Archivio mensile:Febbraio 2010

Wanna wanna wanna!

Allora, questa maledetta PS3 si è portata dietro troppe spese.

Perché ora voglio solo blueray e non più i dvd che fanno così retrò e SD.

E nello specifico in questi giorni sono usciti Bastardi Senza Gloria, Up! e Ponyo (che però i miei mi hanno già  regalato, ma vogliono che li rimborsi perché non pensavano che costasse così tanto -.-).

E poi ci sono miliardi, troppi giochi da comprare. Molti direttamente in digital dowload (per la PS3 ci sarebbe Flow, PixelJunk Shooter ed Eden, oppure Wipeout HD che comprerei anche solo per la colonna sonora e le due espansioni – Metal Gear Solid e Pirati dei Caraibi – per Little Big Planet; per Wii ci sarebbe Lost Winds: Winter of Melodias), ma altri da prendere obbligatoriamente su disco. Per Wii mi manca ancora New Super Mario Bros Wii, mentre su PS3 la scelta è troppa! C’è Prototype (che però potrei farmi prestare dalla F., no?), Bayonetta (stupendo!!!), inFamous (bellissimo, è pure in Platinum, però non so se lo voglio perché non sono capace di giocare con il mirino e i due joystick) e poi quella piccola chicca cinematografica di Heavy Rain (che però uscirà  il 24, mentre Blockbuster se ne frega e lo metterà  in vendita a partire dal 10). E poi ci sarebbero alcune vecchie uscite da recuperare, come Assassin’s Creed 1 e 2 o Prince of Persia).

Che poi, in realtà , già  che parliamo di spese, devo ancora comprarmi la TV nuova (questa), ma prima bisogna convincere i miei a spostare i mobili del salotto, e l’ampli nuovo (questo), visto che il povero home teather della Samsung sta tirando le cuoia (o meglio, la sua ventola. Che si era rotta già  a 14 giorni dall’acquisto, bruciando la scheda madre, è finita in riparazione – per 40 giorni – e da quel momento è sempre sempre sempre rumorosa e rumorosa e rumorosa).

Infiltrati (dell’ultimissimo minuto) al Tumblr Meet Up

E alla fine siamo finiti al Tumblr Meet Up, arrivando ovviamente in ritardissimo, a cose ovviamente quasi concluse.

Tante, troppe facce e nomi sconociuti. Ma anche tanti nick già  sentiti.

Una Xlthlx scappata via troppo presto per riuscire a vedersi, un Gatto in forma smaliante con almeno due tequila in corpa, una Daniela_elle semplicemente stupenda. E poi, tra quelli che leggo, commento, chatt(av)o, compare lui, Stefigno, conteso da tutti.

Notevole poi la scelta del Bond per concludere la serata: locale interessante, musica da schifo, ma con dei clienti/cubisti impagabili: ubriachi marci, assolutamente fuori tempo (e ce ne voleva!).

Tre i loro passo principali: la spaccata, il prendi la donna e lanciala contro il bancone e il salto folle battendo le mani. Ah, poi c’era pure un tizio pompatissimo che faceva il ballo della gallina. No comment 😉

Per il resto boh, ho ancora qualche ora per decidere se andare o no al brunch. Chissà , chissà …

Momenti

Momenti in cui è molto più facile rincorrere un treno sicuramente perso che non tirare fuori delle parole di bocca per espimere anche solo una minima parte del groviglio di pensieri che si è creato in testa.
Momenti in cui la più comoda interpretazione di un “non ti preoccupare te li passiamo noi” vacilla e ti dai del cretino perché l’interpretazione corretta è un “cazzo, collabora anche tu”.
Momenti che ti trovi dannatamente a disagio per il tono giustamente scocciato.
Momenti che quelle parole comunque fanno male, perché gli anni sono passati e queste cose mai vissute spiazzano.
Momenti che quel “alla fine lo sapevi, visto che siamo assieme tutto il tempo” fanno riemergere la solita vecchia paura dell’essere insieme ma forse non è così.
Momenti che pensi che forse sei solo profondamente stupido. O che ti servirebbero dei sottotitoli per decifrare cose a quanto pare chiare e invece completamente oscure.
Momenti che a volte, almeno qualche volta, fa comodo essere aiutati, ma a volte non è possibile o comunque non è corretto.
Momenti che dici che a volte sarebbe utile saper dire basta e porre un limite alle cose piuttosto che affogare.
Momenti che ovviamente capitano con un tempismo perfetto e una decisione presa per semplici motivi di comodità  e stanchezza passi per ben altro. Che forse un po’ è, ma non in maniera così rilevante come può apparire.
Momenti che in realtà  l’unica cosa che vuoi fare è scoppiare a piangere, ma qualcosa ti impone di aspettare almeno di voltarti e scendere le scale.