Incubi

Post a pubblicazione ritardata, per evitare di impensierire qualcuno che ha già altro a cui pensare

Ho degli incubi.

E avviene tutti i giorni, verso le 14-14.30, quando devo prepararmi e infilarmi in macchina per andare a lavoro.

Il mio incubo è quell’ufficio.

E non ce la faccio veramente più. L’incompetenza che mi circonda, l’ignoranza, il menefreghismo, la falsità, la maleducazione.

La summa di tutto quello che non sopporto è lì, in quell’open space che faccio sempre più fatica a sopportare, fino ad arrivare all’odio e alla fortissima riluttanza a doverci andare (fortunatamente solo) quattro giorni a settimana.

E nel frattempo si avvicina agosto e il casino delle ferie o nonferie e il concretizzarsi dell’asì,peròc’èdafareanchequestoequelloequell’altroeanchesenonc’èchilopuòfare,beh,c***idellosfigatocherimaneinufficioalavorare.

Ogni giorno, un nuovo estenuante episodio della tragic-opera. Ma cose dell’altro mondo, problemi che non dovrebbero neanche sussistere e invece ci sono e fanno danni a destra e a sinistra.

Inutile poi ribadire quanto già detto più volte. Nella condizione attuale, trovare altro di meglio è altamente improbabile.

3 pensieri su “Incubi

  1. Su su coraggio…
    Intanto goditi la belle giornata di festa con il tuo Love,
    poi c’è solo venerdì e ci sarà un’altra festona ad aspettarvi!
    Coraggio!

  2. Che dire, non ti conosco ma il tuo post mi mette un pò di malinconia, in qualche modo ti sento vicino e sono convinto che moltissime persone riescono a comprendere perfettamente il tuo stato d’animo.

    Usa la tecnica dell’apnea: l’ho inventata in questo preciso istante per darti un sostegno, se funziona dimmelo che brevetto il metodo e parto in tournée per gli uffici di tutta Italia.

    Allora, la tecnica consiste in questo (se mentre la leggi fai ciondolare qualcosa davanti ai tuoi occhi magari è più efficace): piglia un bel respiro e … IMMERGITI.

    Per aumentare la permanenza sott’acqua allenati a mantenere la calma, non farti travolgere da ansia o panico, giorno dopo giorno le tue capacità di apnea diverranno sempre più preformanti e il disagio di oggi sarà solo un ricordo.

    In alternativa ti suggerisco la lettura di questo libro:
    Il metodo antistronzi
    Autore: Robert I. Sutton
    Titolo:Il metodo antistronzi.Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo
    o sopravvivere se il tuo non lo è
    Casa editrice: Elliot
    Pagine: 224
    Nazionalità: U.S.A.
    Genere: Psicologico
    Formato del file: pdf

    Un libro talmente vero e talmente utile che ti fa chiedere: come ho fatto finora a farne senza?”
    Questo libro è dedicato a chi sul posto di lavoro subisce abusi di ogni tipo da parte di superiori e colleghi e a tutti coloro i quali hanno il potere e il dovere (oltre che l’interesse) di cambiare le cose. In questo volume, di grande leggibilità e al contempo condotto con estrema serietà nei contenuti e ricchezza di esempi, Robert I.Sutton affronta il problema del mobbing da un punto di vista originale: le conseguenze economiche che esso provoca alle aziende. Gli “stronzi”- un termine che non consente eufemismi, come sostiene l’autore – provocano danni enormi non solo alle loro vittime ma anche alla performance aziendale nel suo complesso, a tutti quelli che ne subiscono di riflesso gli effetti e, non ultimo a se stessi. Le conseguenze, in termini economici, emergono dagli studi effettuati negli Usa e in Europa sui costi derivati dell’aumento del Turnover (il 25% delle vittime del bullismo e il 20% di chi semplicemente vi assiste lasciano il posto di lavoro), dall’assenteismo, dal calo della dedizione al lavoro. Sutton non si limita però alla sola analisi della situazione ma fornisce, in termini chiari e inequivocabili, suggerimenti pratici sia ai dipendenti che ai manager per creare un luogo di lavoro vivibile e veramente produttivo. Ricco di umorismo e di un sano buon senso, ma imbattibile dal punto di vista tecnico/pratico/scientifico pur non essendo un freddo manuale di management, Il metodo antistronzi è l’unico testo che può salvarti davvero la vita. Permettendoti anche di non trasformarti in uno di loro. Basta fermarsi in tempo.

    Ciao
    Luigi » LuVi Weblog

    La mente è come un paracadute, serve solo se è aperta

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