Archivio mensile:Aprile 2008

Telegiornale (?)

Ecco, come potete vedere questo tenero cucciolo di orso è stanco e non riesce a tenere in alto la testa, fino ad appoggiarla sulla ciotola. Proprio come un bambino quando non riesce a tenere aperto gli occhi per il sonno, incurante dei passanti.
Studio Aperto, mercoledì 30 Aprile 2008 ore 12:55

Ecco. Solo perchè capita che, a volte, facendo zapping, ti trovi al momento sbagliato sul canale sbagliato. Ecco.

Dipendenze

Non bastava la 4a stagione di Lost.
Non bastava la nuova di Nip/Tuck, quella di Fix Feet Under e i nuovi episodi in arrivo di tutte le serie interrotte a causa dello sciopero degli sceneggiatori.
Ora c’è anche questa. Costata 38 milioni di dollari, con record d’ascolti ovunque sia stata trasmessa.

…racconta, con “gusto” moderno ma con il linguaggio dell’epoca, la storia della famiglia Tudor, la dinastia inglese dei sovrani al potere fra la fine del 1400 e l’inizio del 1600, da Enrico VII a Elisabetta I. La serie inizia raccontando il regno di Enrico VIII, interpretato Jonathan Rhys Meyers (Match Point) e la storia di Anna Bolena (Natalie Dormer). I Tudors, che hanno debuttato un anno fa negli Usa, secondo la critica americana hanno saputo mixare alla perfezione dramma storico, saga famigliare e soap opera, creando un prodotto originale ed interessante 

Il momento

Giornata strana. Piena di emozioni. Molte positive, altre che lasciano un po’ l’amaro in bocca.

Giornata iniziata bene, benissimo. Con il tempo che volava via. E non basta mai, in certi momenti.
Poi la corsa a lavoro, fortunatamente senza traffico. Il sogno di un w-end rilassante che si infrange, per l’incapacità  di programmare di qualcuno. Lo stress anticipato per la giornataccia lavorativa di domani, senza i nostri giornalisti e con venti miliardi di cose da fare. E, nel frattempo, il momento della scelta: arrivato, presto, forse troppo presto.

Ma come faccio a scegliere ora, tra 10 giorni cosa farò e dove sarò a settembre?

Banalità  web 2.0

Ringrazio che San Google che ha portato a questo blog colui che ha cercato web design minimal oltre delle belle pubblicita, perchè – si sa – gli accenti non sono necessari, vero?
Saluto anche il (forse) fan dei Subs che ha visitato le mie pagine partendo da fanti pedine scacchiere di morte (Avete presente il testo di Piombo, vero?).
Mentre non capisco proprio il collegamento di questo blog con un pranzo inglese (inteso come lunch) al Rockfeller Center (sì, lo so, si scrive Rockefeller. Ma come faccio a raggiungere il googlista anonimo e spiegarglielo?) e con uno spizzico magenta.
Boh!
Cmq, ecco. Ora posso dirmi un blogger a tutti gli effetti. Già  già .

Autoconsiderazioni

Ed eccomi qui come al solito davanti al computer, ad un’ora piuttosto tarda, a scrivere qualcosa. Con Madonna in sottofondo e un’occhio all’altra finestra, col Twitterworld che parla. E, dicevo, son qui a scrivere qualcosa.
Cosa non lo so, anche perchè mi rendo conto che non so scrivere. Non riesco ad essere così profondo come vorrei essere. Non riesco ad essere come altri. Che mi fanno provare grandi sensazioni quando leggo i loro post, sia che li conosca realmente che solo tramite questo mondo in versione 2.0.
Eppure son qui, tra questi byte, col mio blog. Che ultimamente sta diventando un po’ troppo noioso e che non aggiorno più molto spesso.
Forse perchè non so più di cosa parlare.
Forse perchè non riesco a parlare più di me.
Forse perchè non c’è nulla di cui parlare.
Ho deciso di non affidare al finto anonimato del web certe questioni importanti. Perchè è meglio parlarne di persona con il/la diretta interessato/a.
Visto che è l’unico modo per risolvere i problemi.
Sto tentando di essere meno polemico. E questo porta via molta materia prima al mio blog.

E le cose, alla fine, vanno bene. Con la family, a lavoro, con Love.

Certo, tra poco si avvicinerà  il momento della scelta che incombe: decidere cosa fare a settembre.
Continuare a lavorare, studiare/lavorare o studiare e basta.
Perchè il lavoro, anche se non è esattamente quello che vorrei, mi piace ed è tutto sommato dignitoso, anche a livello economico.
Perchè di riprendere a studiare, ho paura. Di dovermi scontrare con lo spettro delle mie capacità . Il dover dimostrare di essere bravo in quello che voglio studiare. Perchè, prima, era facile. Mal che andava, potevo dire che non era quello che mi piaceva e mi pesava. E ritorna lo spettro dei ponti sotto cui vivere e il dare ragione a qualcuno.
Perchè abbandonare un lavoro bello e dignitoso, in questo periodo di presunta crisi e pessimismo non mi rende affatto sicuro e tranquillo. Se e quando avrò finito gli studi riuscirò a trovare lavoro? O a 30 anni farò ancora parte del precariato perenne?
E perchè devo scegliere. Arte&Messaggio. O Polimi con Design della Comunicazione. Da una parte una scuola che mi attira tantissimo, di soli due anni, che volendo si potrebbe coniugare con il lavoro, se riuscissi a trovare un monolocale/stanzino a Milano. Dall’altra parte la favoletta del pezzo di carta di una Laurea. Ma l’idea di dover affrontare, di nuovo, l’incubo università . Con lezioni, prove, esami.
Il tutto in attesa che a lavoro mi dicano qualcosa. Perchè non solo c’è il lavoro, ma c’è pure il rischio che mi propongano un contratto a tempo indeterminato.

Con la family, le cose vanno bene.
Sarò io quello più tranquillo e sereno. O forse sono gli orari che mi fanno vedere e comunicare con la family il minimo indispensabile. E così le cose vanno bene.
Però c’è un passo importante da fare.
Una cosa importante da comunicare.
E come tutte le cose importanti, è diffile.
Ma conoscendoli, ho bisogno di una mia ancora di salvezza.
E per questo ho sempre voluto essere indipendente il prima possibile. Proprio perchè ho paura di conoscerli.
E il lavoro e la forse quasi assunzione sono un passo molto importante verso l’essere indipendente.
Giusto per aumentare i miei mille dubbi.

E poi c’è Love.
O forse Love è prima di tutto.
Ma provo invidia nei suoi confronti.
Perchè ha potuto fare quel che ha voluto.
Per l’importanza che ha la sua famiglia.
Per i recenti sviluppi con la sua Mam.
Anche se c’è un minimo di paura latente.
Perchè sogno ad occhi aperto un lungo futuro per il nostro amore.
E paura che questa sostanziale differenza tra le nostre situazioni possa diventare, nel lungo periodo, un peso, un ostacolo.
Ma ho anche paura di affrontare la cosa.
E dover così scoprire se l’ancora di salvezza era veramente necessaria oppure no.