Li adoro, quando inseriscono nelle loro immagini questi piccoli, minuscoli dettagli completamente autoreferenziali.
Via The Apple Lounge
Li adoro, quando inseriscono nelle loro immagini questi piccoli, minuscoli dettagli completamente autoreferenziali.
Via The Apple Lounge
Questa non sta ferma un secondo.
Prima tre cambi d’abito in un solo giorno:
Poi pure un live in cui, oltre a vedere un suo fan/sosia al minuto 0:49, sgambetta allegramente in questo miserissimo abitino nero con delle spalline decisamente.. ehm.. importanti.
Poi, come se non bastasse, finisce pure su Maxime.
E come al solito, tutto il materiale gaghesco arriva da Popslut (qui e qui). Come cavolo fa ad averlo lui, prima di tutti!? Eh?
Risolto (finalmente) il mistero, creato dagli strani tweet di 3 Italia.
Ora si attendono i dettagli, perché per ora la home linka solo a questo scarno comunicato stampa.
Sono giorni che 3 Italia twitta frasi misteriose su cuochi, frutta bbona, cucine.
E oggi se ne esce con un:
morsica la mela 🙂 prezzi più bassi, rete più veloce e dati inclusi anche sulla ricaricabile.
Ok, ora, vogliamo tutti i dettagli!
Avvistati.
Due figuri che affiggevano manifesti elettorali.
In piena notte, quindi sicuramente abusivi.
Devo proprio dirvi di chi erano?
Lega e PDL. Per Podestà .
Eccomi, dopo una giornata di uso del firmware 3.0 a pararne.
Impressioni, random, così, come mi vengono in mente.
Qui si necessita di stendere un velo pietoso su questa giornataccia e un velo pietroso (e doloroso) sulla mia adorabile professoressa di laboratorio.
Una settimana per impostare un lavoro di un certo tipo, seguendo i consigli dell’assistente, per sentirci dire che, sì, insomma, avevamo sbagliato tutto. E le cose più gravi erano (ovviamente) quelle fatto seguendo i consigli dell’assistente. Tranne poi rimangiarsi quello che ha detto, quando gli abbiamo fatto notare che l’aveva detto l’assistente. Perché, insomma, ovviamente l’assistente l’aveva detto per perseguire un certo fine, che è giusto, ma che, sostanzialmente, non va affatto bene.
E così, avanti per mezz’ora, ad arrabbiarci perché parlavano di sottigliezze (e lo zoom della foto e il testo e questo e quello, quando il 99% delle cose erano testo/foto messe a caso per dare l’idea dell’ingombro). E noi a ripetere che erano bozze, 7 bozze diverse di layout. E loro non capivano, pensavano fossero 7 pagine con contenuti diversi (e ovviamente grafica diversa!).
Comunque, alla fine, dopo mezz’ora, abbiamo ricavato un pugno di aria fritta. I flipbook vanno bene. La griglia di impaginazione no.
E il filetto e il fondino e il carattere e il colore e il troppo testo e la foto troppo piccola e la foto troppo grigia e il filetto e il fondino e il carattere e il colore e il troppo testo e la foto troppo piccola e la foto troppo grigia.
Voi avete capito?
Neanche noi.
Nel pomeriggio, suddivisione dei compiti.
Vado di là per implorare aiuto ad un’altra (brava e simpatica) assistente. La sua risposta? Prendi le diagonali, scegli un punto, tracci un quadrato, dividi per 6. E il testo? Beh, sopra e sotto. E il font? Beh, fai un po’ di prove.
Che poi, a fare un rettangolo, c’ero arrivato anche io. E mettermi a calcolare le colonne, i margini, i vari moduli.
Beh, inutile.
Meglio un layout vuoto.
Perché si deve impaginare con il vuoto.
E, insomma, visto che deve essere vuoto, o metti foto per pagina, oppure, in virtù del vuoto, metti l’occupazione massima, quindi sei.
E il testo e le dida e le descrizioni, non servono.
Tanto, abbiamo la consegna solo settimana prossima.
E non c’è più possibilità di fare revisione.
E questo post è ripetivo e sconclusionato.
E a volte quel e vissero per sempre felici e contenti non si realizza.
E anche loro devono affrontare i problemi delle persone comuni.
Tutte le foto sono copyright di Dina Goldstein.
Via Gné Gné Gné