
Ok.
Non ho ancora cercato nessun hack per spostare i tab in alto e togliere l’osceno badge di caricamento.
Ma l’icona dorata, quella sì, sì che l’ho messa.
E non ci sono rivettate che tengano.
“Due Volte Genitori” è un viaggio in sei capitoli che parte da “quel giorno, quell’ora e quell’istante” in cui tutto è cambiato, il momento della rivelazione dell’omosessualità di un figlio o di una figlia. Un viaggio che traversa territori interiori impervi: all’inizio quelli della perdita, della colpa, poi quelli del bisogno di capire; i territori della conoscenza, dell’indignazione, del sesso, e quelli del confronto, della esposizione di sè, del cambiamento. Fino a quelli inattesi del “crescere da adulti” e del rinascere. Ma anche un viaggio nel nostro Paese, tra le mura domestiche delle famiglie italiane, dai figli e fratelli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli. Un viaggio in treno di una madre che si misura col pregiudizio, e un viaggio circolare dal Family Day a Roma, al Gay Pride nella stessa piazza dove tutto è cambiato.
Il post completo qui, su SuperPop, con un po’ di invita per non aver saputo per tempo della proiezione, oltre che per essermelo perso. Sinceramente, mi sarebbe piaciuto vedere tutti i film del MIX, ma questo di più.
“Due Volte Genitori” è un film di Claudio Cipelletti prodotto da Agedo (Associazione Genitori, Parenti e Amici di Omosessuali) col finanziamento della Commissione Europea, Progetto Daphne II “Family matters – Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche“. Con la consulenza scientifica alla realizzazione e conduzione dei gruppi di Lucia Bonuccelli e Francesco Pivetta.
Il prossimo 23 Giugno, su iniziativa dell’On. Anna Paola Concia, verrà proiettato alla Camera dei Deputati e sucessivamente girerà l’Italia. I prossimi appuntamenti sono a Milano al Cinema Mexico il 30 giugno e 1 luglio (alle 20 e alle 22 ogni sera) e a Roma al Cinema Nuovo Aquila il 24 giugno alle 20:30
Per qualsiasi altra informazione e per tutte le date delle prossime proiezioni: www.duevoltegenitori.com
oppure sulla pagina Facebook raggiungibile QUI.
Via SuperPop
Ecco il TV spot dell’iPhone 3G S.
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Forse l’unica cosa che mi piaciucchia di questo telefono.
Ingredienti:
Ecco. Questo è il nuovo, attesissimo, iPhone.
iPhone 3GS. Il più veloce e potente iPhone di sempre.
Nulla di nuovo, nulla di innovativo.
Una camera con autofocus fa comodo, ma ormai è praticamente lo standard di mercato, flash compreso. E l’iPhone 3GS non ce l’ha.
Un upgrade di processore e RAM, che rende le app up to 2x faster. Ah, anche la capacità di storage. Che, insomma, è necessario. E fisiologico.
Un upgrade del modem, che ora è HSDPA. Finalmente. Sono anni che Nokia li commercializza.
Un (leggero) upgrade della batteria, che dura tra il 20 e il 30% in più. Ed è decisamente poco, visto che iPhone ciuccia un sacco di batteria. Vuol dire che si riuscirà ad arrivare alla giornata e mezza di autonomia. Complimenti.
Questo iPhone 3GS è un semplice speed bump. E non è una sensazione e un’impressione. È praticamente ufficiale. A partire dal nome (iPhone 3G Speed), a partire dallo slogan.
Ed una cosa ridicola, visto che si è atteso 1 anno per una cavolata del genere.
Apple ha osato poco, troppo poco.
Ha fatto passi avanti con il software, che ora offre un’ottima implementazione del copia-incolla, notifiche push per tutte le applicazioni che lo richiedono, la possibilità di usare la tastiera in modalità landscape in ogni situazione, il supporto agli MMS, il voice memo, la ricerca Spotlight di ogni contenuto (contatti, mail, preferiti, musica, video, foto, eventi) del telefono, il tethering della connessione via USB o bluetooth, senza installare alcun driver.
