Tra tre mesi, come un topo.

Sto diventando un uomo tutto nanna e lavoro.
E inizia a mancarmi buona parte della libertà che avevo prima.
Ma prima o poi deve arrivare il momento di crescere, per tutti. E credo che per me sia arrivato.
Un lavoro nella grande città che bene o male mi porta a dedicargli tutto il mio tempo. Perchè ha orari e ritmi inconciliabili con gli orari e i ritmi del “resto del mondo”.
Resto del mondo che comprende un po’ di cari amici, che per un motivo o per un altro è un po’ che non vedo. Perchè poi va a finire che nei giorni liberi disponibili uno abbia l’umore così sotto terra da non voler neanche mettere il becco fuori di casa, anzi, no, dalla stanza.
Ma l’umore, ora sembra essere tornato a posto.
E il problema umore, ha lasciato il posto ad un altro problema.
Se così si può definire.
E’ che mi sono inserito bene nel gruppo di lavoro, so (come sono presuntuoso!) fare bene il lavoro che mi hanno assegnato e più volte ho dato un mano anche in altri campi. Dal risolvere qualche problema ai Mac o qualche consiglio su come risolvere qualche strano impiccio by quark, illustrator o photoshop.
Al momento sento su di me la fiducia dei capi, soprattutto ora che non ho neanche più un “responsabbbile”. Ma sento su di me anche delle responsabilità. Il cui peso si farà veramente sentire quando, per la prima volta, me ne dovrò stare solo soletto in ufficio ad attendere l’articolo sulla partita. E chiamare la tipografia per la conferma delle pagine. Sperando che non ci sia nessun problema.
Però inizio a pensare al mio futuro, a chiederemi che cosa succederà alla fine di questi tre mesi. Mi chiederanno di restare? Mi offriranno un buon contratto? Io, ora, ho già paura. Ho paura di dover decidere, come sempre. Perchè come sempre dovrò decidere di lasciare qualcosa che conosco per qualcosa di ignoto di cui non so affatto se sarò adatto o meno. E mi sento già in trappola. Tra la paura di lasciare e deludere qualcuno. E quella di restare e deludere altri.

2 pensieri su “Tra tre mesi, come un topo.

  1. ma deludere chi?
    colleghi e capi dell’ufficio? sarebbe una delusione relativa, non trovi? il vostro è comunque un legame professionale, se tu avessi un lavoro o una scuola che per te sarebbe migliore, magari sarebbero tristi di perdere un buon collaboratore, ma non credo delusi.
    gli affetti allora? certo, le persone che ti vogliono bene, la tua famiglia, gli amici, loro potrebbero non condividere le tue scelte, ma è la tua vita. e se ti vogliono bene veramente, anche se convinti che avresti potuto scegliere diversamente, sbaglierebbero se ti volessero meno bene per questo.

    ma soprattutto, non fasciarti la testa prima di averla sbattuta!

  2. Innanzitutto un complimento… scrivi davvero bene!
    E ora un commento a questo Post: Capitano anche a me queste giornate… ma di ogni giornata… a fine giornata… dobbiamo essere in grado ditrovare quel qualcosa che ci faccia alzare dal letto il giorno dopo! Grande o piccolo che sia!

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