Archivio mensile:Luglio 2008

Ventiquattro

Sveglia. Presto, per incontrare un’amica per colazione. Forse, però, era un po’ troppo presto.

Colazione che poi si è protratta per un po’ troppo. Fino a diventare un giretto e poi un pranzo, a scrocco. Tutto condito di parole, parole e parole.

Poi il rientro a casa, giusto in tempo per sentire un’altra amica, per restituirle delle cose, per un favore chiesto. Era un sacco di tempo che non ci si sentiva nè vedeva. Un po’ di aggiornamenti reciproci. Parola, parole e parole. E l’ufficializzazione di qualcosa che, in fondo, sapevo che sapeva già . Un po’ di dubbi, sulla mia incapacità  di gestione della cosa.

E, ancora, il tempo passa, vola. E così i saluti, il fatti sentire, il leggimi su queste pagine.

E poi sfogliare una rivista con mio padre, opinioni mie diverse dalle sue, una tapparella rotta da sistemare.

E la stanchezza, che mi prende. Sdraiato sul letto, con un fresco venticello che mi accarezza la faccia.

E dormo, dormo, dormo.

Una chiamata. Rispondo, mezzo imbecillito. Ascolto. E rispondo, a monosillabi, ancora addormentato. L’idea era quella di non preoccuparsi se saltava la serata, di andare pure dove volevi. Ma, sicuramente, non ci sono riuscito.

Perchè volevo tornare a sdraiarmi sul letto, dormire ancora un po’, prima che il profumo di pizza della mamma si diffondosse per casa.

Cena, tranquilla, rilassata. E parole, parole, parole.

Ora piove, diluvia, tuoneggia. E parole, parole, parole che scorrono sui tasti.

E il sonno che mi assale di nuovo.

 

 

Post-it

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Chissà  se, così, me lo ricordo.

E se proprio non voglio, basterebbe anche solo un piccolo link, sul cubotto, che riporti alla Home. No?

Cose non dette

In realtà , nel post precedente, volevo parlare d’altro. Ma poi mi son perso, come mio solito. E alla fine mi sono ritrovato, prima, leggendo sul Reader un post di Xlthlx che ora esiste sono nella cache di Google..

In ogni caso..

fanno di tutto per farlo: contratti a termine, precari, al limite della legalità , stipendi da fame, disorganizzazione cronica, mezzi limitati o assenti, ambiente di lavoro al limite del mobbing, familismo amorale, raccomandazioni, prese per i fondelli limitate o globali, sfiducia parziale o totale, ritmi di lavoro stressanti, ritmi di lavoro inesistenti, totale autonomia che in realtà  ètotale indifferenza, responsabilita’ inesistenti, responsabilità  riversate sul lavoratore per lavarsene le mani, controllo delle azioni sul lavoro ma totale indifferenza al risultato del lavoro stesso, tante piccole/medie/grandi aziende che alla fine sono in mano a padri/padroni che credono di poter decidere della vita e della morte dei loro dipendenti.

Sì. Alcune di queste cose le ho vissute/le sto vivendo sulle mie spalle, invischiato come sono nel mondo della produzione di massa dell’info(rmazione)grafica. E son queste alcune delle cose a cui ho imparato a disinteressarmi. Non so se sia un bene o un male, ma ora, queste cose, non mi fanno più così tanto male come prima.

Dalla lunga e articolata riflessione di Xlthlx si arriva a questa conclusione:

quello che quindi ne dovresti dedurre e’ per forza di cose: fai il minimo indispensabile, non curati del lavoro perche’ non ne vale la pena, puoi solo ricavarne grosse delusioni.

Già . Purtroppo. Già  capitato. Progetti in cui mi sono buttato a capofitto con entusiasmo, per poi ricavarne cosa? Nulla. A parte, ovviamente, falsità , bugie, straordinari non pagati e promesse non mantenute.

care piccole/medie/grandi aziende italiane, vorrei dirvi due paroline.
saro’ molto poco italiana in questo, ma se non faccio qualcosa con vivo interesse preferisco non farla proprio.
e se mi mettete in condizione di lavorare male, di non essere giudicata per il lavoro che faccio ma per mille altre stronzate del cazzo che vi passano per quel cervellino bacato, se pensate di potermi fottere con contratti di merda o orari disumani, se credete davvero di potermi manipolare in un qualsiasi modo, ricordatevi sempre di una cosa: non mi toglierete mai la mia passione.
il che vuol dire che non mi controllerete, non faro’ quello che volete, vi troverete sempre davanti un muro.
e prima o poi me ne andro’ sbattendo la porta, non prima di avervelo messo almeno un po’ in culo.

