Scomposizioni per unità-lavorative di base

E già in treno, in metro, camminando per strada mi son reso conto di guardare con occhi diversi la realtà che mi circondava. Alla ricerca di un’idea, scomponendo mentalmente le forme che vedevo per arrivare all’elemento base.

Era da un sacco di tempo che non mi sentivo così curioso, così stimolato, così vivo.

Non so perché sono ricapitato su questo “vecchio” post, risalente addirittura al primo giorno di designer.

Ora la situazione è effettivamente un po’ diversa. Sarebbe molto da tazza di caffè sempre piena, sigaretta fumante abbandonata nel posacenere, luce da scrivania accesa e occhi rossi dalla stanchezza.

E già in treno, in metro, camminando per strada mi son reso conto di considerare diversamente il tempo che avevo. Ripensare alle cose da fare, scomponendole mentalmente nelle loro unità base, per capire come organizzarmi, il materiale necessario e l’ordine logico con cui è meglio eseguirle, incastrandole il più possibile. 

Era da un sacco di tempo che mi non mi sentivo così stressato, impegnato, ma vivo.

Sto impazzendo per fare quello che voglio fare e continuare con il lavoro per rimanere parzialmente autonomo. Sono soddisfatto dei risultati che ottengo. No, non dei voti, di cui – a dire il vero – non mi posso lamentare, almeno per ora. Sono soddisfatto di quello che riesco a fare.

Da una parte non vedo l’ora che arrivi il 2, perché tutto questo, in quella data, sarà solo un lontano e faticoso ricordo. Perché avrò finito il video, i disegni, le carte, fatto 4 esami, 2 prove in itinere. Perché in quella data sarà finito il primo di 6 semestri. 

E ora, a nanna, che domani ci si deve svegliare presto!

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