…e tutto l’inverno non è bastato ad aggiustare i condizionatori.
Ottimo.
…e tutto l’inverno non è bastato ad aggiustare i condizionatori.
Ottimo.
È che uno non ce la fa.
Decide di staccare dalla brutta situazione passando una serata in compagnia di un po’ degli storici amici del paesello.
Succede che uno sente tutto il peso dei giorni appena trascorsi e

Ecco.
Quello qui a destra è ciò che può succedere alla finestrella di Gtalk se ci si fida del Google Sync che sfrutta un server Microsoft Exchange per gestire contatti e calendari e sincronizzarli sia col Mac che con l’iPhone.
Non parliamo poi dei contatti duplicati, delle fotine che dal mac non passano su Google e quindi non arrivano all’iPhone.
Ecco, questo è quello che succede quando uno vuole mettere un po’ di ordine e tenere tutto sincronizzato, per avere gli stessi dati, ovunque.
Una bella gatta da pelare, questa qui di gtalk, anche perché è quello che uso di più. Uff, uff e sbuff.
Ho appena ricevuto una mail da Schmap.
Hanno incluso la mia foto delle sculture di Javier Maràn davanti a Palazzo Reale in una delle loro guide.
Qui si trova la versione desktop, qui la versione ottimizzata per iPhone.
E se voglio posso creare un widget da mettere su questo blog, ma no, non lo farò.
Lo metterò solo all’interno di questo post.
Uno ha delle buone intenzioni, vuole provare un po’ di dialogo.
Ma quando si sente rispondere un ma dovevi proprio andare (a perdere tempo) [ndl: al Telefilm Festival, a vedere un film in anteprima che chissà noi quando vedremo] tutte le buone intenzioni crollano, letteralmente e istantaneamente.
Per non parlare, poi, di tutto quello che si è generato dopo.
Possibile che un cavolo di negozio in centro Milano, enorme, forse uno dei più grandi di Wind, non abbia una graffetta (una, dico una, di quelle che ci sono in qualsiasi ufficio!) per aprire lo sportellino SIM di un iPhone?
Cavoli loro.
La portabilità poi sono andato a farla nella cittadella di provincia colorata. E son stati molto più gentili e attrezzati.
L’altra notte è stata rilasciata la v2.0 di Twitterrific per iPhone.
E al momento non ci sono parole per descrivere il salto di qualità che ha fatto questa app. Multiaccount, pubblic time line, search e trends, filtraggio messaggi, retweet, una schermata autore notevolmente migliorata, shortcut personalizzabili.
Wow!

Google celebra così l’inizio del Giro d’Italia, che raggiunge, quest’anno la sua centesima edizione.
21 tappe e 3.395,5 km, su e giù per la penisola, partendo da Lido di Venezia, facendo un breve salto in Austria, passando da Milano, Torino, Forlì, Chievi, Avellino, Napoli fino ad arrivare a Roma.
Oggi, come già anticipato, c’è stata la toccata e fuga al Telefilm Festival 09 organizzato da TV Sorrisi e Canzoni all’Apollo Spazio Cinema in pieno centro a Milano.
Prima di arrivare però, vista l’ora della proiezione, conveniva mangiare. E così, in compagnia di questo losco figuro (:D), ho tradito la mia fede incondizionata per Ronald McDonald e mangiato da Burger King. Anche se ho preso le stesse identiche cose. Le Nuggets King, Coca e patatine, spendendo, praticamente, gli stessi soldi.
Dopo di corsa (ma con calma) all’Apollo, dove mi sono incontrato con i colleghi, uno dei quali ha attirato l’interesse di qualcuno. Accredito e poi giù nel vortice TF09.
A momenti non trovavamo la sala, l’Urania, mandando in crisi persino un assiduo frequentatore del posto.
Ci sediamo e vogliamo strangolare un tizio che stava tenendo un comizio (inascoltabile) su serie tv, star, starlette, belle, belline, fighe da ti do una botta e ti distruggo. Peccato che lui fosse palesemente dell’altra sponda. Povero lui.
Si spengono le luci. Il tizio si zittisce, inizia 24 Redemption. Ma mi sorge qualche dubbio. Dov’è il timer? Perché non è iniziato con l’avvertimento che gli eventi sono narrati in tempo reale? Dov’è la mini sigletta? Perché non dice dove siamo e ci catapulta direttamente in una scena aperta, così a metà ? Mi rispondo che magari è per il film e hanno cambiato un po’ le regole.
Finalmente compare lui, Jack Bauer. Nessuna spiegazione, nulla che dica perché è lì. Qualcosa non torna, troppe cose lasciate in sospeso.
Ma vabbè. Ci gustiamo il film. Poi, cambio di pellicola o cd. Seconda parte. Compare l’avvertimento. Ci dice dell’ora (dalle 4pm alle 5). Si vede il timer, poi l’indicazione del luogo degli eventi. Ah che strano, penso. Magari quello di prima era una introduzione un po’ lunga.
Succede quello che succede. In stile 24. Ma arriviamo alla fine dell’ora. Ed è ancora tutto aperto.
Cambio di cd. Qualcosa non torna. Ma questo sembra quasi un flashback di quello che è successo prima. No, calma, com’è possibile? In 24 è fondamentale lo scorrere del tempo. Non possono assolutamente esserci flashback. Poi la sigletta. E l’avvertimo. E l’orario: dalle 3pm alle 4pm. Sacrilegio! Hanno confuso i dischi e proiettato con la sequenza sbagliata. Un po’ di rumori in sala, riaccendono le luci. Parliamo con quella davanti a noi, che ci chiarisce alcuni dubbi, visto che io mi ero perso la questione “film”.
In pratica, era partito come progetto di un film, ma poi hanno cambiato tutto e l’hanno reso un doppio episodio, che fa da ponte tra la 6ª stagione (che devo ancora vedere) e la 7ª (che non so se hanno già iniziato a trasmettere in USA).
Comunque alla fine decidiamo di vedere la parte che manca. E così si risolvono tutti quei dubbi che avevo. Si spiega il perché della presenza di Jack Bauer in quel posto dimenticato dal mondo, tornano tanti piccoli dettagli, si scopre qualcosa di più su certi personaggi che prima non avevano neanche quel minimo di presentazione tipica di 24.
E ora niente.
Devo assolutamente vedere la 7ª stagione.
E gli sceneggiatori sono stati dei geni. Perché con questo (barbaro) trucco del TV movie hanno potuto aprire un’importante parantesi narrativa per spiegare un po’ di cose senza andare a “rubare” del tempo alle 24 ore del day 7. Se non l’avessero fatto, si sarebbero ritrovati a dover gestire l’ennesimo ritorno di Jack senza poter dare spiegazioni, soprattutto sul perché sia in manette…