Archivio mensile:Marzo 2009

Safari 4, WebKit e l’edit link di WordPress

Ho trovato alcune informazioni sul bug già  segnalato che si verifica al momento di inserire un link in un post di WordPress usando la beta di Safari 4, che porta alla completa inutilizzabilità  dell’editor, obbligando a chiudere completamente la pagina e perdendo le ultime modifiche, se l’autosaving non ha fatto il suo lavoro

Come immaginato, non è un problema diretto di WordPress, ma di TinyMCE, il componente che gestisce l’editor visuale.

There are a few knows issues that has been solved in the latest SVN version soon to be released. Also we have reported some other issues to Apple and one of the regarding the dialogs seems to be fixed in the latest nightly.

source

Nel frattempo ho però scoperto che le ultime nightly build di WebKit, disponibile per ogni piattaforma, non hanno alcun problema.

WebKit is an open source web browser engine. WebKit is also the name of the Mac OS X system framework version of the engine that’s used by Safari, Dashboard, Mail, and many other OS X applications.

Icona WebKitÈ in tutto e per tutto uguale a Safari 4 e utilizza pure gli stessi file di impostazione, quindi non ho perso nulla dal passaggio dall’uno all’altro, neanche la compatibilità  con i plugin. L’unica cosa è quell’icona dorata che non mi piace per nulla, ma vabbè, almeno così non mi mangerò le mani il secondo dopo aver cliccato quel famigerato edit link.

Da quel che ho letto c’è anche un modo per eseguire Safari utilizzando la nightly build del WebKit, ma credo che comporti la compilazione di un po’ di codice. E direi che posso anche sopportare una bussola dorata per un po’ di tempo, no?

Via WordPress Support Forum

Update: per quanto il programma installato in applicazioni e sulla dock compare come WebKit, viene indicato nella barra dei menù come “Safari”. Uhm… vabbè, l’importante è che funzioni tutto, no?

Un nuovo iPod Shuffle

Così, in silenzio, Apple ha annunciato il nuovo iPod Shuffle.

ipodshuffle_image1_20090311

Piccolo, ancora più piccolo. 4gb di spazio e praticamente nessun tasto sul corpo del lettore. I controlli del volume e di avanzamento dei brani sono spostati direttamente sulle cuffie. Dispone della funzione VoiceOver che legge il nome della canzone, permette di scegliere la playlist da riprodurre e avvisa quando la batteria è scarica (con una voce un po’.. ecco… come dire… triste! E la voce italiana è ancora più triste!).

Costo 79$. Che diventano 75€…

Time zone

Bene.

Giusto perché questo blog non si deve far mancare praticamente nessun problema, ho scoperto che c’era impostata l’ora sbagliata nel blog.

Tutti i post venivano pubblicati con un’ora in più rispetto al reale, colpa di un’impostazione da modificare manualmente al cambio dell’ora legale/solare.

Ora l’ho sistemata. Ma scommettiamo che al prossimo cambio me ne dimenticherò?

Ovviamente confido in quel…

È brutto lo sappiamo, ma verrà  corretto in futuro.

Scritto dagli stessi autori di WordPress in quella pagina delle impostazioni.

Futurismo e sorgenti di luce a Palazzo Reale

Non ho ancora avuto modo di parlare di sabato.

Perchè, dopo una mattinata in giro per BVS con alcuni colleghi di università  alla ricerca di impronte per un lavoro di gruppo, sono andato (ovviamente in dolce compagnia) a vedere (finalmente) la mostra sul futurismo a Palazzo Reale.

Inutile dire che prima di metterci in coda, però, ho perso un sacco di tempo a fotografare la struttura in piazzetta reale, liberamente ispirata ad alcune opere dei futuristi e su cui leggere Parole in libertà  di Marinetti, piuttosto che Il manifesto futurista in francese, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909 o il Manifesto dell’architettura futurista di Sant’Elia.

Architetture futuriste #3: soldato

Quella struttura, è una figata. Un insieme di colonne formate da triangoli arancio o neri o specchi, con al centro una struttura curva che sale verso l’alto con sopra la riproduzione di un omino stilizzato disegnato da Boccioni (mmm… no, forse no.. Byb, ricordamelo tu!) e una rivisitazione degli intonarumori di Russolo.

Ma il bello è stata la mostra. A parte le prime sale (un po’ deludenti, all’epoca neanche i futuristi sapevano cos’era il futurismo?) e le ultime (con un futurismo che ormai stava andando a morire). Ma le sale centrali erano bellissime. Un sacco di opere, belle, bellissime, magnifiche.

Una mostra che mi ha stupito per i contenuti. Ma che, come al solito, non è stata valorizzata al meglio dall’allestimento deludente (come sempre) di Palazzo Reale.

Al solito le spiegazioni erano pochissime e (per quel poco che ho letto) pessime, per quanto, almeno nella forma grafica, si ispiravano al Libro imbullonato di Depero.

