Archivio mensile:Luglio 2008

18 luglio

Lo devo ammettere. Ero partito prevenuto. Ma loro mi hanno stupito.

L’home page, finalmente, è chiara, ordinata, leggibile. E mi piace un sacco la sezione “di cosa si parla a…” che sfrutta (anche se per ora l’algoritmo non sembra molto raffinato) il geotagging dei post. E, a Milano, indovinate un po’ di cosa si parla? Beh, del Gatto che si lamenta per l’errore di Skymino e della Vecchia Stazione Centrale secondo Byb. Sì, è di parte, parla di blog/persone che conosco e leggo sempre. Quindi mi piace.

Meno male però che il mio schermo finisce lì. Riesco a vedere fino a Torino. Se voglio leggere altro, devo fare scrolling. E non so perchè ho fatto un’operazione così faticosa, visto che poi mi sono trovato davanti lei. La classifica. Colei che – a mio avviso – non ha alcun senso di esistere. E che tanti putiferi ha generato nella blogosfera. E che continuerà  a generare.

Così ho chiuso la pagina. E ho aperto Memesphere. Sperando che queste pagine, prima o poi, verranno indicizzate pure da loro. Anche perchè, poi, come posso non adorare il loro copy?

Le parole rimangono nel tempo, ma appaiono nelle conversazioni a volte per pochi secondi.

Sinceramente

Sinceramente sono stufo di tornare a casa e trovarti sveglia, ad aspettarmi. E a iniziare una litigata appena giro la chiave nella toppa. Per dire sempre le stesse identiche cose che, tradotte, implicano che io possa mettere il naso fuori di casa solo per andare a lavoro e nient’altro. Neanche uscire nel w-end o anche solo andare a prendere un gelato in piazza. E no, non dirmi di telefonarti. Perchè sai benissimo che è solo ipocrisia. Visto che poi litigeresti al telefono, con tuoi no, no, no, no. E ti chiuderei il telefono in faccia. 

 

Io non posso, non riesco a continuare così. Mi spiace.

Soddisfazioni. O quasi.

Gentile xxx,
le comunichiamo che ha sostenuto positivamente il test di ammissione al corso di grafica

olè!

La informiamo che quest’anno il Comune di Milano ha deciso di valorizzare i propri corsi di eccellenza introducendo criteri di selezione più articolati.

Per il corso di grafica e di illustrazione è prevista anche la valutazione di titoli di studio e di eventuali esperienze, per questa ragione le chiediamo di inviarci un sintetico curriculum che ci consentirà  di perfezionare la sua valutazione

Doh!

Miracoli della voce sul protocollo internet #2

Ieri notte altro sbalzo di tensione nel quartiere.

E, istantaneamente, mi salta l’adsl. Portante azzerata, completamente.

Oggi, altra telefonata al call center. Risponde massimo, gentilissimo. Gli espongo il problema. Lui mi fa l’interrogatorio. Perchè, insomma, avevo già  chiamato due giorni fa e dalla scheda risultava che i suoi colleghi mi avevo già  detto che ci sarebbero volute dalle 48 ore ai 7 giorni per risolvere il guasto. Gli faccio presente che quel problema era stato risolto, ieri funzionava tutto, ma ora è saltato di nuovo. Mi risponde che, insomma, i suoi colleghi me l’avevano già  detto. Dalle 48 ore ai 7 giorni. Quindi era normale. E poi, insomma, se si opera sul canale voce, è normale che magari a volta salti l’adsl. Al che sto zitto. Lui sta zitto. Dopo un mi chiede se c’ero ancora. E se avevo capito, quello che mi aveva detto, che già  mi avevano detto i suoi colleghi. Mi dice che non ha più nulla da dirmi e mi riaggancia.

Ed è stato maleducatissimo. Se non l’avevo già  detto. E se non s’era capito.

PS: io sono in VoIP.

Motociclisti. Hoavutotantapaura.

Stavo tornando a casa, distrutto da una giornata niente male a lavoro.

Calmo, tranquillo per la mia strada. Strada che, nello specifico, passando nel sottopasso di Scarampo/Serra, si restringeva ad una corsia (quella di sinistra), visto che (dice il Byb) lo stanno imbiancando.

Fatto sta che me ne esco calmo e tranquillo dal sottopasso ristretto ad una corsia, andandando alla mia bella e tranquilla andatura cittadina post lavoro e metto la freccia per tornare sulla prima corsia di destra, visto che – si sa – di notte ci sono pazzi che vogliono sfrecciare.

Finalmente non arriva più nessuno e inizio a spostarmi sulla destra e – come me – noto che vogliono fare la stessa manovra anche altre macchine più indietro. Esco quasi dalla mia corsia e compare, all’improvviso, nell’angolino dello specchietto, un motocicista. Arriva da un’altra strada che si immette su quella che stavo percorrendo ora. Entra nella corsia di accelerazione, supera una macchina sulla prima corsia, entra sulla seconda e continua a spostarsi sempre più verso sinistra, per entrare sulla terza corsia, ad elevata velocità .. e sembra quasi che mi punta. Do’ una brusca sterzata (ed una frenata) per evitarlo e lui incurante continua alla sua velocità  e lo vedo scomparire, lì davanti a me, zizgagando.

E io, in realtà , ho avuto paura.

Paura di uno che arriva a velocità  folle da un’altra strada, si è buttato sulla “mia” strada, ha superato tutto e tutti e mi ha tagliato la strada (3 corsie + quella di accelerazione bruciate in un secondo). Ho avuto paura di uno che percorre a quella folle velocità  una strada pericolosa, piena di buche, in piena notte. Ho avuto paura di non riuscire ad evitarlo e che lui si schiantasse contro la mia portiera. E mi sono immaginato la moto sbalzata chissà  dove, lui per terra, la telefonata al 118, l’ambulanza, i lampeggianti della polizia, il traffico bloccato. Ma ho avuto paura anche di controsterzare troppo e finire contro la barriera in cemento e prendere il volo. E farmi male, distrugger la macchina. Così, per nulla, per colpa sua.