Un software che rimane indubbiamente il più avanzato per User Interface e Experience. È efficace, tutto è dove dovrebbe essere, è semplicissimo da usare e molto comodo. Sono tante piccole cose che lo rendono così. Come la possibilità di fare scolling trascinado il dito in qualsiasi punto dello schermo e non dover cercare barre di scorrimento che appartengono ancora ad una concezione di UI sbagliata per un touch screen. O la semplicità di mettere a fuoco una determinata parte dell’immagine: un tap sull’anteprima e la fotocamera metterà a fuoco in quel punto.
Però poi Apple si perde in un bicchiere d’acqua. E sbaglia.
Ammetto di avere una una brutta impressione. L’impressione che per pure scelte di marketing certe funzioni, ottenibili tranquillamente via software, sono state deliberatamente lasciate fuori dal firmware 3.0 e poter così differenziare maggiormente il “nuovo” nato e spingerne le vendite, avendo sostenuto costi di ricerca molto contenuti.
Perché non venitemi a dire che per il riconoscimento vocale, per il Voice Over, per la registrazione dei video era necessario un upgrade dell’HW.
Sono tutte funzioni presenti su telefono di almeno 4 anni fa, come il Nokia N70, uno dei primi ad implementare un sistema di sintesi vocale che non necessita di registrare preventivamente il nome e le scorciatoie.
Inoltre la registrazione dei video (in formato .mp4) è possibile sia sul primo iPhone che sul 3G tramite software non ufficiali. Un processore più potente e una quantità maggiore di RAM fa sicuramente comodo, ma se ci riescono programmi tarocchi, sfruttando hacking vari, possibile che Apple, con la conoscenza dell’HW che ha progettato, con la conoscenza delle sue API, e di come lavorano memoria e processere e fotocamera, possibile che non riuscisse ad implementarlo?
Ripeto, la mia impressione è che sia una mera scelta commerciale.
Perché se ci fosse la registrazione video e il riconoscimento vocale nel firmware 3.0, al “nuovo” iPhone 3GS non rimarrebbe nulla.
Solo l’autofocus (inutile, in notturna, senza led), una bussola, un po’ di memoria in più e un processore più potente (per una grafica migliore nei giochi e fare contenta Electronic Arts & co e guadagnare ancora di più dall’App Store, anche con il nuovo in app purchase?).
Oggi, tra le varie cose, Apple ha rilasciato la versione definitiva di Safari 4.
Solo due appunti: perché è tornata quella cosa orribile della barra dei tab in basso?

La rivoglio in alto, nella barra dei titoli. È vero, era molto scomodo riordinare e chiudere i tab, perché il più delle volte si finiva a spostare la finestra, ma insomma! La barra in alto è bella, moderna, l’ha inventata Google su Chrome, lascia più spazio per la pagina (che altrimenti è inutilmente sprecato con una inutile barra del titolo) e ormai mi ero abituato.
E poi, che è quel badge schifoso che indica il caricamento?
Mi sta bene che avete trovato il modo di indicare il caricamento di parti fondamentali della pagina (colore blu) e di parti “accessorie” (colore grigio). È vero, è maggiormente cliccabile, visto che tutto il badge funge da pulsante di stop. Ma è orribile. Preferivo, come nella beta, la minimal rotella che strotellava e al passaggio del mouse diventava una minimal X per annullare il processo.
Quindi, cara Apple, o me lo sistemi, o qualcuna mi dice come hackare qualche .plist e riavere i tab in alto, oppure continuerò ad usare la nightly di webkit, che c’ha anche l’icona dorata. Linguaccia.
Ecco, lo sapevo. Nella parte 6 ho cantato vittoria troppo presto.
