Perché devi esserci anche tu alla fiaccolata di domani

Non posso che leggere, apprezzare e far circolare questo post di Marco Mazzei:

Martedì 8 settembre (domani, sì) a Milano, partendo da piazza Oberdan alle 21 per arrivare in piazza San Babila, ci sarà una fiaccolata per protestare contro l’omofobia. Nelle ultime settimane c’è stata una serie di episodi che ha visto come vittime donne, turisti, giovanissimi, tutti colpevoli di essere omosessuali. Gli episodi di omofobia più o meno violenta, per la verità, sono abbastanza all’ordine del giorno in Italia, ma in molti pensano che si sia oramai raggiunto il limite, che una società non possa accettare che nel 2009 due ragazzi vengano massacrati e ridotti in fin di vita perché si stanno baciando, e che milioni di persone subiscano una strategia dell’intimidazione che le forzi a starsene in casa, senza dare fastidio al resto della società eterossesuale.
Tant’è, in molti si sono scocciati, e da un’iniziativa lanciata a Roma sono nate una serie di fiaccolate in tante città d’Italia, tutte caratterizzate dal fatto di nascere dal basso, cioè di essere organizzate da persone qualsiasi, che si appoggiano agli strumenti di comunicazione e diffusione della Rete. Niente associazioni, gruppi, partiti o quant’altro: persone che pensano che si sia superato il limite e hanno voglia semplicemente di dire basta.
Domani sera sarà la volta di Milano. C’è una pagina su Facebook dove è raccontata un po’ tutta la questione e poi c’è un evento di Facebook dove dire “ci sarò”. Al momento ci sono circa 600 persone confermate.

Lo ridico: una fiaccolata alla quale è stato chiesto di partecipare solo con candele e bandiere arcobaleno – simbolo del movimento omosessuale – dove non ci saranno simboli di partiti, gruppi o associazioni. Una fiaccolata, quindi, dove nessuno si potrà sentire a disagio e dove non importerà davvero destra, sinistra, uomini, donne, etero, trans, avvocati o chissà.

Perché sia importante esserci è ovvio. Lo è per tutti quelli che in modo grave o lieve, sono stati e sono vittime dell’omofobia, quella che esclude o quella che picchia. Quella che ti fa sentire a disagio o che ti manda in ospedale. Insomma, appunto, è chiaro: importante, fondamentale esserci proprio a Milano perché, lo sappiamo, qui siamo sempre un po’ di corsa, e il lavoro e la palestra, e poi tutti hanno diritto a un aperitivo anche per distrarsi da tutte le sfighe della vita e del mondo, lo dico senza sarcasmo. Milano di solito in queste circostanze non c’è, ha qualcosa di più importante da fare, non ha voglia. Domani secondo me è fondamentale che ci sia, perché il messaggio che può arrivare da qui è di quelli che lasciano il segno.

Perché domani gli omosessuali milanesi dovrebbero esserci tutti, è chiaro. Io però penso che questa sia una buona occasione, LA buona occasione anche per gli eterosessuali. E in particolare i genitori, quelli che lo sono, lo sono appena diventati, pianificano di esserlo tra poco.
Perché io penso che tutti gli sforzi che le mamme e i papà fanno e faranno per crescere figli belli e forti e intelligenti e liberi e istruiti, tutto l’amore che mettono e metteranno nell’accompagnare quel figlio verso il mondo, tutto ciò può essere vanificato da uno svastichella qualsiasi, che va in giro a spaccare bottiglie in testa ai ragazzi che si baciano.

Perché, cari genitori, la vostro bambina o il vostro bambino magari sono omosessuali, e voi avete il dovere di preparare per loro il miglior mondo possibile.

Ecco, non ci potete lasciare – ancora una volta – da soli a lottare perché anche i vostri figli possano vivere domani in un mondo se non migliore almeno decente. Non ci bastano più la vostra solidarietà o la vostra simpatia. Non basta che abbiate amici gay o colleghe lesbiche o che non facciate battute su quella saponetta che cade nella doccia; cercate di pensare a quella vostra amica o a quel vostro collega che viene preso a sprangate solo perché omosessuale e pensate come vi sentireste se dovesse capitare a voi o a vostro figlio.

Questa volta secondo me non ci sono scuse: è una fiaccolata, non un Pride, non ci sono quelle che molti definiscono “carnevalate”, non c’è di mezzo la politica, non c’è musica, non ci sono discorsi, è di sera in pieno centro, a un orario comodo anche per chi esce tardi dall’ufficio o per un dopo aperitivo. Ci sono mille ragione per esserci, nessuna possibile scusa per starsene a casa.

In questi giorni ho pensato con terrore a quattro gatti che cercano di accendere qualche lumicino e ho sognato al contrario un pezzo di corso Venezia tutto illuminato solo dalle candele per questo, per il sogno, ti aspetto.

Milano, martedì 8 settembre 2009, ore 21:00, fiaccolata da piazza Oberdan a piazza San Babila.

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