Un pensiero su “Stando in silenzio…

  1. cosa vuoi che ti dica?

    che la tua insistenza a porre domande, l’altra sera mi ha messo in imbarazzo?
    che il discorso lo avevamo già fatto, e avevo già cercato di spiegarti?
    o che avevo anche cercato di chiederti un appoggio, che invece non è arrivato?
    o che probabilmente ti sei dimenticato di quel discorso?
    come apparentemente ti sei dimenticato o hai ignorato (non m’interessa neanche sapere se l’una o l’altra, non fa differenza) altri discorsi, altre richieste, altre proposte.
    e io non ho intenzione di essere insistente. non ho intenzione di richiedertele ancora. di proporle ancora.
    occasioni perse, perdute, morte e sepolte. e mi dispiace, perché ci tenevo.
    e ci terrei tuttora, ma non posso chiederti ancora e ancora e ancora. non posso. non voglio. mi sentire il cattivo “ricattatore”.
    rinuncio quindi a tutte quelle proposte che sono state fatte affogare nel tuo silenzio, nella tua “dimenticanza”.
    ma non posso neanche far finta che vada tutto bene. perché ogni volta, che per una cazzata (come in questo caso) mi tornano in mente, io rimugino. e rimugino e rimugino.
    e ricordo.
    e mi ri-arrabbio, per tutte le opportunità che abbiamo perduto. e di cui io avevo in qualche modo bisogno, interesse.

    tu sei libero di fare come preferisci. di vivere come vuoi.
    non voglio di certo “ricattarti”, quindi tutti quei discorsi, quelle proposte, sono cancellate, perdute, non ne voglio più parlare.
    ma io non so quanto possa accettare di continuare a perdere occasioni che mi andavano. di riempire la mia memoria di file vuoti.

    e ogni volta, che mi arrabbio, e ricordo tutti questi file vuoti, sentirmi ogni volta dire “scusa”, e dopo un paio di settimane, ritrovarmi nella stessa situazione… mi sento preso in giro.
    mi chiedi scusa, ma non capisci evidentemente cosa c’è che mi dà fastidio. e quindi si torna sempre indietro.
    non ho bisogno di scuse, da parte di nessuno.
    ho bisogno di non sentirmi più così. di non dover ogni 14 giorni tornare a pensare al bagaglio di occasioni perdute.

    forse è un discorso del cazzo.
    forse, anzi probabilmente il tuo punto di vista è molto diverso, ma se c’è qualcosa di me che ti risulta difficile sopportare, probabilmente sarebbe il caso di parlarne. di chiarire.

    ti auguro una giornata più tranquilla.
    e spero tu sia riuscito a dormire almeno un po’.

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