Archivio mensile:Settembre 2010

Pensieri sparsi dalla Blogfest, parte 1

Prima blogfest a cui io abbia mai partecipato. Una partenza un po’ faticosa causa freddo, traffico, pioggia, traffico, ritardi e traffico. Ma il viaggio è stato molto piacevole, grazie alla buona compagnia di Byb, Xlthlx e Jtheo. E per una volta all’autogrill non ho comprato una Rustichella solo perché è l’unico panino che riesco a ricordare.

Albergo (Casa Canarino) molto carino, con sorpresa che ha trasformato una normalissima doppia in un mini appartamento da 2 camere matrimoniali e altri due posti letto. Fighissima la batcaverna per arrivare in centro.

Complimenti allo Smeerch per il DJSet di venerdì sera e mi spiace non esser potuto stare fino a tardi, ma avevo un Byb stanco che ne voleva tornare in camera e non sono riuscito a fare l’egoista più di tanto e lasciarlo sulla sedia del locale mezzo morto. Però son contento di aver già  avuto modo di conoscere dal vivo qualche persona (che fatica, perché son così timido!?) e di rivisto un po’ di facce conosciute, tra cui Stefigno, Deviot, Robbé, Lswitch, Gatto.

Colazione la mattina seguente in una stanza 100% IKEA. Adoro.

Il welcome kit con maglia XXL, senza Moleskine Blogfest Limited Edition. Faccio gli occhi dolci per farmi cambiare tutto il pack, mi danno una M, ma ancora niente Moleskine. Fortuna che poi domenica le ho recuperate. Entrambe (voi sapete chi, ancora grazie!).

La ricerca di Piazza delle Erbe che Google Maps non sapeva dove fosse. Tragedia. Abbiamo dovuto usare una banalissima cartina cartacea per trovarla. Tutto ciò è vergognoso.

La scoperta che ci sono persone che apprezzi online e va a finire che quando le incontri dal vero, le apprezzi e ammiri ancora di più. E in questo gruppo specifico ci inserisco a pieno titolo il buon/bravo/preparatissimo/whateveryouwant Federico Kurai, la dolcissima Marina RedPill, Luca GeekQueer.

La scoperta che ci sono persone che non sopporti online e invece dal vero ti fanno tutto un altro effetto, se riesci a mettere da parte il pregiudizio che ti portavi dietro.

E poi le tante sensazioni difficili da raccontare e ricordare. La spensieratezza, il tempo stupendo (a parte venerdì sera), la gioia di correre qua e là  per Riva inseguendo eventi, cose, persone (qualcuno ha detto Contz?). I sorrisi, le foto evitate (ne ho beccate due online e sono ovviamente orribile!).

E poi gli spritz, il freddo alla premiazione dei Macchianera Blog Awards, la polizia che interrompe il DJ set di sabato sera, il sole di domenica, i saluti e i baci e lo svacco al RivaBar.

Bello bello bello.

Arrivederci all’anno prossimo.

Don’t ask, don’t tell. 56 su 60

TODAY WAS AN ENORMOUS DISAPPOINTMENT, FOR MYSELF, AND FOR MANY YOUNG AMERICAN PEOPLE. NOT ONLY BECAUSE DON’T ASK DON’T TELL WAS NOT REPEALED BY OUR SENATORS, BUT MOREOVER BECAUSE LEGISLATIVE PROCEDURE IS BEING ABUSED TO STOP PUBLIC BUSINESS, PUBLIC DEBATES, FROM HAPPENING WHILE AMERICA IS WATCHING. THERE WAS A DEBATE TODAY, WE JUST DIDN’T GET TO WATCH IT. INSTEAD, IT HAS BEEN CUSTOMARY NOW FOR ANTIQUATED PROCEDURES AND PARTISAN POLITICS TO TAKE PRECEDENCE OVER DEBATE, AMERICA’S NEEDS, AND TODAY, SADLY, OVER THE NEEDS OF US TROOPS. I WILL KEEP FIGHTING, I WILL NOT GIVE UP. I AM PASSIONATE ABOUT THE RIGHTS OF THE LGBT COMMUNITY AND SLDN AND I WILL CONTINUE TO ACTIVATE AS MANY YOUNG PEOPLE AS I CAN, AND ENCOURAGE THEM TO GET POLITICALLY INVOLVED IN THEIR FUTURE

Via Lady Gaga Official Website

Ti trovo bene. Ma mi sei deperito?

C’è che qualcuno qualche giorno fa mi ha detto che mi trovava veramente in forma e chiedeva pure se avevo messo su qualche chilo, perché mi vedeva veramente bene.

Poi qualcun altro mi ha detto invece che mi trovava smagrito e deperito e con una brutta cera (ok, le parole esatte non sono queste, ma il significato circa).

Oggi ho finalmente capito a chi dare ragione. E credo sia il secondo. Perché sono giorni che ho orari sballati, mangio malissimo e poco perché mi manca completamente l’appetito e al massimo mi ritrovo la notte a mangiare schifezze, come patatine e sacchetti di pop-corn scaldati al microonde.

E poi c’è l’ansia, l’ansia per quel lavoro che non capisco perché faccio così fatica a portare avanti. L’ansia dei problemi, dei css che sballano, dei temi cancella-e-rifai-tutto che forse è meglio, l’ansia delle email e di quelle paure irrazionali che mi mandavano in crisi tutte le volte che guardavo la inbox di gmail.

E i pianti notturni, che ormai son diventati un appuntamento fisso.

E sì, sto male e sono il solito coglione che non è in grado di parlarne e che sorride e risponde grugnendo con un sì certo tutto bene.

Forse dovrei imparare ad aprirmi di più con chi mi vuole bene, ma forse sono ancora troppo testardo e orgoglioso per riuscire a chiedere aiuto.

Espressioni

Non so come mai mi sia venuto in mente ora, ma è stato un orribile flash.

Era la sua faccia, quando l’ho salutata per uscire all’aperitivo di ieri sera. Aperitivo che – per una volta – hanno saputo per tempo. Era un faccia truce e disgustata. Come se ci fosse qualcosa di male nell’andare ad un aperitivo a Milano.

E in realtà , mi ha ferito, ancora una volta.