Cmq ragazzi, questa mail a X mi ha fatto riflettere su una cosa. Sono davvero contento di Y, davvero. Mi cospargo il capo di cenere per non riuscire a seguirlo come vorrei, e negli ultimi mesi sto facendo tutto il possiible per tenermi a parti. Sono felice del fatto che siamo tutti eterogenei in fatto di piattaforme, in fatto di background e di carriera. Sono strafelice del fatto che riusciamo ad ogni costo a portare avanti il progetto, sono davvero dispiaciuto che non siamo riusciti ad aprirlo 10 anni prima 🙂
Sì, sono molto felice e contento anche io, delle chiacchierate, delle difficoltà  a trovarsi, della voglia di fare e disfare e provarci lo stesso.
È un periodo che in un modo o nell’altro, rimango indietro con tutte le cose da fare: non importa che siano cose di lavoro, lavori extra, passioni, robe per la casa, conti o altro.
È una disfatta totale su tutti i fronti.
E tutto questo insieme di cose da fare, tutte e troppe è anche fonte di qualche preoccupazioni e grattacapo. E ci vorrebbe qualche weekend in più per riuscire affrontarle tutte e iniziare a sfoltire quella lista e riprendere controllo delle mie ansie, che non stanno per nulla giocando in mio favore.
C’è che ti svegli la mattina sul FatBoy su cui ti sei addormentato la sera prima provando per l’ennesima volta a guardare senza addormentarti a metà  quella cosa stupenda che è The normal hearth.
E ti alzi, sistemata in bagno e prendi ed esci di casa per colazione e un giro in questa città  che tanto ti piace.
Non stai fermo un secondo che non riesci a non pensare quanto vuoi bene a questa città  così bella e che ti sembra così umana e rimani estasiato a guardare Città  Alta che sbuca lì in fondo alla via.
Punti un paio di bar per una colazione con i fiocchi, ma incontri davanti al suo ufficio il ragazzo che ti ha affittato per più di un mese la stanza che ti è servita come appoggio temporaneo e lo saluti, ci parli e ti porta lui a fare colazione e ovviamente non riesci a tirar fuori il portafogli che aveva già  fatto tutto lui.
E gli iMesssage con gli amici, girando ancora per il centro un po’ a caso molto a zonzo, giusto per trovare miliardi di camioncini RAI con antenne di trasmissione montate su gru e scopri che in giornata passa il giro della Lombardia.
Torni verso a casa, qualche altro vocalo e poi ci sei. Appoggi a terra i sacchetti, FatBoy e AppleTV a tutto volume con una canzone che da ieri ti è rimasta in loop.
Con tutta la calma del mondo balli in giro per casa sistemando cose, pulendo, mettendo in ordine, cantando.
These are the days that we’ve been waitin’ for
And days like these you couldn’t ask for more
Keep them coming cuz we’re not done yet
These are the days we were born to get
È stata una giornata fantastica, veramente. Ho visto la mia casa vivere e riempirsi con la vostra presenza. Ed è proprio così che voglio la mia casa: piena di gente e amici e chiacchiere e risate, mentre il tempo corre velocissimo e noi non ce ne rendiamo conto.
Mi son reso conto che stiamo crescendo, ognuno ha fatto un passettino nella sua direzione e forse io sono quello tra tutti che ha fatto il passo più lungo. Eppure c’è sempre modo di vedersi, passare del tempo assieme.
E ok, tutto quanto scritto non non è sicuramente scritto in modo sensato, ma sono quasi le due di notte, sono a pezzi e mi sono già  addormentato 2 volte nello scrivere queste righe sconclusionate e sono a pezzi e stanco, ma proprio proprio contention.
Ed è vero, alla fine ho visto poco o nulla dei panel e degli interventi. Ma sono stato in compagnia di persone fantastiche e ne ho conosciute altrettante. Ho scoperto che a volte è bello sbagliare sottovalutando chi non conosci di persona, altre volte invece sopravvaluti e ci rimani male malissimo.