Sotto la doccia (pensieri)

Ci stavo pensando questa mattina, sotto la doccia.

Tutte le volte che “on-the-net” ho cambiato la mia identità  virtuale. Passando da un blog ad un’altro. Cambiando.

Perchè a volte cambiavano le situazioni esterne, a volte quelle interiori.

Stavo rileggendo i vecchi archivi, che sono solo in locale sul mio (vecchio) iBook. Archivi di anni fa. E quanto ero diverso. Solo, nascosto, insicuro, con la necessità  di avere uno spazio mio e solo mio (e chissenefrega se non mi legge nessuno).

Poi qualche casino, una migrazione, un cambiamento. Di come vivevo i miei sfoghi online, di quel che doveva essere il mio blog. Che, però, è diventato sempre più stretto, indissolubilmente legato alla mia identità .

E così, un’altro cambiamento. Uno sdoppiamento, per la verità . Tentando di separare la mia vita personale dal lavoro, dalla mia passione. Senza però, diciamocelo, riuscirci bene. Senza riuscire a delineare (e alla fine è pure logico) confini netti.

E così, di nuovo, un cambiamento, recente. Su queste pagine, mescolando di nuovo tutto, facendo casini con le categorie e i tag, con un theme ancora a metà , che probabilmente rimarrà  abbandonato a se stesso come succede con molti dei miei (faraonici) progetti.

Ma stavo pensando. Stavo notando come è cambiato non solo lo stile in cui scrivo, ma anche gli argomenti stessi. Forse, un po’, come persona e come blogger, sono cresciuto.

Mi rendo conto che sono mesi che non scrivo più lunghi post lamentosi di quello o di quell’altro, per il lavoro, per gli “amici” o altro.

Forse sto guardando la mia vita con occhi diversi, occhi più comprensivi. O forse no. Forse è solo una mia impressione, perchè ci sono sempre cose, comportamenti, atteggiamenti che non sopporto. Ma forse non mi fanno così male, non mi danno così fastidio come prima. Forse sto diventando insensibile. O forse sto solo imparando, poco alla volta, a dare a ogni cosa il suo giusto peso.

Sicuramente è anche grazie alla serenità  interiore che sento sempre più crescere dentro me stesso. E per questo posso solo ringraziare chi mi è accanto. Chi mi ama, chi mi vuole bene come amico, chi mi apprezza come persona, chi trova piacevole perdere tempo con me online.

Sinceramente, mi sento sempre più forte. E in virtù di questa nuova forza voglio riuscire a mettere ordine nella mia vita, far chiarezza su alcuni punti, sistemare alcune (importanti) questioni lasciate in sospeso.

E, come al solito, mi son perso per strada, iniziando a parlare (scrivere) senza un filo logico. Di cos’è che volevo parlare in questo post?

Ma non capite che abbiamo capito che ci state (solamente) prendendo in giro?

Dunque. Prima partiamo con la citazione delle cose positive:

Dunque. Prima le cose positive.
Vodafone Lab è un ottimo progetto. Lo è nelle intenzioni e soprattutto nel design. Accogliente, moderno, ben disposto. Dovessi trovargli un difetto, direi che forse è modaiolo ma con quel leggero ritardo che dà  la sensazione di già  visto.
Poco male. Vista la situazione in cui versa il design di molti progetti internet (troviamo un nome migliore di “siti”? Io ogni volta che lo sento ho il voltastomaco) in Italia, direi che siamo di fronte a un buon lavoro.

Però…

Ora, però, c’è un problema. Il problema sta nel fatto che evidentemente Vodafone non è proprio abituata a conversare con i clienti. Cioè, lo fa, ma nel modo in cui è abituata. Con toni da comunicato stampa. Con una superiorità  ingiustificata. Con falsità .

E non posso che concordare in pieno con l’analisi di Federico. Però vorrei iniziare l’analisi in un modo un po’ diverso. Vorrei partire con calma. Vorrei partire da questo bel(?) post del Vodafone Lab:

Ebbene sì: ce l’abbiamo fatta! Se qui sul blog di vodafone lab siamo già  abituati ad avere anticipazioni in esclusiva sul mondo Vodafone, stavolta abbiamo davvero realizzato (perdonatemi gli inglesismi) un vero scoop da premio Pulitzer: le tariffe iPhone di Vodafone sono qui!!! 

