Le scimmie saltano di ramo in ramo 

assaggio la notte, 

la notte che passa più svelta 

su lente lenzuola di corpi 

sudati si chiudono gli occhi 

si spegne l’insegna dell’ultima vita di luce 

rubate si finge il silenzio perfetto 

l’esterno ti sembra di pace 

la notte d’estate 

intanto il ruomore 

nel buio dell’anima mia 

che corre a gambe levate 

sbattendo con forza 

su muri di pelle e di ossa 

un paio di ali al vento 

Safari, Jovanotti

Dite quello che volete. Ma a me il testo di questa canzone mette i brividi, tanto trovo bello il bello, a parte qualche passaggio un po’ forzato. La poesia con cui descrive scene, certe crude realtà di tutti i giorni e lo stridore delle parole con la musica, che la fa quasi sembrare una canzonetta da nulla, per non parlare poi dei vari mix discotecari (scoperti, tra l’altro, a Kini Beach, Syros).

E anche buona parte dell’album del buon Jova non è affatto male. Fortunatamente riesce ancora a fare buona musica. Fortunatamente riesce ancora a fare quel tipo di musica che mi serve in momenti come questi.

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