63 – di letti e divani altrui, di sogni da ricostruire

Sono giunto alla conclusione che devo prepararmi uno zaino con tutto l’occorrente per una notte fuori: l’intramontabile pigiamino, vestiti di cambio, spazzolino e dentifricio e – credo – basta così.

E no, se pensate ad allusioni strane, no, siete proprio fuori strada.

È solo che capita di fare tardi a Milano per tutta una serie di motivi e mi trovo – per la prima volta nella mia vita – a sfruttare divani e letti altrui per la notte e poter risparmiare quel paio di ore di sonno (che andrebbero perse tra andare a casa e poi tornare indietro la mattina dopo).

E ad inizio settimana è capitato di rimanere a dormire da una carissima amica in centro Milano. Ed è stranissimo svegliarsi con calma alle 8, avere tutto il tempo per scendere al bar per una colazione, camminare fino all’ufficio per finire un lavoro da consegnare prima di infilarmi in metro per andare al corso.

Ma se da una parte mi piacerebbe tantissimo trovare una sistemazione comoda a Milano, dall’altra in questo momento non so assolutamente se voglio veramente metter radici in città. Le certezze sul futuro che avevo a riguardo si sono volatizzate e ancora devo riuscire a ricostruirmi il mio sogno da realizzare.

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