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Un raggio di sole nel buco del *censored* di un dinosauro

Fondamentalmente la gente pensa che siamo solo dei rompicoglioni, ma essere umorali è una cosa spossante. In un attimo la vicinanza si trasforma in distanza e quello che ci lega agli altri diventa quello che ce li fa percepire anonimi e lontani. E più lo stimolo scatenante è oggettivamente una cazzata, più ci incazziamo; e più le nostre reazioni sono irrazionali e sovradimensionate, più ci appaiono motivate e vincolanti, perché, nate dal nulla, cominciano a trovare la loro ragion d’essere nel fatto stesso di esistere, e si alimentano dei loro stessi effetti, e diventano distruttive, e più annientano più miseramente ci soddisfano. Ma noi dall’umore volubile queste dinamiche le conosciamo e abbiamo imparato a restare un po’ in disparte non appena percepiamo quel piccolo scollamento, quella distanza iniziale: aspettiamo il processo inverso e speriamo che nel frattempo qualcuno ci chieda quanto prima ma che hai?

L’originale lo trovate su Errata Corrige
Io l’ho solo fatto mio e modificato leggermente.

Sin-sational world

Sì, ok, ultimamente scrivo pochissimo. E non scrivo neanche più delle solite cose.

Però, che dire: sì, sto seguendo Glee. E ho atteso a lungo la puntata del Rocky Horror Glee Show.

E cavoli, che puntata! Avrei preferito una versione “più musical”, anziché vedere tutte quelle interruzioni, però veramente niente male. Bravissima Mercedes, con un’ottima reinterpretazione di Sweet Travestite, stupende Brittany e Santana, decisamente sottotono Kurt e un Puck disperso.

http://www.youtube.com/watch?v=1CW7nLTQU1U

E adesso, dopo questo puntatone, vedremo come prosegue la serie.

20 ore & counting

Avviare Photoshop alle 7.30 di venerdì.

Chiuderlo alle 4.11 di sabato.

In mezzo, solo tanti spostamenti di file da un disco all’altro per liberare un po’ di memoria virtuale per gestire pdf di dimensioni disumane e le canzoni della seconda stagione di Glee a tutto volume sparate dalle Creatures collegate all’iPod.

La stanchezza, di questi giorni senza un attimo di tregua, ma la soddisfazione per i risultati. E la consapevolezza che: eh, mi piace!

Cose che non c’entrano

Finalmente abbiamo visto Inception.

E ora ho tante cose in testa, che boh, non so veramente da dove cominciare. No, non sono legate al film, ma a quello che mi sta succedendo ultimamente, perché mi rendo che questo spazio sta cambiando e forse voi pochi lettori ultimamente non sapete più nulla di me, a parte quando scrivo per sfogarmi.

E comunque, cosa mi sta succedendo ultimamente? Beh, io lo direi con una sola parola: nulla.

O meglio, il tutto ripetuto sempre uguale, che alla fine equivale al nulla. Le corse, gli orari sballati, le lezioni, gli amici. Boh.

Sono in una fase in cui tiro avanti in qualche modo, con la differenza che dovrei sfruttare questi mesi per gettare qualche base solida per il futuro e invece mi infilo in un casino dietro l’altro e non riesco ad uscirne e va a finire che il modo migliore per uscirne è non fare nulla e lasciare che sia il tempo a cambiare le cose ma ahimè non le cambia.

Mi rendo conto che sto sfilacciando alcuni rapporti, ma non perché ne stanno sorgendo di nuovi, ma semplicemente perché non sono mai nel momento adatto per alimentarmi. È un periodo in cui la gente mi rincorre e io sfuggo una volta, due volte, tre volte.

Poi, certo, ovvio, mi offendo quella volta che succede a me e non è tanto corretto, ma mi rendo anche conto che paragono una cosa ai limiti del metaforico (sopra) ad una situazione e un caso specifico in cui mi viene solo da pensare: stronzi.

E quindi, niente.

Me ne vado a letto che forse è meglio