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Le cose che non dico

Ci son volte che senza due nulla mi perdo per conto mio in brutti giri di pensieri.

E tutte quelle volte, giusto perché sono uno che non fa trasparire mai nulla, tu sei lì a chiedermi se va tutto bene e io ti rispondo di no, anche se non è vero.

Ti rispondo di no perché se ti rispondessi di sì dovrei anche dare fiato ai miei pensieri e non voglio, non voglio farli diventare ancora più veri e importanti fuori dalla mia testa.

E ti rispondo di no per non farti preoccupare, anche se so che non sono per nulla convincente e tu comunque non ci credi e ti preoccupi lo stesso.

Prima persona singolare

Cretino

Bozze

A volte ritrovi per caso nelle bozze di un post dimenticato da mesi sulla memoria dell’iPhone.

Ti rendi conto di quanto situazioni e pensieri siano cambiate da quel momento. E ti viene solo da premere “delete”.

Rivelazioni

E poi un giorno scopri che le cose non sono esattamente come le eri dipinte.

E ci rimani un po’ male.

Estraneità

Aperitivo.

Amicizie.

Risate altrui.

Discorsi in cui non si riesce ad entrare.

Sentirsi completamente fuori posto.

Tra alti e bassi, la calma piatta

Il tempo avanza e avanza e avanza.

Vengo travolto da fatti e situazioni e non riesco a trovare un mio spazio, una mia via, un modo per controllarli.

Mi butto a capofitto nelle cose, pieno di speranze e aspettative che vengono puntualmente disilluse.

Devo imparare a controllarmi e a non fidarmi, mai. A mettere in chiaro le cose prima e non sperare nella correttezza a posteriori degli altri.

Devo imparare a gestire meglio le situazioni critiche e non riversare la mia rabbia e il mio nervosismo sugli altri, su chi mi sta vicino e non far trasparire invece nulla a chi ne è causa.

Altro

Alla fine, le cose da fare per pensare ad altro ci sono. E sono pure troppe.

Uno e due

Due giorni di stacco totale dalla solita vita.

Due giorni di me, di te, di amici, di cazzeggio puro, come se non ci fosse altro.

Ma domani, pur essendo in ferie con il lavoro principale, c’è tutta una to-do list di lavori e lavoretti vari da spuntare. Oltre al tempo da dedicare all’università. Sigh.

Rosso

Serata strana quella appena conclusa.

Ma sicuramente la colpa è di Maroffo e della sua abilità nel riempire i bicchieri.

Non tutto può sempre andare per il meglio

Altra lunga e faticosa giornata.

Mattina al lavoro davanti al fido Mac, pranzo veloce, corsa a Milano, prima riunione/colloquio.

E cavolo, ero in estasi. I sogni, i progetti, la voglia di fare, sperimentare, di provare questo e quello, di puntare sulle persone e sulla loro formazione.

Un lavoro che ispira tantissimo, ma mi fa anche paura, per la possibilità (responsabilità) di dover gestire completamente alcuni lavori. Ma anche per il campo in cui lavorano e le numerose possibilità di poter imparare dagli altri (bravissimi) che già ci lavorano.

Poi la corsa in metro per raggiungere l’altro appuntamento e una chiamata inaspettata da una grossa e famosa agenzia di comunicazione di Milano, a cui avevo mandato il curriculum un paio di mesi fa.

L’altra riunione, positiva. Il bello di spiegare le scelte, ragionare, ritrovarsi spiazzati dalle nuove necessità o da cose che si erano dimenticati di dirci.

L’arrivo a casa e la consapevolezza di avere ancora una volta fatto aspettare un’amico 2.0, sempre per questioni di un possibile futuro lavoro.

E un lungo scambio di messaggi con una persona che stimo molto per parlare male di uno sviluppatore. Scambio che è finito con la richiesta di un curriculum.

Non me la voglio tirare, ma tutto questo interesse mi fa piacere. Che poi non vuol dire nulla e magari va a finire che non riusciranno neanche ad arrivare alla fine del cv e lo cestineranno direttamente.

Ma queste cose mi rendono allegro, felice e pieno di speranze per il futuro.

Poi arriva una mail, leggi una frase e tutto sparisce. Una frase che mi fa sentire preso in giro. Una frase che mi fa rimpiangere la decisione di settimana scorsa.

Una frase che mi fa capire definitivamente che tutto quel quadretto per il futuro che mi era stato dipinto davanti agli occhi mesi fa è solo un’illusione. Perché mi immaginavo lavorare in un mondo che mi attira tantissimo e che mi affascina. E invece niente, nulla da fare.

Poi una puntata di The Walking Dead e una di Dexter mi hanno fatto dimenticare la questione.

E ora so solo che due persone aspettano curriculum e portfolio, ho un colloquio giovedì e una pagina pubblicitaria da preparare. Per le illusioni non ho tempo.