12 pensieri su “Voti

  1. Ma ai miei tempi gli esami arrivavano ad un massimo i 30 negli esami…

    Mah, si vede che non frequento da qualche annetto, eh? 🙂

    Comunque: BRAVO! clap clap clap

  2. è un voto espresso in trentesimi.

    avendo architettura molteplici esami “cumulativi”, cioè un solo voto sul libretto a fronte di due o tre (ma anche 4, 6 o 6) esami reali svolti, le valutazioni dei parziali per poi calcolare la media, e ricavare il voto complessivo, tengono conto anche del “30 e lode”, maggiorando il trenta di alcuni punti. a seconda delle facoltà, dei dipartimenti, e delle decisioni dei professori, la lode può essere il 31° punto secco, o avere al suo interno una valutazione progressiva, arrivando in alcuni casi perfino al 35 o 36 /30
    così computando, se nell’altra parte del corso, il nostro secchione dovesse prendere meno di 30, il voto verrebbe semplicemente elevato dalla lode in questo parziale. se invece dovesse riuscire ad avere una media complessiva superiore a 30, dovrebbe ottenere la lode.

    per il calcolo della media finale, che influirà sul voto di laura, ogni facoltà stabilisce poi quanti punti attribuire ai voti sul libretto “con lode” (di solito mi pare proprio 32)

  3. Complimentoni!

    Da me ogni 3\4 “lode” ti danno un punto in più sul voto finale di laurea!

  4. ok ma se prendi 32 non puo’ essere un voto espresso in 30esimi, ma in 32esimi (se 32 e’ il massimo), poi il voto finale sara’ espresso in 30esimi… io intendevo sapere qual’e’ la scala (cioe’ il voto massimo previsto) per amor di precisazione 😀

  5. i voti dei parziali sono espressi in trentesimi.
    da zero a trenta.
    ma possono contenere valutazioni extra. ai vari parziali si applica la media matematica, è il risultato puro è (dovrebbe) il voto sul libretto. nessuna conversione in un altro sistema.
    cioè, se il voto fosse espresso in una scala di 32, uno studente con media 30, avrebbe poi [(30*30)/32]=28 e invece uno studente con media 30 avrà 30 sul libretto.
    va da se, che a ben cercare si trovano professori che ai parziali danno voti, in una scala da 0 a 30, che scendono senza alcun problema a 4/30 o meno. si favoleggia di gente che sia riuscita a prendere voti negativi, inferiori allo zero. in una scala da zero a trenta.
    non capisco cosa ci sia di strano in un 32/30

  6. Semplicemente che 32/30 non esiste.

    Come ha spiegato lore! i voti di questi parziali sono in 33esimi, quindi ha preso 32/33

    🙂 oh bravo comunque eh :-)))

  7. no.
    se fossero in 33simi, poi bisognerebbe fare la proporzione, attivando un motiplicatore-divisore, per ricondurre il voto in trentesimi.
    mettiamo caso il voto fosse espresso in centesimi, poi andrebbe moltiplicato per 30 e diviso per 100 (o moltiplicato per 0.3) per adeguare la valutazione.
    così come se fosse in decimi si dovrebbe moltiplicarlo per 3 per averlo in trentesimi.
    invece un 28 come media dei parziali è un 28 finale. media 29 è 29/30, media 30 è un 30/30. media 31 è un 30elode/30. media 32 è un 30elode/30. media 33 è un 30elode/30.
    non vi è alcun fattore di moltiplicazione, quindi i voti sono già espressi puramente e crudemente in trentesimi, semplicemente i parziali (che non hanno nessun valore legale, ma nemmeno amministrativo, in effetti nessuno fuori dai registri privati e autodistruggibili dei singoli docenti) possono sforare la scala dei 30simi, senza dovere alcuna spiegazione a nessuno.
    sono 32/30, se ti sta bene è così. altrimenti il prof ti annulla il voto, ti fa una domanda impossibile, ti boccia, e vi rivedete l’anno prossimo, senza appelli. il corso è suo e decide lui quanti trentesimi ci stanno dentro un 30.

    i 33/33 sarebbe per ovvietà matematica un intero, cioè pari a 30/30, mentre il 30/33 non è un intero, quindi sarebbe pari a 27/30. e così non è. i 33 sono 30simi in esubero. quale sarebbe il problema?

    non è dissimile (matematicamente) ai decimi di vista, in cui alcune persone superano i 10/10 senza avere superpoteri, e senza spingere al suicidio ottici, oculisti e matematici. semplicemente si può.
    le frazioni possono esprimere anche numeri maggiori di uno.

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