Ciao, Bergamo

Sai, Bergamo, in fondo mi dispiace di averti trascurata così tanto, di averti vissuto così poco nell’ultimo periodo.

Non sono più riuscito a esplorarti correndo, cambiando strada ogni volta seguendo il verde dei semafori, per poi ritrovarmi su salite impossibili o noiosi pezzi in piano.

Non ho più preso e fatto giretti per il centro, giusto per fare due passi, vedere la poca vita che ti anima in settimana e osservare come sei bella quando dormi.

Non sono mai riuscito a esplorarti a fondo quanto avrei voluto. Non sono più riuscito a vedere la Carrara, Città Alta ha ancora molti punti a me sconosciuti. Non ho approfondito a dovere la tua night life del weekend.

Però questa sera ti ho vissuto. E non alla maniera del pendolare che cammina veloce verso la stazione e non pensa a te.

No. Questa sera è stata la sera di due chiacchiere con un amico, un bicchiere di rosé in quell’enoteca che tanto mi piace e poi due, tre, quattro passi, da piazza Pontida a Porta Nuova e poi indietro per viette e poi di nuovo avanti verso a Porta Nuova. Un po’ in circolo, un po’ a caso, persi dalle nostre chiacchiere.

E sai, Bergamo, il tuo silenzio, i tuoi ritmi rilassati e la tua eccessiva sonnolenza mi piacciono, mi mettono tranquillità e serenità. E so già che mi mancheranno, così come mi mancherà la possibilità di alzare gli occhi davanti a me e vedere Città Alta, splendida sempre a ogni ora del giorno e della notte.

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