Forme uniche nella continuità  dello spazio - BoccioniPessima era anche l’illuminazione, soprattutto in due casi particolari: quella di un quadro dipinto con un grigio argento riflettente, praticamente appiattito e reso quasi opaco dai faretti puntati addosso; ma il peggio l’hanno raggiunto con l’illuminazione di Forme uniche della continuità  nello spazio di Boccioni.

L’opera inoltre si sviluppa mediante l’alternarsi di cavità , rilievi, piani e vuoti che generano un frammentato e discontinuo chiaroscuro fatto di frequenti e repentini passaggi dalla luce all’ombra. Osservando la figura da destra, il torso ad esempio pare essere pieno ma se si gira intorno alla statua e la si osserva da sinistra esso si trasforma in una cavità  vuota. In tale modo sembra che la figura si modelli a seconda dello spazio circostante ed assume così la funzione per così dire di plasmare le forme.

via Wikipedia

Due faretti potentissimi puntati dall’alto su quella piccola statua, posizionata in basso, attaccata ad una parete. E così la luce trasformava l’opera, facendogli perdere tutta la sua sinuosità , creando delle grosse zone d’ombra che rendevano impossibile vedere tutto il suo sviluppo, soprattutto nelle parti bassi e tutta la parte posteriore, che erano nere, praticamente nere. Altro che chiaroscuri e repentini passaggi d’ombra! Se poi ci aggiungiamo pure il fatto che non ci si poteva neache girare attorno a 360°… Insomma, una delusione. E ci sono rimasto male perché quell’opera mi piace tantissimo, ma vederla così non mi ha permesso di apprezzarla a pieno.

Arrivi inaspettati di boxset in limited edition numerata

Mi ero quasi dimenticato di averlo ordinato, talmente è arrivato in fretta. Quasi una sorpresa inaspettata, quel pacco anonimo super imbottito.

Evangelion 1.01
Ma ora è qui, tra le mie mani, pronto da essere dato in pasto al lettore dvd.

La confezione è bellissima, tutta rosso lucido e nero opaco. Pure i dvd sono rossi, rossissimi. E nella confezione, oltre al bookleet, anche un po’ di cartoline da collezione e il pass numerato di Shinji.

Unica nota negativa: il bollino SIAE, attaccato sulla plastichina di confezionamento. Non potevano appiccicarlo dietro, sul cofanetto? Io non sopporto avere i cd/dvd originali senza bollino.

Beh, è vero, odio ancora di più quelli col bollino in punto osceno!

L’architettura futurista

Architetture futuriste #7: l'architettura futurista

Io combatto e disprezzo:

  1. Tutta la pseudo architettura d’avanguardia, austriaca, ungherese, tedesca e americana.
  2. Tutta l’architettura classica, solenne, ieratica, scenografica, decorativa, monumentale, leggiadra, piacevole.
  3. L’imbalsamazione, la ricostruzione, la riproduzione dei monumenti e palazzi antichi.
  4. Le linee perpendicolari e orizzontali, le forme cubiche e piramidali, che sono statiche, gravi, opprimenti ed assolutamente fuori dalla nostra nuovissima sensibilità .
  5. L’uso di materiali massicci, voluminosi, duraturi, antiquati, costosi.

E Proclamo:

  1. Che l’architettura futurista è l’architettura del calcolo, dell’audacia temeraria e della semplicità ; l’architettura del cemento armato, del ferro, del vetro, del cartone, della fibra tessile e di tutti quei surrogati al legno, alla pietra e al mattone che permettono di ottenere il massimo della elasticità  e della leggerezza.
  2. Che l’architettura futurista non è per questo un’arida combinazione di praticità  e di utilità , ma rimane arte, cioè sintesi, espressione.
  3. Che le linee oblique e quelle ellittiche sono dinamiche, per la loro stessa natura hanno una potenza emotiva mille volte superiore a quella delle perpendicolari e delle orizzontali, e che non vi può essere un’architettura dinamicamente integratrice all’infuori di esse.
  4. Che la decorazione, come qualche cosa di sovrapposto all’architettura, è un assurdo, e che soltanto dall’uso e dalla disposizione originale del materiale greggio o nudo o violentemente colorato, dipende il valore decorativo dell’architettura futurista.
  5. Che, come gli antichi trassero l’ispirazione dell’arte dagli elementi della natura, noi – materialmente e spiritualmente artificiali – dobbiamo trovare quell’ispirazione negli elementi del nuovissimo mondo meccanico che abbiamo creato, di cui l’architettura deve essere la più bella espressione, la sintesi più completa, l’integrazione artistica più efficace.
  6. L’architettura come arte di disporre le forme degli edifici secondo criteri prestabiliti è finita.
  7. Per l’architettura si deve intendere lo sforzo di armonizzare con libertà  e con audacia l’ambiente con l’uomo, cioè rendere il mondo delle cose una proiezione diretta del mondo dello spirito.5
  8. Da un’architettura così concepita non può nascere nessuna abitudine plastica e lineare, perché i caratteri fondamentali dell’architettura futurista saranno la caducità  e la transitorietà . Le cose dureranno meno di noi. Ogni generazione dovrà  fabbricarsi la sua città . Questo costante rinnovamento dell’ambiente architettonico contribuirà  alla vittoria del futurismo, che già  si afferma con le Parole in libertà , il Dinamismo plastico, la musica senza quadrante e l’arte dei rumori, e pel quale lottiamo senza tregua contro la vigliaccheria passatista.

