Archivio mensile:Febbraio 2008

Memoria 2.0

Non devi aver paura. O almeno non così tanta da rimaner bloccato. È stupido da dire, ma io ci sono. E farò di tutto per sostenerti. Anche io avevo paura. Di deludere i miei, di abbandonare qualcosa di relativamente sicuro e comodo. Ma ora direi che ne è valsa la pena. Senza ombra di dubbio.

Monotonia

Vorrei scrivere qualcosa di interessante. Ma posso. Perchè al momento sono preso solo da questo nuovo lavoro e nella mia vita, in questi ultimi 3 giorni, non è successo nient’altro.

Solo lunghe dormite (finalmente riesco ad addormentarmi facilmente!), pranzi, andata e ritorno a milano, ricerche di parcheggio e poi booooong, in posizione pronti davanti al mac in ufficio per affrontare un’altro pomeriggio/nottata lavorativa.

Modern times

E così, sono entrato ufficialmente nel mondo dei pendolari della grafica. Sono entrato nel mondo del lavoro in open-space con melette morsicate ovunque. Sono entranto nel mondo del gossip da ufficio, fatto di occhiate, bisbigli e chiamate (rigorosamente VoIP) da un’interno all’altro, con tanto di cuffia con microfono, mica alzando la cornetta!
Già , perchè questa settimana, con un po’ di anticipo rispetto al preventivato, ho iniziato il mio primo, nuovo, ufficiale lavoro. Dopo due giorni le cose che posso dire sono ben poche.. il gruppetto di colleghi sembra ben affiatato (con tanto di coppietta interna al gruppo) e per ora mi ci trovo bene. Mi trattano come uno che non sappia a cosa serve neanche il mela-c (e qui..) anche se, bene o male, queste cose non sono affatto nuove per me. So che conviene salvare spesso perchè Quark è una brutta bestia, soprattutto quando deve importare immagini o eps. So cos’è una manchette, un piedino e un piedone. So che i nr di pagina vanno a destra per le dispari, a sinistra per le pari e che bisogna sempre controllare la data sulle pagine. So che le foto vanno schiarite perchè in stampa vengono molto più scure, anche se io preferisco farlo con le curve, mentre una lavora con i livelli, l’altro – il mio responsabile – con luminosità /contrasto. Scuole di pensiero diverse.
Però tutto ciò mi consola. Perchè vuole dire che tutto ciò che ho precedente imparato autonomamente sul buon grafico/impaginatore di free-press è stato giusto e corretto.
L’orario di lavoro è quello che si adatta a me. Dalle 15-15.30 fino a quando si finisce. Ieri le 23, oggi le 23.30. E poi di nuovo macchina, autostrada, casa. Sì, sa, sono un animale notturno. E quindi tutto sommato mi va bene. Ma stare 8 ore di fila, praticamente senza pause (si può considerare pausa l’aperitivo di un quarto d’ora verso le 7 al bar sotto l’ufficio?), davanti il computer a fare task ripetivi e ben poco creativi è particolarmente pesante.
Ma al momento, però, mi sento un po’ limitato.. è che arrivo da una condizione lavorativa in cui tutto fanno tutto, per forza di cose. E mi ritrovo invece ad avere un compito specializzato. Quello e solo quello. Perchè oggi, che eravamo in attesa del lotto e del sudoku e non potevamo chiudere la pagina, non potevo far altro che girarmi i pollici. Finchè la collega addetta a creare la tabella non l’avesse fatto. Collega che però era impegnata in qualcosa di ben più importante. Fosse stato per me, avrei doppio cliccato quel .ai sul server ed inserito i numeri. Ma non si poteva fare. Non era mio compito.

Molte teorie nacquero intorno al fatto che il lavoro altamente ripetitivo e meccanico richiesto agli operai dell’epoca nelle catene di montaggio provocasse alienazione della psiche, e disturbi motori negli operai stessi. 

Insomnia

Ma io, a quest’ora, non dovevo essere tra le braccia di Morfeo?

Sì, dovrei. E invece no.. perchè mi sono girato e rigirato nel mio letto, ho messaggio con Love (grazie Infinity sms!), ho curiosato tra i blog dall’iPhone, ho mangiato un pacchettone di Loacker rubato dalla dispensa in preda alla fame compulsiva tipica del non-dormo-time, ho persino visto il pilot di Kyle XY.. giusto perchè, come al solito, non ho sonno.
E, visto che il sonno non arrivava, meglio mettersi a fare qualcosa di costruttivo, no? Beh, cosa c’è di più utile, costruttivo e necessario di aggiornare i testi degli ultimi mp3 inseriti nella library? Ormai non c’è più neanche un widget funzionante che li scarichi in automatico. Umpf. Quindi bisogna farlo, a mano.
E così dalla library è saltata fuori In my arms della Kylie Minogue. E mi ha preso. Ho voglia di un po’ di musica dance, allegra, di quelle che ti prendono e ti danno la carica (beh, in realtà  ne dovrei avere bisogno domani, non ora. Ora voglio solo dormire!). E pure il corto e ripetitivo testo mi ha preso. E non riesco proprio a capire come mai ora è in loop. E non ho voglia di premere il tasto stop.

How do you describe a feeling? I’ve only ever dreamt of this.
DJ’s spinning up my favorite song, hurry up and get a grove on.
Light fantastic and it wont be long, don’t let the moment slip away.
Cause you and I could find a pleasure, no one else has ever known.
Feels like it is now or never, don’t want to be alone

How does it feel in my arms?
How does it feel in my arms?
Do you want it? Do you need it? Can you feel it? Tell me.
How does it feel in my arms?

