[Pensieri sconclusionati] La cena dei piccoli aiutanti di Babbo Natale

Effettivamente, il post sulla cena dai Bergamaschi non poteva mancare.

Perché i padroni di casa non si son smentite. Una casa che trasudava regali, luci, addobbi e decorazioni da ogni poro dell’intonaco. Quel tocco di esagerato che la rende bellissima e speciale. Una casa da ri-scoprire in ogni angolo, perché la chicca è sempre nascosta dietro l’angolo.

Però, casa a parte, la differenza la fanno loro. Era un sacco che non li vedevamo, in effetti. E sono sempre i soliti. Non c’è niente da fare. Io con loro sto bene, benissimo. Per quanto, dopo un po’, abbia iniziato a sonnecchiare in piedi e diventare bianco parete a causa della stanchezza.

E ovviamente, c’è stato il magnifico momento di scambio dei regali. È stato strano far parte di un gruppo di amici che si scambiano regali. Io non l’ho mai fatto prima. Non ho il senso del Natale, del regalo, dello scambio. Nulla. Zero, completo. E mi sento un po’ a disagio, per non aver pensato (e realizzato) un regalo.

Ma sono contento. Di avere uno stupendo cuscino/abbraccio rosso. Di avere una porzione di brilli porta fortuna, da utilizzare al momento opportuno.

E nel frattempo, avevo il click facile con il mio novo giocattolino. Ok, ci sono stati i rimproveri per averlo comprato troppo tardi. Ma insomma. O mi pagavo il volo per la Grecia, o mi compravo una signora reflex! 

Mi piaciono alcune foto che ho fatto. Altre, le posso sistemare con un po’ di photoshop. Però 500mb di foto per una cenetta forse sono un po’ troppe.

Certe banche non smettono mai di farti dire bah bah e ancora bah

È (quasi) Natale. Tutti impazziscono per regali, regalini, pensierini, decorazioni, auguri.

E nel campo degli auguri, non mancano quei miliardi di siti che offrono la possibilità di diventare elfi, renne, babbi natale danzanti.

Ma che si metta pure a farlo una banca… bah bah bah.

auguri-webank

Però, se proprio volete.. cliccate.

Ecco.
Mezza litigata col padre, che ovviamente chiama in suo supporto la madre, con cui si litiga ancora di più, con lei che urla e io ovviamente devo stare calmo e tranquillo perchè i genitori vanno onorati. Sì, col cavolo. E nel frattempo lo stesso padre invita tutti a stare tranquilli.
Per cosa poi? Boh, è Natale, ci son le feste, quant’è bbbbello litigare in compagnia, no? Uscite, il non studio, il tempo che perdo al computer, il modo in cui li tratto, come se mi avessero rovinato la vita. Ah no, è vero. Quello l’hanno fatto.
Mi viene solo una cosa da dire.
Vaffanculo. A tutto.

Ma poi entro nel mood melanconico, nella tristezza infinita e nelle lacrime che silenziose solcano il viso. E attacco a tutto volume canzoni ovviamente tristissime, che mi fanno stare ancora peggio.

How I wish I could surrender my soul;
Shed the clothes that become my skin;
See the liar that burns within my needing.
How I wish I’d chosen darkness from cold.
How I wish I had screamed out loud,
Instead I’ve found no meaning.

I guess it’s time I run far, far away; find comfort in pain,
All pleasure’s the same: it just keeps me from trouble.
Hides my true shape, like Dorian Gray.
I’ve heard what they say, but I’m not here for trouble.
It’s more than just words: it’s just tears and rain.

How I wish I could walk through the doors of my mind;
Hold memory close at hand,
Help me understand the years.
How I wish I could choose between Heaven and Hell.
How I wish I would save my soul.
I’m so cold from fear.

I guess it’s time I run far, far away; find comfort in pain,
All pleasure’s the same: it just keeps me from trouble.
Hides my true shape, like Dorian Gray.
I’ve heard what they say, but I’m not here for trouble.
Far, far away; find comfort in pain.
All pleasure’s the same: it just keeps me from trouble.
It’s more than just words: it’s just tears and rain.

