Archivio mensile:Settembre 2008

Abbracci

Malditesta.

Forte mal di testa.

Annulli, all’ultimo, con troppa superficialità, un impegno.

Un impegno che tu avevi preso, per te stesso, chiedendo l’aiuto e la compagnia della persona più importante nella tua vita.

E tenti di continuare a dormire, per tentare di stare meglio, fregandotene dei telefoni che continuano, all’infinito, a squillare. Anche perchè poi, in realtà, non sai neanche cosa dire e vuoi evitare di parlare.

Poi leggi una mail di risposta.

E poi senti l’antifurto che viene disattivato e la porta di casa che si apre.

E arriva Papà, venuto a casa, facendo 60 km di fretta, per pranzo, da lavoro.

E la prima cosa che fa è correre verso di te ed abbracciarti.

Ed ecco, in quel momento, ti senti, letteralmente, una merda.

Lettere elettroniche al padre

Vuoi sapete cosa avevo?
Niente.
Mi hai dimostrato ancora una volta che non avete alcuna fiducia in me.
Perchè non solo mi hai cercato su Google giorni fa, mi avevi già detto che la foto su Facebook non ti piaceva e già ti avevo detto che a me questa cosa – che tu mi cerchi – mi dava fastidio.
E invece no.
Hai continuato. 
E probabilmente hai cercato pagine su pagine su pagine. 
E non contento l’hai pure stampato.
Però io, questa sera, volevo solo parlare con te dell’università.
Volevo confrontarmi un po’ con te, volevo sentire i tuoi consigli, anche per quel che riguarda il lavoro. 
Se presentare direttamente le dimissioni o se valeva la pena provare a chiedere se potevano lasciarmi un pomeriggio libero in più, in modo da poter seguire i laboratori obbligatori e continuare con il lavoro.
Avevo riflettuto e pensato.
E dopo giorni ero finalmente contento.
Perchè avevo risolto che, alla fine, avendo superato il test, è inutile rinunciare a quest’occasione, che forse aspettavo da quattro anni.
Che non ha senso voler andare via di casa, rischiare di perdervi e rinunciare alla mia istruzione e ad un futuro probabilmente migliore.
Questa casa è anche la mia casa. 
E io ci voglio rimanere.
Ci voglio rimanere, con te e la mamma.
E voglio lottare perchè le cose tra noi si sistemino.
Però, da parte vostra, mi sembra di avere solo riscontri negativi.
Sembrate non vedere gli sforzi che sto facendo in questi giorni per affrontare la situazione.
E sembra che volete comunque continuare a controllarmi e togliermi la possibilità di vivere la mia vita, frequentare le persone che voglio, di sbagliare e imparare dai miei errori.
E sembra che non vogliate concedermi un minimo di fiducia.

Come non detto

Uno è risoluto, pieno di buoni propositi e guarda con sguardo fiducioso davanti a sè.

Poi arriva a casa e scopre che il padre, ancora una volta, ha googlato il suo nome.

E mentre prima si era fermato a guardare (e ovviamente commentare negativamente) la foto su Facebook (maledetto Facebook!), ora si è pure messo a spulciare i vari messaggi inviati ad un gruppo yahoo che seguiva per lavoro.

E si è pure preso la briga di stamparli.

Poi, si meraviglia pure per il fatto che questa ossessione del googlarmi giorno dopo giorno (la critica su FB era arrivata settimana scorsa) e spulciare a mano link di link di link, mi fa arrabbiare.

E direi pure che cozza pesantemente col nuovo concetto di fiducia che pensavo avessimo instaurato.

Ora ci manca pure che riesca a trovare il modo di fare un whois al contrario e che arrivi su queste pagine.

Sinceramente, che ci provi pure.

Ma io, nel frattempo, mi sono già stufato di essere risoluto, pieno di buoni propositi e guardare con sguardo fiducioso davanti a me.

Telefonate e commenti

Sarà, ma a me parlare con la Bergamasca fa bene.

E fa piacere leggere e riflettere su quello che voi mi scrivete. E sento che, intorno a me, ho un sacco di persone che, chi più, chi meno, ci tiene a me.

Via la tristezza, via le crisi e un po’ più di risoluzione e fermezza guardando il mio futuro e la mia situazione.

E’ stupido lasciare sfuggire l’occasione che aspetto da almeno 4 anni.

E’ stupido fare di tutto per uscire di casa, a 23 anni, per cosa, poi? Non risolvere il problema con i miei e – forse – faticare a vivere e fare molti sacrifici.

Quindi, signori miei, quella è la mia casa ed è giusto che ci viva ancora, fin quando ne avrò bisogno.

Quella è la mia famiglia e devo darmi da fare perchè i rapporti si sistemino.

Quello è il mio futuro e ci devo almeno tentare.

E mal che vada, per una volta nella mia vita, non avrò rimorsi.

Anticipazioni [di decisioni]

Sinceramente non sono tanto contento di aver passato il test, più ché altro perchè salta fuori una possibile scelta che implica l’abbandono del lavoro e l’abbandono di questa parziale situazione di indipendenza economica.
Rimango in attesa delle graduatorie di Arte&Messaggio, però so già che la scelta sarà difficile. Tanti mi dicono che devo scegliere quel che ritengo migliore per me. Come se ciò semplificasse le cose. Purtroppo non si tratta solo di scegliere il percorso scolastico che mi farà crescere professionalmente. Si tratta di decidere dello sviluppo che avrà la mia vita. E ora come ora sono accecato dalla voglia di fuggire da questa casa. E ciò crea un’ansia tremenda pensando ai tre anni minimi di Design, tre anni da passare a casa. Quindi mi viene da prediligere A&M (sperando di essere ammesso).
Però ho superato ora l’esame per cui, quattro anni fa, avrei dovuto impormi al divieto dei miei. E ciò fa riemergere il sogno a lungo abbandonato in un cassetto di una laurea in Design.
Sempre che, in questo mondo, una laurea serva veramente a qualcosa..