Per riuscire ad ottenerle in anteprima abbiamo superato mille ostacoli, attraversato i sette mari e i settemila manager… vabbè, che ve lo dico a fare. Anche perché ogni parola in più che scrivo non fa altro che rimandare di un micromillesimo di secondo in più la lettura delle tariffe più agognate del secolo. 

Già . Sì, come no. Me lo immagino questo giuseppe sono uno che scrive parecchio. e nel tempo libero, faccio anche il rocker underground. molto underground che entra di soppiatto negli uffici dei settemila manager alla ricerca dei fogli (probabilmente scritti a mano, in pessima calligrafia) con abbozzate le tariffe per l’iPhone. Me lo immagino mentre di nascosto, dalla sua postazioncina in una delle sedi Vodafone (notoriamente separate tra di loro da sette mari), fa login sul Vodafone Lab e diffonde al popolino le agognate tariffe, ovviamente di nascosto, sperando di non essere beccato da quei settemila manager.

Già , sì, come no. Come se non fosse stato l’ufficio marketing (o stampa o stupidità ) a passargli la bella copia della tabella delle tariffe e a dargli l’imperativo: diffondile, facendo credere ai quanto-sono-stupidi-blogger che è una tua esclusiva.

Ma qual’è il bello? È che il buon giuseppe con la g minuscola vuole pure fare il 2.0. E non lo fa solo linkando la pagina di Wikipedia sul premio Pulizer, ma chiede persino ai lettori cosa pensano delle tariffe!

Insomma, noi il nostro dovere l’abbiamo fatto… adesso tocca voi: allora, cosa ne pensate delle tariffe per l’iPhone Vodafone??

E potete ben immaginare quale sia il tono dei commenti di risposta. Ci fosse un commento (uno, dico 1! Eal momento ce ne sono 99) di qualcuno che abbia apprezzato le tariffe.

Uno quindi pensa che un’azienda che tenta di dialogare con i clienti possa migliorare la propria offerta per andare incontro alle “esigenze” dei suoi clienti. Perchè sicuramente una mandria di (potenziali) clienti delusi comprerà  molto meno di una mandria di clienti (mediocremente) soddisfatti.

Uno pensa che è logico: Vodafone chiede ai clienti (puoi commentare sul Lab solo se sei cliente vodafone) cosa ne pensano delle tariffe. Noi clienti/potenziali clienti rispondiamo picche, mi-fanno-schifo-queste-onerose-e-ridicole-tariffe. E Vodafone, ovviamente, cosa fa? Riduce i prezzi? No. Aumenta i bonus inclusi? No. Aumenta il traffico dati? No. Aggiunge il wi-fi gratis nei loro hot-spot? No. Vodafone conferma le tariffe così come sono. Vodafone si giustifica.

Sì, Vodafone spiega il perchè della misera soglia di 600mb al mese inclusi. E qui continuando con il già  citato post di Federico aka Kurai…

 

Cioè, hai una massa di persone che si lamentano incazzate per gli assurdi prezzi di iPhone. Tu cosa fai? Rispondi con un post che puoi riassumere con: povero imbecille, tu credi che 600MB siano pochi. Che poveretto che sei, ora te lo facciamo vedere noi, che siamo molto più intelligenti di te (e infatti se compri iPhone da noi ti spelliamo vivo) cosa puoi fare con 600MB. Vuoi un esempio?

– Navigare in internet con Safari tutti i giorni per 30 minuti al giorno

Ohhh, ma questo cambia tutto!

Vero? Però mettiamo – per onor di cronaca – tutto quello che (secondo giuseppe con la g minuscola) possiamo fare con 600MB (anzi, meno) al mese:

Precisamente, con un consumo di 500MB al mese un utente medio puo’:

– Navigare in internet con Safari tutti i giorni per 30 minuti al giorno;
– Utilizzare Facebook per un totale di 30 minuti al giorno;
– Utilizzare YouTube due volte a settimana navigando fra i contenuti e vedendo 15 minuti di video per volta;
– Utilizzare Google Maps tre volte a settimana 10 minuti per volta;
– Utilizzare l’email in modalita’  push con check mail continuo e lettura/scrittura di 50 email al giorno;
– Utilizzare servizi di previsioni del tempo on line su sette citta’ al giorno;
– Utilizzare servizi di borsa online con un check di venti azioni al giorno.

E c’è da dire che questo giuseppe con la g minuscola è un genio a chiudere i post:

Ecco fatto: anche Vodafone adesso ha detto la sua. 🙂 
Come vedete, il dialogo con Vodafone e’ reale, qui nel lab, e per noi questo e’ davvero importante. Non credete anche voi?