Milano, 11 luglio 1914
Antonio Sant’Elia

La lezione di oggi: Feed for dummies

Visto che mi sono state chieste delucidazioni sui Feed RSS, ecco la spiegazione, che ho tradotto dalla voce in inglese su Wikipedia (la versione in italiano della stessa voce è semplicemente penosa).

Un feed web (o news feed) è un formato di dati usato per fornire agli utenti contenuti aggiornati frequentemente. I distributori di contenuti rendono disponibile un feed, permettendo agli utenti di iscriversi ad esso. Creare una collezione di feed accessibile in un unico colpo è una aggregazione realizzata con un aggregatore.

Vi sono diversi formati di feed, tra cui l’RSS o l’Atom, ma nel linguaggio comune il termine specifico RSS è ormai quasi diventato sinonimo di feed, sebbene non tutti i feed siano in tale formato.

Nello scenario tipico di utilizzo di un feed, il fornitore di contenuti pubblica un link al feed sul proprio sito che l’utente finale può salvare in un programma aggregatore (chiamato anche feed reader o news reader). Quando richiesto, l’aggregatore interrogherà  tutti i server indicati nella lista dei feed registrati per scoprire se sono presenti nuovi contenuti; se sì, l’aggregatore segnalerà  la presenza di tali nuovi contenuti o eseguirà  il download degli stessi.

Rispetto alla ricezione degli contenuti pubblicati via mail, ci sono diversi vantaggi:

  • iscrivendosi ad un feed, l’utente non pubblicizza il proprio indirizzo email, quindi non aumenta l’esposizione ai rischi associati all’email: spam, virus, phishing e furto d’identità 
  • se l’utente vuole interrompere la ricezione dell’aggiornamento, non deve inviare nessuna richiesta di “unsubscrive”, ma basta che rimuova il feed dal proprio aggregatore
  • gli elementi di un feed rimangono ordinati

Per utilizzare i feed, è necessario un lettore di feed. Come già  detto, l’utente si iscrive al feed e riceve i contenuti aggiornati ogni volta che viene eseguito un aggiornamento degli stessi. I lettori di feed sono di diverso tipo, sia online, che offline. Inoltre, quasi tutti i più recenti browser web e client email includono funzionalità  di lettura dei feed.

Dal canto mio, per leggere e gestire i miei numerosi feed, utilizzo Google Reader: è online, è attivo per tutti gli account google (quindi se avete gmail o blogger basta usare i dati di accesso che già  avete), si possono organizzare i vari feed per tag e, essendo online, è ovviamente accessibile ovunque: da casa, dal lavoro o anche dal cellulare, visto che dispone anche di versioni ottimizzate (è ottima quella per l’iPhone :P).

E questo è tutto.

PS: se non avete i feed attivi, cari blogger, cercate nel pannello di amministrazione del vostro blog, le opzioni per attivarli. Tutti ve ne saranno grati (e potranno così essere costantemente e istantaneamente aggiornati sui vostri nuovi post!).

Wp_term_relationship

Avevo fatto un casino usando l’auto tagger incluso nel plug-in “simple tag”.

Il mio consiglio è: non usatelo!

Così, per ripristinare il tutto, mi sono addentrato nei meandri del phpmyadmin, eliminando tutte le voci aggiunte dal malefico automatismo.

delete on WP DBE alla fine, ho trovato la tabella incriminata (la wp_term_relationship) e trovato le righe da eliminare (dalla 5492 alla 9024). Inutile dire che il phpmyadmin di TopHost si era semplicemente imballato. Però, almeno, ha portato a buoni risultati.

E devo pure ringraziare il buon Falcon, che mi ha dato supporto tecnico (e morale) durante tutta l’operazione.

E tutto è bene quel che finisce bene, no?

Beh, no! È sorto un problema: la tag cloud “legge” ancora i vecchi tag sbagliati! Dove memorizzerà  le sue informazioni? Perché nel db non ho trovato nulla a riguardo. Che magari le memorizzi in qualche file di cache e basta solo sollecitare il giusto trigger per farla aggiornare in modo corretto?

Boh, chissà , speriamo…