E non lo capisco il desiderio di velocità , di infrangere i limiti, di mettere a rischio la propria vita (cavoli, vai in giro su due ruote, mica in un cassone con quattro!) e degli altri. Sì, anche degli altri. Perchè, credo, se uno ti viene addosso e si fa male, tanto male, e non è neanche colpa tua, certamente non stai bene, ti senti un po’ la causa di tutto. O almeno, io mi sentirei così.

E così per tutto il viaggio ho avuto questa bruttissima sensazione addosso. Sì, ok, va bene, non è successo nulla. Me se non mi fossi accorto che arrivava? Se non avessi sterzato e frenato in tempo? Se mi prendeva in pieno?

Ci sono eventi, attimi che mi rimangono impressi.

E continuo a pensarci, ragionarci.

Forse troppo.

E a starci male.

Forse troppo.

 

PS:  Uscita obbligatoria al casello di Arluno. Autostrada ristretta da 3 corsie ad una sola. E un pazzo, il più furbo di tutti, che arriva a tutta velocità  sulla seconda corsia. Vuole rientrare, visto che nel giro di pochissimo la corsia diventa unica. Peccato che sull’unica corsia disponibile c’ero io. Con la mia solita andatura tranquilla da profonda notte, su un’autostrada letteralmente tempestata di lavori in corso, da anni. E così mi vede, capisce che non può rientrare e tira dritto, tirando su tutti i segnalini “restringi corsia” ed evitando per un soffio una ruspa lì parcheggiata. Senza abbassare minimamente la velocità . Altro spavento. Ma continuo con la mia solita velocità . Esco col telepass. E indovinate lui dov’è? È fermo al casello, in coda, per pagare in contanti.

Non ho parole. Ma quanto è stupida e scellerata la gente?

duepuntosei

Ho aggiornato (con un po’ di timore) a WordPress 2.6

Funziona tutto a meraviglia.. beh, inzomma, come prima. Ovviamente il flash uploader continua a non funzionare. Ma dicono che sia colpa di Tophost (maledetti loro e i loro dieci euri annui per tenere online questo blog!).

Il plugin delle statistiche però sembra essere saltato e ora ho un blog duplicato: ho le statistiche prima e dopo l’upgrade. Uff!

Però, alla fine, chissene. Ora, forse, potrò scrivere il post che avevo in mente.

Miracoli della voce sul protocollo internet

Basta un piccolo (piccolo?) temporare per far saltare il flebile e ridicolo segnale adsl che arriva in casa mia.

E, di conseguenza, salta anche il telefono. Miracoli dell’only-VoIP.

Una mattinata persa a suo di telefonate (via cellulare) al servizio clienti. Che, ovviamente, non riesce a capire perchè non mi funzioni nulla.

E ti pare che la linea – per caso – possa decidere di ritornare da sola?

E fuori cade la pioggia

Finito presto, oggi, a lavoro.

E si torna a casa, mentre fuori cade la pioggia.

Tuoni e lampi riempiono e illuminano il cielo.

Esteticamente t belli, favolosi: quell’istante di luce abbagliante disegna strane figure.

Ma sono anche inquietanti. E apocalittici.

Una voce, però, mi tranquillizzava, mentre la macchinina camminava pian piano verso casa.

Ma poi, comunicazione interrotta e telefono scarico.

E il viaggio, solitario, verso il riposo, arrivando poco prima che un fulmine togliesse la corrente la corrente all’isolato, bloccando il cancello automatico, e il suo tuono scuotesse i vetri.

Davanti alla porta di casa, tutti i gatti, infreddoliti e impauriti. Una carezza a tutti, prima di entrare e pensare alla cena e al riposo..

Banalmente, auguri!

Capita che sia il caso, mentre sono in coda, che ci faccia incontrare.

Capita che il tuo lui, poi, si diverta a prendermi in giro.

E capita pure che – chissà  come – decida di fare lo sbruffone e di autoinvitarmi a cena con voi, in attesa che inizi l’evento.

Capita pure che alla fine dell’evento ci sia uno scambio di bigliettini da visita.

E inizia, nel buoio di quella notte, uno scambio di email.

Dopo un sacco di tempo, ci si rivede, una sera, a Bergamo. E inizio ad amare quella città .

Poi capita che io diventi un noi.

E ho un nuovo invito per Bergamo, per una festa di un tuo collega. Ma chi pensava che non sarebbe stata una noiosissima festa in giacca e cravatta con perfetti sconosciuti? Chi pensava che anzichè essere un io, potevo essere un noi, senza problemi?

E continua a crescere qualcosa. Le confidenze, i consigli, un sentimento di affetto e amicizia che diventa sempre più forte.

E poi, finalmente, ti presento il mio “noi”.

Giretti e cene a Milano e a Varese, altri compleanni, cenette nella tua fantastica casa per guardare San Remo in versione retrò, un po’ di idee e progetti miseramente falliti.

E l’annuncio di quel che succederà  l’8-8-8, qui.

E la mia felicità , la nostra felicità , per te, per voi.

E la certezza, avuta ormai qualche giorno fa, che quella felicità , quei momenti, quegli attimi li condivideremo con voi e saranno per sempre impressi nella nostra memoria.

Ma oggi, alla fine, posso fare ben poco.

Oggi posso solo farti gli auguri per il tuo compleanno.

Auguri,

Francy,

auguri.