Dialogo? È questo il dialogo? Sostenere che una persona che compra un’iPhone navighi per mezz’ora al giorno con Safari? Mezz’ora di Facebook (come se Facebook non si visualizzasse tramite Safari, nè), 10 minuti di Google Maps, quando hai un telefono che ha il GPS e puoi quindi usarlo come navigatore? E lasciamo perdere le previsioni e la borsa. E vogliamo parlare del traffico dati che può ciucciare la sincronizzazione di MobileMe? E Twitter? E Flickr? E il Reader?

Ma, comunque, continuo con il quote di Federico:

Lo capite dov’è l’errore? Lo vedete? Capite, signori di Vodafone, che state di nuovo trattando i clienti come vacche da mungere? Siete in grado di comprenderlo?

Guardate. Di aprire un blog, non ve l’ha ordinato il dottore. Non credete a chi vi dice che DOVETE farlo. Compratevi Naked Conversation, cercate di capirlo, fatelo vostro. E se pensate di continuare ad agire in un certo modo, allora evitate. Perché il blog per voi non riserverà  alcun effetto positivo. Sentite cosa dicono Robert Scoble e Shel Israel:

If you are a genuine bad guy, or part of organization of bad guys, don’t blog.

Ora, cari signori di Vodafone. Io non voglio pensare che voi siate dei cattivoni. E non credo che voi vogliate essere visti come tali. Cioè, se la gente pensa questo di voi, poi quando vi incontra al supermercato, vi passa avanti nella coda al banco formaggi, e non mi sento di dire che faccia male.

Però, allora, capite che se non siete dei cattivoni, allora dovete dimostrarlo. Altrimenti, per carità , chiudete tutto prima che vi scoppi in mano. Dimostratelo. Come? Beh, per esempio spiegandoci perché le nostre tariffe dati sono tra le più care del mondo. Lasciamo perdere iPhone, per un attimo. Spiegateci questo. Eh?

Che altrimenti, noi clienti, finiamo per pensar male. E per credere che sia così solo perché voi avete paura che il traffico dati vi porti via il traffico voce e quello SMS. Sareste ben miopi.

Ah, io qui ho una scheda Vodafone ricaricabile. Io l’iPhone non lo comprerò, almeno per ora. Ma ho necessità  di passare a una soluzione più stabile. Visti i vostri prezzi, credo che presto mi rivolgerò altrove: almeno dalle altre parti non fanno finta di conversare. Sono arroganti e malvagi and proud of it. Almeno son sinceri.

… Google maps per tre volte a settimana per 10 minuti. Oh, dear.

E io, qui, chiudo.

 

La gente strana che frequenta Google

Ok. È assodato. C’è gente strana che frequenta Google. E c’è gente ancora più strana che oltre a frequentare Google, lo interroga con strane query. E giunge tra queste pagine.

Qualche esempio? C’è chi cerca quali blog linkano il Blog di Gattonero con un “link:http://www.fermentigattici.net/”; chi si chiede “come faccio a sapere i cognomi che ci sono nelle vie delle strade”, chi cerca un “uomo stilizzato” (effettivamente, se sapessi disegnarne uno carino! O forse si riferiva alle silhouette? Di quelle ne ho un bel po’ nei miei archivi vettoriali); chi cerca “radio nei nostri luoghi” che mi fa venire in mente l’ultimo video dei Subsonica. E non so mica perchè.

Dicono che sia un bambinetto

C’è chi dice che io sia un bambinetto.

Ma questo test non ne è molto convinto:

Sei rimasto bambino per il 71%

Bambino in positivo. Le tue risposte al test mostrano che una parte di te è rimasta inalterata rispetto alla tua infanzia: questo ti permette di cogliere alcune sfumature della realtà  e della vita che a molti sono precluse, di percepire eventi e occasioni in modo spontaneo e privo di condizionamenti “adulti”, di esprimere i tuoi sentimenti e le tue emozioni con sincerità , ma non per questo senza il dovuto pudore. Ti trovi particolarmente a tuo agio con i bambini e loro ti apprezzano molto, perché la tua capacità  di tornare bambino insieme a loro fa sì che tu ti ponga al loro pari, senza perdere comunque di vista le responsabilità  educative e affettive che hai nei loro confronti. Allo stesso modo rispetti le convenzioni date dall’appartenenza al mondo degli adulti nelle altre sfere esistenziali. Non smettere mai di coltivare questi aspetti di te. Scrivici se hai apprezzato questo test.