La nuova, nuovissima Gente di 3 che mi hanno attivato, finalmente senza obbligo di ricarica, così come prevede il contratto, ha le dimezzate. 30 minuti di chiamate e 30 sms al giorno.
Ora, è vero che questa è l’offerta attuale, ma non è quella che c’era quando io ho sottoscritto il contratto.
Benissimo.
Mandiamo subito l’ennesima mail.
Ho fatto refresh in modo assurdo sul sito degli Interni.
E ora come ora, si va al ballottaggio, giusto?
E vi ricordo che, insomma, chi cavolo è questo Podestà ? In fondo, Penati lo conosciamo e credo si possano muovere ben poche critiche sull’operato suo e del suo consiglio. L’appoggio a Malpensa, alle grandi opere, l’aquisto (fondamentale sia dal punto di vista economonico che strategico, per dare un certo peso alla Provincia) delle quote della Milano Serravalle.
Una Milano Serravalle che verrà subito venduta dal buon Podestà , se vincerà . Ovviamente, ai suoi amici.
Visto anche gli scrutini per le provinciali stanno dando risultati assolutamente deludenti, qui ci si butta su Apple.
Per ora hanno semplicemente presentato la nuova linea di Portatili, tutti con la nuova batteria integrata da 7 ore di autonomia, processori più potenti, slot SD, nuovi schermi e meno costosi. È in corso l’anteprima di Mac OS Snow Leopard (wow!), ma qui si attende con impazienza la parte in cui parleranno dell’iPhone e del 3.0.
Per avere un vantaggio, si deve sacrificare qualcos’altro.
Ma a quanto pare non la pensano così quelli del Marketing di Vodafone.
Prendiamo un esempio concreto.
Qualcuno che ha un telefonino, che ricarica una volta ogni tanto e lo usa più che altro per fare le chiamate (poche) che non farebbe mai dal telefono di casa.
Mettiamo che voglia rimanere su Vodafone.
Ecco, ci sono 2 offerte da prendere in considerazione: la Vodafone Più Carica e la Vodafone One Nation New (lasciamo perdere la Zero Limit che nell’esempio attuale non ha alcun senso).
Bene, la Più Carica offre chiamate a 16 cent al minuto verso tutti, con un bonus di 20% della ricarica, ad ogni ricarica, da usare entro un mese.
La One Nation New invece offre chiamate verso un paese estero e l’Italia a 15 cent al minuto. Sì, una tariffa “per l’estero” è più conveniente di una che dovrebbe prendere in considerazione solo il traffico nazionale.
E qualcuno mi più obiettare che la Più carica offre un bonus del 20%, qui in teoria le chiamate si pagano solo 13cent al minuto. Ma il bonus non è infinito (è pari al 20% della ricarica), né eterno (dura 30 giorni. Se uno ricarica una volta ogni 3-4-5 mesi è come dire… risibile).
Non parliamo poi del fatto che queste sono tariffe a scatti di 60 secondi con scatto alla risposta di 16 cent.
Sì, Vodafone offre anche la versione al secondo della Più Carica. Costo al minuto? 22 cent.
Ma siamo pazzi?
E gli altri gestori? Peggio del peggio. Tim continua a cambiare la sua Tim Tribù, Wind fa pasticci e persino Tre si sta allineando, tariffa dopo tariffa, promo (modificata) dopo promo, al cartello nazionale.
E non voglio sapere cosa succedere quanto sarà in vigore la legge europee sulle tariffe da applicare al roaming. Ci potremmo trovare nella situazione assurda che un sms inviato in romaing potrebbe costare addirittura la metà di un sms inviata dall’Italia in Italia.
Bene, bravi, ottimo.
Allora, tra la parte 5 e questa, ci sono stati tanti episodi, di cui alla fine non ho parlato, giusto per evitare che mi salisse di nuovo la Bile.
Oggi però voglio festeggiare una vittoria.
Finalmente mi hanno attivato la Gente di 3 corretta. Vedremo per quanto dura…