John Ashfield: la quarta (e ultima) puntata

Per dovere di cronaca, credo sia giusto riportare l’ultima lettera di Andrea Celli, proprietario di Jhon Ashfield (puntata 1, 2 e 3):

Riprendiamo nuovamente la nostra lettera aperta per ribadire un concetto che forse non siamo riusciti a chiarire fino a qui.

Innanzitutto non abbiamo mai richiesto né voluto provocare la chiusura del blog di Sybelle da parte di WordPress.

Siamo un’azienda italiana che opera dal 1982 in Italia ed all’estero, siamo produttori di abbigliamento e in questo abbiamo una grande esperienza, ma certamente non siamo esperti di blog e relativa tutela degli utenti di tale servizio.

Senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato nel rivolgerci a WordPress anzichè scrivere direttamente a Sybelle, ma questo (che ci si creda o no) è stato dettato proprio dalla nostra inesperienza in questo settore. Abbiamo sbagliato e questo ci aiuterà a capire meglio per il futuro come muoverci in questi casi.

Non ci vogliamo ergere a giudici di nessuno nè tantomeno ci vogliamo mettere su un piedistallo come siamo stati accusati di fare. Siamo un’azienda aperta a tutte le critiche, ma non certamente alle offese gratuite soprattutto se anonime e fatte per colpire la nostra immagine e il nostro lavoro.

Abbiamo sempre operato, in tutti questi anni di attività, nel pieno rispetto delle regole del nostro Paese e del mercato in cui operavamo.

Siamo nell’epoca dell’economia globale ed operiamo a livello mondiale sia in export che in import, ma oltre il 65 per cento della nostra produzione è ancora creato in Italia e nei nostri laboratori e quando operiamo con laboratori sui territori esteri, la loro organizzazione e le direttive della produzione sono fornite dalla nostra sede.

Abbiamo ottenuto il riconoscimento da parte della Camera di Commercio come azienda che crea capi su misura nei nostri laboratori di sartoria. Abbiamo sempre regolarmente etichettato i nostri capi con la loro reale provenienza come è previsto dalle norme di legge.

Non disconosciamo quanto si trovi scritto in generale sulle aree import ed export della Camera di Commercio relativamente alla nostra compagnia, ma si tratta di descrizioni generali, fornite alla Camera di Commercio ancora all’inizio della nostra attività e da allora mai aggiornate, in quanto per noi non determinanti della qualità di un’azienda, anche perchè da allora le realtà aziendali sono variate molto e si sono ampliate.

Inoltre tali diciture riportano semplicemente le possibili aree import ed export di un’azienda, non certamente quanta parte di vendite o di produzione queste zone citate rispecchino sulla totalità del fatturato o della produzione aziendale.

Riteniamo di avere sempre operato con correttezza ed abbiamo molti collaboratori che lavorano con noi dall’inizio della nostra attività e che, crediamo meritino il giusto rispetto della propria attività e degli sforzi che compiono per mantenere alta l’immagine del nostro marchio.

E’ anche per questo motivo che non possiamo accettare offese gratuite ed anonime , per quanto invece accettiamo le critiche, meglio se costruttive e se fatte da persone che hanno esperienza del nostro settore. Riteniamo che , nonostante la nostra lunga esperienza, in ogni settore ci sia sempre da imparare.

Non ultimo dovremo anche imparare le regole del Web

3 pensieri su “John Ashfield: la quarta (e ultima) puntata

  1. Già, stavolta l’approccio sembra quello giusto.
    Un solo ma: solo a me questa lettere sembra scritta da un legale anziché dallo stesso Celli?
    La forma espressiva diversa, gli errori di ortografia assenti, la punteggiatura corretta…mah
    Diciamo che apparentemente ha fatto studiare i suoi collaboratori o ne ha presi di nuovi che hanno già studiato.
    Per carità, meglio così che prima

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