Potere dello stop motion

Io, sinceramente, sono sbalordito. È bellissimo!


This Is Where We Live from 4th Estate on Vimeo.

La 4th Estate, casa editrice indipendente rilevata otto anni fa dalla Harper Collins, compie 25 anni. Questo filmato, realizzato dagli Apt Studios, ne celebra i successi e la storia. Tutto in stop motion. Tre settimane di duro lavoro in cui son stati ‘usati’ centinaia di libri. Il risultato è qui sopra.

Via Madmark via psiko

Questo non è un post

Giornata decisamente interessante.

Per la compagnia, per la mostra, per il freddo, per Javier Marà­n.

Sulla mostra di Magritte, beh, nulla da dire, a parte l’interminabile coda. Eppure c’è stato tutto il tempo di fotografare i cavalli di Marìn, messi proprio lì di fronte a palazzo reale. Una serie di 3 gruppi di statue, in resina (credo), raffiguranti cavalli e cavalieri, leggermente storpiati. E vederli in quella strana situazione, tra polizia municipale veramente a cavallo, camionetta dell’esercito e un sole che illuminava di rosa la parte superiore del Duomo è stato veramente strano.

Ovviamente nella mostra non c’erano i pezzi forti. Ma mi è piaciuta. Ci siamo presi il tempo che ci serviva per guardare i quadri, leggerne le etichette, capire le scritte sui muri. Un’organizzazione della mostra non cronologia per soggetti, che faceva quindi perdere il concetto di tempo. Poche, quasi nulle, le spiegazioni, tranne scritte bianche sulle pareti grigie. E fermarsi davanti a quadri e dire cavoli che bello, anche questo è fantastico. Perchè tra piante che diventano colombi, donne che diventano statue del cielo, foglie che sono alberi non c’era altro da fare che evitare di capire e rimanere ammaliati. I giochi dei colori, i soggetti che diventavano sfondo, le tende impossibili. Bello bello bello.

Su flickr, le foto della giornata. E no, questo non è un link.

Cercavo una foto di un quadro che adoro. E da Google è saltato fuori questo. Come non postarlo?

 

Lost

Non c’è dubbio.

È la mia specialità .

Quella di prendere, perdere e fermarmi.

Immobilizzato, come se nel momento in cui il cervello si accende, tutto il resto non ha più energia per fare nulla.

E così, partono i pensieri.

Su oggi, ieri e domani. Sulle cose da dire e da fare. Sui sogni da realizzare e quelli infranti. Sugli errori, sulle speranze. Sugli amici, sui colleghi, l’ufficio e l’uni. Sul tg e sui giornali, su di me, me e me. Di quanto sono bello e brutto, stupido e intelligente. Di come potevo gestire meglio quella situazione o di come invece sono stato bravo a gestirla. Sulle frasi dette e pensate. Sugli amici di oggi e quelli di ieri. Sugli amici vicini e quelli lontani. Soprattutto quelli lontani, che non vedo, non sento, mi mancano. Ma mi manca anche chi è molto più vicino.  Pensieri su come organizzare la giornata successiva, quando fare le varie consegne, sul freddo e su quanto è bello l’inverno. Penso a frasi, lette, sentite, che rimangono intrappolate e vengono lette, sentite, di nuovo, all’infinito. Per sviscerarne il significato più recondito, per imprimerle indissolumilmente o semplicemente per farle andare via, ma rimangono invece blocccate.

E tutto non ha senso. Perché è la solita inutile accozzaglia di pensieri che si scontrano. Senza un perché. Perché è inutile pensare a quel che non c’è più o a ciò che non si può ottenere. Perché è inutile perdere tempo a rimuginare su cose non dette, non fatte o ormai dette e fatte male, sbagliando. Perchè non ha senso organizzare il futuro se poi non si riesce a tener fede neanche al più semplice todo appuntato su un post-it volante.

Eppure succede. E quando succede, va avanti all’infinito. Percéè sono troppo sensibile all’esterno. Tutto viene immagazzinato e rielaborato. E perdo tempo, imbambolato. Oppure non dormo, fissando il soffitto, mentre mi accorco, con orrore, dei pensieri che corrono.

E non ha senso, ora. Perché fa freddo, è tardi, è tempo di andare sotto le coperte.

Però non ne ho voglia. Oppure ho paura. Paura di quel che succede prima del sonno, paura di chiudere un giorno in cui poco é stato fatto, paura di avviarsi verso il domani.

[Flickr moment] Ricordi e particolari

Ricordi e particolari [su Flickr!]

Ricordi e particolari - su Flickr!
Ricordi, di un’estate che è ormai passata.
Ricordi, di un 888.
Ricordi, di quel mare limpido.
Ricordi, di quel cielo così azzurro.
Ricordi, dei viaggi su quella Mini, in buona compagnia, la sera, di giorno, quando non era il caso di prendere il Motoronzo.

Pensando a quanto un piccolo particolare, possa raccontare così tanto di due magnifiche persone.

Polemiche sterili [bla bla bla]

Ho sempre odiato le brandizzazioni fatte dai vari operatori telefonici, in paricolar modo quelle di Vodafone e di Tre, sempre particolarmente pesanti. Vodafone, soprattutto, è quasi sempre riuscita a eliminare in ogni traccia di colore dalle interfaccie all’infuori del suo bianco/rosso/blu. Ovvero: bleah!

E ora, con lo Storm, con queste icone minimaliste, leggere, semplicemente accennate su un fondo nero, mi ha a mettere quella maledetta icona del vodafone live! con campitura piena!? 

Non si smentiscono mai, nemmeno nel 2008 (e meno male che Apple è riuscita a non far personalizzare in nulla, se non nelle impostazioni e nei preferiti di Safari il suo iPhone!).

Salotti #2 e coinquilini vari

Every minute we lose 40 acres of our forest.
Will you take him into your home when he no longer has his?

Sinceramente, se avessi un salotto così, un serpente non lo accoglierei in casa, ma quel bel micione (forse) sì 🙂

Advertising Agency: Publicidad Comercial Lowe Honduras
General Creative Director: Juan Jesàºs Martà­nez
Creative Director/ Copywriter: David Cruz
Art Director / Illustrator: Franklin Guevara
Published: October 2007

Via Ads of the World
AFE: Snake
AFE: Jaguar
AFE: Deer