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It must be

At the same time, I wanna hug you
I wanna wrap my hands around your neck
You’re an asshole but I love you
And you make me so mad I ask myself
Why I’m still here, or where could I go
You’re the only love I’ve ever known
But I hate you, I really hate you,

You & your family

È che alla fine sono in giorni come questi che ti rendi conto del concetto di famiglia e di quando quel concetto sia vicino o meno al tuo vissuto.

E in questi giorni mi sono reso conto che tengo veramente a te e alla tua famiglia e che vi voglio veramente bene e che mi sento di farne parte e vi sono grato per avermelo permesso.

We belong together

Quelle ultime parole ti prendono e si impossessano di te. Continuano a ripetersi nelle tue orecchie, nella tua mente, nel tuo cuore. E fanno male ed inizi ad analizzare il passato, alla ricerca di fatti, eventi, impressioni. Cose di cui puoi dire sì ho sbagliato o no ma cosa stai dicendo. E l’asfalto corre improvvisamente lentamente sotto le ruote. Nessuna voglia di casa, di letto, di velocità nella notte. Solo la necessità di ascoltare i pensieri e lasciarli liberi. E la musica improvvisamente perde significato, finché ti rendi conto che ti infastidisce e spegni la radio mentre beffardi dall’altoparlante escono versi che sottendono uno scenario in cui non ti ci vuoi ritrovare.

Who else am I gon’ lean on when times get rough
Who’s gonna talk to me till the sun comes up
Who’s gonna take your place, there ain’t nobody better

 

Se telefonando…

Ecco, alla fine le telefonate sono quelle che servono.

Quelle che ti immagini di fare arrabbiato nero, ma che poi non riescono così.

E quelle che poi, insomma, ci si dice quel che serve per chiarirsi, si sussurra, si bisbiglia e poi si va avanti, con un po’ più di serenità adosso.

E quelle che poi, una volta messe giù, ci si manda un messaggino.

Due più uno e Andrew nella piscina

Che poi la serata non è stata niente di che.

Ma non per sminuire.

Eravamo solo entrambi stanchi.

E non c’è nulla di meglio di un divano e l’indecisione davanti al telecomando di Sky.

Un po’ di Lie to me (bleah!), un po’ di House (che puntata tremenda), un po’ di C.S.I. (mai far arrabbiare i canadesi), passando per Miss Marple, Desperate Houseviwes (la magica puntata in cui si scopre di Andrew) e infine Medium.

Però tutto questo è contorno.

L’importante era ben altro.

E quel divano in due mi fa sempre pensare alle quattro mura che lo circonderanno e ci ripareranno dal freddo e dal caldo, dalla pioggia e dal vento.