😛
    Già avevo in mente di contattarvi, o più che altro di farvi contattare dai miei genitori, quando finalmente riusciranno a capire effettivamente, ora, sono soprattutto loro ad aver bisogno di una mano.
    Grazie ancora,
    Lore

  4. Io spero che un giorno vicino non ci sarà più bisogno di lottare per far capire ai propri genitori, amici, parenti, fratelli etc. che amare qualcuno del proprio sesso non è nè un problema nè una malattia, nè una scelta…
    Probabilmente non potrò mai comprendere fino in fodno quanto dolore creino momenti come questi, quanta sofferenza derivi dalla scelta di uscire allo scoperto, o dal fatto di celare la propria vera natura dietro alla normalità della finzione.
    Sappi però che ti sono tanto vicina :*

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