Archivi categoria: Me or Not?

353 – correre

L’altro ieri i km avanti indietro per Gardaland, con un mal di piedi tremendo perché le Onitzuka Tiger saranno belle e fighe quanto vuoi, ma se cammini troppo ti distruggono il piede.

Ieri, furbone, sono andato a correre. Non con calma e rilassato, ma con l’intenzione di fare più km e provare a migliorare il passo.
Il risultato? 7km, 5’58″/km. Ok, nulla per runner di vecchia data, ma un piccolo successo per me.

Tutto bene, se non fosse che ora ho un dolore tremendo al piede sinistro. E ovviamente ho anche commesso l’errore di cercare su google qualcosa come “dolore piede dopo corsa”, seguito poi da “piede piatto (quale in teoria avrei) corsa”. Ecco: mi si è aperto un mondo di incubi, tra riposo assoluto, fascite, visite da medici e anche robe come interventi e/o laser.

Ecco, no. Diciamo che spero solo che si tratti di un problema di scarpe, da risolvere con calma a settembre.

Perché tutto sommato, correre mi sta piacendo (voglio dire: musica a tutto volume nelle orecchie, come potrebbe non piacermi?!) e ora che poco alla volta sto riuscendo a migliorarmi mi regala anche qualche discreta soddisfazione, molto di più di quando, in palestra, sei tutto contento perché hai aumentato di mezzo chilo i carichi rispetto alla volta precedente.

E quindi boh: speriamo che non sia nulla di che. Anche se forse avrebbe senso provare a sentire qualche medico adeguato, non tanto per il dolore di adesso, quanto per capire quello che posso e quello no, giusto?

348 – evitabili

E poi ci sono quelle giornate in cui no, non va nulla bene e l’unica cosa che vuoi fare è stare a letto, dormire, tenere il do-not-disturb attivo tutto il tempo sull’iphone, non rispondere a chiamate, saltare il pranzo e sperare che errori e cazzate e relative conseguenze spariscano da sole, ma purtroppo no: bisogna affrontarle meglio prima che poi, imparando a farsi meno male possibile.
O forse bisognerebbe imparare ad evitare quelli errori e cazzate evitabili.

346 – richiamo

Non potevo resistere all’idea di un’altra serata solo per noi due, a parlare, chiacchierare, ridere.
Non potevo resistere al richiamo di Bergamo, quella città  che presto sarà  la mia città .
E così di nuovo in macchina, ovviamente in ritardo, in viaggio verso Bergamo lungo un’autostrada piena di cantieri ma vuota di macchine.
Un cinese buonissimo, di quelli che ti sazia, costa il giusto e soprattutto non ti impuzzolentisce.
Un giro in macchina verso Città  Alta, ovviamente chiusa per traffico.
La ricerca di un parcheggio, la camminata, il freddo alle gambe (pantaloni corti, perché?), la funicolare, i discorsi delle altre persone, le occhiate che ci lanciavamo e le risate che soffocavamo.
I tanti passi, i molti discorsi con sullo sfondo una Città  Alta in una notte meravigliosa.
Poi un pub con birra artigianale, una media e qualche grado di troppo di alcool, ma va bene così.
Va bene perché pur sentendoci sempre, serate così fanno bene al cuore.
E mi fanno capire quanto ti voglia bene, cara amica mia.

345 – ricordi

Forse dovrei smettere di girarmi tutte le volte che passo davanti a quella casa.
Dovrei smettere di rallentare e scrutare il giardino sperando di vedere la tua macchina parcheggiata (che poi, chissà  se la tua macchina è ancora la tua, quella di infiniti viaggi assieme e chiacchiere e risate e sogni e progetti da condividere).
Dovrei smettere di sperare di vederti, perché sicuramente con il tuo lui e la tua figlia chissà  dove abiti e sarebbe particolarmente strano trovarti qui.
Dovrei smettere di pensare a tutto quello che abbiamo vissuto assieme e a tutto quei momenti di felicità  per te che mi son perso e che non abbiamo condiviso: il tuo matrimonio, la nascita della tua bambina e – perché no – tu che le le insegnavi a chiamarmi “zio”, come tante volte mi avevi raccontato.
E in fondo basterebbe poco, basterebbe poco a provare ad alzare il telefono, dirsi “ciao” e lasciare le cose andare e vedere come va a finire.
Però, porca di quella miseria, perché devo essere sempre io a sentire la lontananza delle persone?
Tu non provi nulla di tutto ciò?
Sono così inutile e senza peso nei ricordi e pensieri degli altri?

344 – elenco

Altro inutile post di pura cronaca della mia giornata, questa volta in forma di punto elenco:

  • credo di aver battuto il mio record di ore di sonno, visto che mi sono svegliato alle 13, ho pranzato, poi mi son messo sul divano a leggere ma mi sono addormentato dopo un po’ e mi sono risvegliato che erano le 17;
  • finalmente ho restituito la giacca ad un’amica che l’aveva dimenticata in macchina troppo tempo fa: però tra il mio essere a Bergamo, le sue ferie e poi gli impegni del weekend siamo arrivati ad oggi, con una consegna al volo da ti lascio il cancello aperto e la gruccetta appesa alla finestra sui cui metterla, perché devo partire e devo ancora prepararmi. Situazioni che adoro, tipo 🙂 ;
  • si passa dalle serate in cui ci sarebbero 250mila impegni sovrapposti a quelle in cui non si ha nulla da fare. Sono finito che aspetto un’amica e poi ci vedremo un film e mangeremo patatine IKEA;
  • credo di odiare tutti quelli che sei sparito, non curanti del fatto che per un dialogo bisogna essere in due a volerlo e che se proprio ti va di sentirci, prima puoi scrivere anche tu anziché accusare al volo. Il bello è poi hanno una capacità  nulla di reggere la conversazione e ti smontano con una serie di ok che anche no, grazie;
  • ho deciso di provare a sfrattare il ragnetto che ha preso casa nello specchietto sinistro di Adam; non per altro, ma vederlo saltarlo fuori di tanto in tanto sulla sua tela che tutte le volte ricostruisce non mi piace. Soprattutto considerando che i ragni non sono esattamente i miei animali preferiti;
  • giornata di (piccoli) record per aspiranti #cityrunners: 6km di fila, senza pause, senza barare, con un passo finalmente abbastanza costante (e la musica, alla fine, aiuta). Soprattutto se all’inizio ci sono quegli 8 minuti di meravigliosità  di Monument.