I’ve only ever dreamt of this.
Got a feeling this is something strong. All I wanna do is move on.
No more wondering where I belong. So never go away.
Cause you and I are guilty pleasure, no one else has ever known.
Feels like it is now or never. Don’t want to be alone.

La sorpresa inaspettata

Serata interessante.

Ospiti a casa di un’amica con cui ho condiviso gli anni di elementari, delle medie e le esperienze in oratorio. Un’amica nata il giorno dopo di me, anche se – a ben guardare – il divario si riduce a una manciata di ore.
Questa sera, dopo aver finito la sua estenuante sessione d’esami, aveva deciso di invitarci da lei per una cena di compleanno.
Ovviamente.. cena perfetta. Tantissimi (e buonissimi) antipasti, una pasta frizzante, veramente buona e poi.. dolce! Con fonduta di cioccolato, strudel come torta e bignè alla crema.
Un menù che.. se non ho messo su chili in questa occasione, rimarrò magro a vita!
Lo strudel era la torta di compleanno, con le candeline.. e ha voluto che le spegnessi insieme a lei. Io non volevo, perchè alla fine era la sua festa di compleanno, lei si era impegnata per preparare tutto e io non avevo fatto nulla. Ma alla fine mi hanno convito.
È scattato poi il regalo time. Ma, oltre al suo regalo, è comparso anche un pacchettino per me!
Veramente.. sono rimasto piacevolmente colpito! Non sapevo proprio cosa dire. Sopratutto quando ho poi visto quel che conteneva: il boxset di dvd della prima serie di Hereos!
Contentissimo, veramente.
La serata è poi conclusa con una estenuante partita (in 12) ad Uno (col girello infernale, che non mi piace, molto. Preferisco la macchinetta infernale). E, giusto per tirare ancora più tardi, quando metà  degli invitati se ne erano andati, una partitella a Carcassonne, procurando nuovi adepti al gioco e diffondendo il culto. Partitella che è finita poco fa, ore 4:20.
Bello bello bello

Cancellare l’onta subita

Indovinate? Il genitore si è premurato di andare al primo bancomat disponibile e mi ha fatto riavere, come nulla fosse, quanto ho speso con il mio bancomat. Ha così cancellato immediatamente l’onta subita: il suo pargolo che ha pagato con i propri, pochi, soldi dei vestiti!

Non so perchè, ma dubito che abbiano capito cosa mi ha fatto arrabbiare così tanto.
Però il conto in banca è salvo, ancora per un po’.

Quando si è geni del crimine

Oggi la signora madre ha deciso che il mio guardaroba non era per nulla adeguato alla brillante carriera lavorativa che avrò davanti ai miei occhi e che quindi vi era l’impellente bisogno di rinnovarlo completamente.

Ovviamente, arrivati all’immenso negozio, regno della moda con reparti uomo, donna, bambino, scarpe e tamarr…ehm giovani, l’idea di rinnovare completamente il guardaroba si era già  affievolita. E si era tramutata in un giaccone da mezza stagione – non pesante non leggero non come quelli che hai già  a casa – e in un paio di pantaloni.
Quindi si parte con la ricerca della giacca. Girovagando tra i vari piani. Ed ovviamente trovo la MIA giacca. Peccato che manchi la taglia. Era troppo bella e mi stava pure troppo bene ed aveva pure un ottimo prezzo perchè io riuscissi a trovarla. Così ho ripiegato su un modello simile, di cui mi ero premurosamente impossessato nel giro di avanscoperta.
Poi è tempo dei pantaloni. E va tutto sommato bene, finendo, dopo una breve discussione sull’inopportunità  di andare a lavoro con i jeans, a comprare un paio di Levis, doppioni di altri che ho già  nell’armadio.
Peccato che poi vengo folgorato da una visione. Su un manichino c’è un maglioncino favoloso. Bande bianche e bordeux orizzontali, con in leggera sovrastampa un motivo lievemente floerale. Belissimo. Ovviamente troppo bello per essere vero. E magari c’era pure della mia taglia, però con le bande blu!
Peccato che non ho potuto appurare la cosa. Perchè di maglioni ne ho già  a bizzeffe. Ne ho ben 3! Cioè, no, ne ho di più, però ormai gli altri sono stati declassati a “maglioni da casa” e non è il caso di metterli per uscire. Se poi consideriamo che uno di questi maglioni ha pure il cappuccio, che quindi è casual e che quindi non va bene per lavoro, i maglioni scendono a 2. Ma secondo loro non c’era necessità  di acquisto per altri. E lo stesso discorso valeva per le camicie. Quelle camicie orribile, di cui neanche una mi stia decentemente.
E così è scoppiata la litigata. Sia per il fatto che mi hanno praticamente impedito di chiedere al commesso informazioni su quel maglioncino favoloso, che di chiedere per altri. Perchè, si sa, chiedere costa. E comporta l’obbligo di acquisto. Acquisto di cose inutili, no?
E così, tentando di far notare le contraddizioni del loro ragionamento e il fatto che non costava nulla vedere cosa avevano (perchè tanto è rarissimo che trovi qualcosa che mi piaccia/mi vada bene, quindi di che cavolo avevano paura?), visto che ormai eravamo già  lì, ci siamo diretti verso le casse dove, arrabbiato nero, ho messo in atto una mossa da genio del crimine. Ho sfoderato il MIO bancomat per pagare, preso velocemente dal commesso e strisciato velocemente. Con raccapriccio del genitore. E con rabbia della genitrice nei confronti del genitore che ha permesso ciò.
Sì, sono un genio.
Per rabbia nei loro confronti.. ho pagato io!
E così ho fatto sparire ancora una volta un po’ di centinaia di euri dal conto.
Maccheccavolo!