Google e i label

In questi giorni ho impostato qualsiasi cosa relativa a google in inglese.
Non solo gmail, che, una volta trasformato nella sua lingua nativa, acquista numerose funzionalità, come le etichette colorate (sia bordo che rettangolino) o la funzionalità IMAP, che però con mail non sono ancora riuscito a farla funzionare a dovere..
Poi, nella pagina dei loghi, compaiono tutti quelli più recenti, mentre la versione italiana è ferma al 2006 (o 2005? non ricordo!).
Poi, cercando una cavolo di immagine di una “calza della befana”, rigorosamente bella e in alta qualità (così disse il cliente), mi sono avventurato su google immagini.
E cosa ho scoperto? Il “nuovo” Google Image Labeler.
Non vi preoccupate, non è nulla di particolare.. solo un semplice giochino. Basta scegliere il proprio nome, cliccare sul tastino “Begin” e attendere qualche secondo perchè san Google vi accoppierà a caso con un altro perfetto sconosciuto di cui saprai solo il nome.
E ora inizia il gioco. 2 minuti di tempo e una serie di foto da taggare.
Viene visualizzata una foto per volta e basta fare un brainstorm di tutto ciò che viene in mente per descrivere l’immagine, sperando che al partner venga in mente la stessa identica parola. Quando ciò avviene, google attribuisce un punteggio per il label, variabile da 50 a 150-200 e compare una nuova foto.
Una volta finito il tempo, viene visualizzata una pagina riassuntiva con i tag usati dall’altro per le foto e gli indirizzi da cui sono state prese le foto; inoltre il punteggio (se ci si è loggati con il proprio google account) viene cumulato a quello precedente.

Al di là dell’aspetto ludico, stavo pensando a come questa mossa sia semplicemente geniale. Non è Google che ci permette di giocare. E’ semplicemente Google che ottimizza il suo database fotografico, usando le capacità e il tempo di ognuno di noi. Ho infatti come il sospetto (anzi, una quasi certezza) che i tag “vincenti” vengano memorizzati e utilizzati per far comparire la foto in successive ricerche fotografiche.
Ed è un sistema che funziona benissimo sui grandi numeri: se si “gioca” in tanti con la stessa foto, è la stessa statistica (e il sistema usato per dare i punti ai label) a far prevalere i tag corretti su quelli magari provati per caso solo per guadagnare punti. E i grandi numeri ci sono, se si considera la classifica: per esempio, al momento il miglior giocatore è un tal F5ZipF5 con ben 17.300.480 punti. Ovvero ha taggato da un minimo di 115.336 (con i label che danno più punteggio) a un massimo di 346.009 foto (con i label che danno il minor punteggio). Niente male per una sola persona, no?

Alla cos’è questo? Forse solo un’altro esempio di.. uhm.. come definirla..? Conoscenza condivisa?

2 pensieri su “Google e i label

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