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144 – Metro 2033

Ho una confessione da fare: ultimamente la mia spacciatrice ufficiale di titoli di libri da leggere è Divara.

Tra gli ultimi, mi ha consigliato “Vedi di non morire” è “A tuo rischio e pericolo” di Josh Bazell, poi “Portami a casa” di Jonathan Topper, poi ha cannato con “A volte ritorno” di John Niven.

Ha cannato perché, nonostante il mio libro preferito sia “Cronache di un Messia riluttante”, non sono riuscito ad andare oltre le prime 3 pagine di “A volte ritorno”. L’idea dell’ennesimo libro che (sembra?) parlare del ritorno del Cristo anche no, basta, dai.

Così poi dal suo cilindro magico ha tirato fuori tutt’altro genere di libro: “Metro 2033”. A quanto padre piuttosto famoso e da cui hanno anche tratto un gioco (che porta lo stesso nome) e un seguito del gioco (che caso vuole sia disponibile per il download gratuito col Playstation Plus). Il punto è che è un macigno di 9000+ pagine Kindle. Giri pagine su pagine e sei sempre lì, al 3%. È lungo, è prolisso, è molto descrittivo. Però mi piace, mi sto di nuovo portando dietro il Kindle a lavoro e leggo sui mezzi e in pausa pranzo, nonostante mi metta una certa ansia e agitazione.

E scendere le scale per prendere la Metro, in realtà , ha iniziato a farmi uno strano effetto.

142 – step by step

Tra i vari buoni propositi dell’anno ci sarebbe quella di non farmi condizionare così tanto da qualcuno e di smettercela di rimanere dannatamente male per ogni cosa che non va come previsto.

E così, nonostante sarei voluto rimanere a casa incazzato per i piani falliti, sono uscito – ovviamente in ritardissimo – per quell’aperitivo di compleanno di una collega e poi siamo andati tutti insieme a ballare ed è stata una bella serata da ripetere.

140 – scioperi

Certo: ancora un’altra volta abbiamo salvato il mondo. E sono pure sopravvissuto ad un’altra giornata di sciopero dei mezzi a Milano, nonostante le corse per prendere l’ultima metro all’andata e al ritorno. E ho sperimentato per la prima volta cosa significa farsi i 14km che separano Milano Ghisolfa con Marcallo-Mesero in coda (dove “in coda” è da sostuirsi con “fermi”), ringraziando i lavori costanti, i restringimenti di carreggiate, il maggior traffico causato dallo sciopero e lo strano orario.

Nonostante tutto sono riuscito ad arrivare al paesello alle 19, una telefonata veloce e poi la conferma per una pizza e una serata divano tra tv e chiacchiere.

Cosa volere di più?

137 – imprevisti, parte 2

Perché gli imprevisti sul lungo termine sono sempre (sempre) in agguato.

E così, un lungo termine che non è neanche incominciato ha giù subito una battuta d’arresto. E quindi urge capire se lasciare perdere prima che sia troppo tardi, se dare qualche aggiustatina al tutto o se procedere spediti come se nulla fosse, consapevoli di tutto quello che ne conseguerà .

Sigh.

135 – HOMI

Un weekend decisamente diverso dal solito, passato prima a divertirmi con carta collane forbici, oggi invece tutto il giorno in HOMI, fiero di aver dato il mio (seppur piccolo) contributo e del risultato ottenuto.
I giri per gli innumerevoli padiglioni, le pause per osservare la pioggia scivolare sulla vela di Fuksas, la rustichella senza sapore, l’aperitivo di benvenuto a fine giornata per gli organizzatori e gli espositori, il macello dei pass auto, la fatica di 8 ore in piedi senza sosta.

Ed eppure è stato un weekend rilassante e riposante, soprattutto per la mente e ben più riposante di quelli passati senza vita sul divano davanti alla TV.

Un weekend di quelli che ti fa pensare e prendere decisioni. Ed in fondo è solo questione di volontà  e di coraggio, no?