Aspettative infrante

Sono appena tornato dalla messa di mezzanotte. Ovviamente ci sono andato tutto solo, visto che dei miei genitori..l’una è a letto da ore, l’altro è sul divano a guardare chissà cosa in tivvù.
In fondo in fondo speravo che almeno la messa riuscisse a infondermi un po’ di spirito natalizio, che riuscisse a dissipare un po’ della tristezza che mi attanaglia.
E invece.. direi che ha avuto un effetto opposto a quello che speravo!
La chiesa sembrava quasi vuota, tanto che sono persino riuscito a sedermi (prima volta in tutta la mia vita); la messa era cantata, ma non troppo (che tristezza di canti); in più è anche durata relativamente poco.. 60 minuti esatti, manco si fossero cronometrati.
Speravo di meravigliarmi della bellezza del presepe, ma anche quello non mi è sembrato granchè. Confidavo nei bacini baciotti a fiumi, ma non ce ne sono stati molti. E mancavano proprio quel paio di persone che più di tutte volevo salutare.
Ecco, il Natale a me continua a mettere tristezza.

Auguri!

Odio il Natale e la tristezza che mi mette addosso, ma voglio comunque farvi gli auguri, con questo video:

Pensieri sotto l’albero

Sarà, ma a me il Natale mette tristezza.
Sono finiti i tempi in cui aspettavo con impazienza la sera del 24 per andare a letto, svegliarmi il 25 e correre in salotto ad aprire i regali che comparivano sotto l’albero, i tempi in cui si andava a Varese dalla nonna e dagli zii per stare tutti insieme, giocare al mercante in fiera o a tombola ed aprire altri regali (o buste con un po’ di soldi, puntualmente requisiti dai genitori).
Ora il Natale è un giorno come un altro.
Sono anni che non si fa più l’albero, sono anni che non si fanno i regali, sono anni che non si va più a trovare gli zii. Però il presepe, quello sì che va fatto! Anzi, i presepi.
Natale è un giorno come un altro. Cambia la tovaglia per il pranzo e per la cena.
Sì, il Natale mi metta tristezza.
Mi mette tristezza vedere la gente affannarsi alla ricerca del regalo perfetto, i negozi presi d’assalto e svaligiati.
Mi mette tristezza non partecipare per nulla a questa follia. Nè nel fare regali, nè nel riceverli.
Però, alla fine, quest’anno mi salvo per la presenza di Love. E dei regali che ci scambieremo.
Sarà, ma a me il Natale mette tristezza.

I clienti alle prese col delirio Natalizio

E’ Natale, si sa. E tutte le pubblicità devo essere natalizie. Persino quella del pa-pa-pa-parmigiano re-re-reggiano. Con tanto di spolverata di foraggio grattuggiato da Mano della famiglia Addams e che scende leggiadra come neve.
Ma noi non siamo a tali livelli di follia, alle prese con clienti che possono permettersi spot promozionali dallo storpiaggio facile.
No, al momento siamo alle prese con un maledetto quarto di pagina. Perchè dico siamo? Io sono stato a casa malato quindi mi sono evitato bellamente il problema. E’ la povera S. che si è cuccata il bello del nostro lavoro: perdere tempo davanti al delirio natalizio di un cliente indeciso.
Prima versione: sfondo con alberi di Natale. Ovviamente proposta dal cliente. Ovviamente non piace.
Seconda versione: sfondo con stelle comete. Sì, non una ma più stelle comete. Perchè si sa, le stelle comete si muovono solo in branco. Ovviamente proposta dal cliente. Ovviamente non piace.
Terza versione: fondo sfumato rosso con albero di Natale. Ovviamente proposta dal cliente. Ovviamente non piace.
Quarta versione: qui è d’obbligo la citazione..

tieni quella dell’albero: parte in basso e sfondo ok
sopra metti petali di stelle di natale viste dall’alto (come la prova che avevi fatto)
a lato metti palline natalizie che scendono
scritta:
composizioni floreali
stelle di Natale

Riassumiamo. Per comprendere a fondo la gravità della situazione. Abbiamo il rosso dello sfondo, su cui si staglia un albero di Natale addobbato come si deve. Abbiamo i petali di stelle di Natale (notoriamente rosse). E siamo già al delirio. Poi ci sono pure le palline natalizie, che scendono.
A quel punto, la malcapitata Grafica non può far altro che domandarsi: “il Babbo Natale che sale le scale non lo vogliono?”. E chiamare la tipografia: “sentite, riusciamo a mettere in pagina 20 un tastino che se lo schiacci suona Jingle Bells?!”

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