Ieri, Moleskine.
Oggi (anzi, questa notte) l’amara scoperta: è quella con i fogli spessi.
Ma veramente spessi.
ARGH!
Però, insomma, ci posso scrivere col mio Stabilo.
So good.
Ieri, Moleskine.
Oggi (anzi, questa notte) l’amara scoperta: è quella con i fogli spessi.
Ma veramente spessi.
ARGH!
Però, insomma, ci posso scrivere col mio Stabilo.
So good.
È partita la campagna sicurezza in ufficio: porte di sicurezza fortificate con blocchi (che impediscono la fuga in caso di necessità ), striscia-badge per entrare nelle stanze del potere, una nuova porta blindata che fa assomigliare l’entrata dell’ufficio ad un ufo (o ad una enorme lavatrice, se preferite).
In tutto questo, al momento, la porta della sala server è aperta. Una miriade di sbarluccicosi xServer e altri Hp, con un favoloso, rumoroso, inefficace sistema di raffreddamento: un ventilatore, bianco, messo su una sedia.
O.o
Oggi.
La mia prima Moleskine.
Un acquisto un po’ turbolento, di corsa, alla Mondadori vicino all’ufficio prima di iniziare a lavorare. Scelta (anche se le mini-mini-mini-Moleskine mi tentavano un sacco?) e pagata.
Poi l’idea che potevo comprare qualcosina per Love. Non propriamente il regalo, ma qualcosa che può far comodo ad entrambi :P.
Così rientro in negozio, punto lo scaffale, prendo (con un po’ di dubbi), compro e.. non pago, visto che la carta di credito (usata 3 secondi prima) non funziona più. E no, è impossibile che io abbia superato il massimale. E vado (grrrr) di bancomat, che funziona.
Poi lavoro. Lavoro. E ancora lavoro.
Poi pausa. Mi fermo al bancomat: macchinetta decide che la mia carta (il bancomat, usato un paio di ore prima in negozio) non è valida e con disgusto me la sputacchia fuori.
Rimango ancora con zero euri nel portafoglio e un po’ di debiti con i colleghi, visto che non riuscivo neanche a pagarmi caffè e brioches. (No, non mi danno più i Ticket, per chissà quale motivo).
Però carta e bancomat che fanno le bizze nel giro di poche ore, praticamente il giorno prima di partire per Atene e la Grecia, non è (affatto) un buon segno.
Domani urge una visitina in banca.
Ci sono giornate che sembrano non finire mai.
La stanchezza, il peso del lavoro, il sonno, l’idea che nel giro di una trentina d’ore toccherò il suolo greco..
Dai, giornata, finisci!
Ridendo e scherzando, siamo arrivati al -2.
ARGH!
La ricetta:
Il Procedimento:
Aggiungere camion messi di traverso, camion che tentano di fare retromarcia dalle corsie bloccate, atuomobolisti in coda, imbecilli che arrivano a tutta velocità e si infilano tra le macchine in coda o tra i camion (imbecilli) che tentano di fare manovra (eppure è così facile!).
Il risultato:
Arrivare a lavoro già stressato.
Zetterling disegna così (per il quotidiano svedese DN) la situazione italiana.
Povera Giustizia, poveri noi.

Sono un fan del floreale. E, per forza di cose, un tappeto così, lo voglio assolutamente.

È Ethereal di Esti Barnes per Top Floor: rifinito a mano e disponibile in ogni colore e dimensione. Sbav sbav!
Via Step by Step by Hoshiina
Una raccolta di venti cover musicali ricreate con i Lego, qui. Belle, vero?

Via Step by Step by Hoshiina
E intanto, uscito dall’ufficio, sono rimasto a parlare un po’ con miei pochi ma buoni colleghi preferiti. E una cosa (di quanto scritto qua sopra) tira l’altra. Ci siamo confrontati ed è rassicurante perchè vuol dire che non sono io il matto che non capisce, che interpreta male le cose.
E però una cosa ha tirato l’altra. Ed è passato, volando, tanto tempo, troppo tempo. E non ho più potuto fare un saltino da te, vista l’ora ormai tarda. E mi spiace. Prima, la promessa via Gtalk, poi i controlli da finire (con i colleghi già spariti), poi l’escooradall’ufficio, la chiaccherata con i colleghi e poi l’ultima chiamata.
Salito in macchina ho provato a chiamarti, ma il Motorola era spento. Altri mille dubbi che mi sono venuti, assieme a tutti gli altri che già frullavano in testa. La possibilità di un’arrabbiatura da una parte, la possibilità che tu fossi già tra le braccia di Morfeo dall’altra, la speranza che si era solo scaricato il telefono e di poterti trovare online, più tardi.
E invece, purtroppo, no.
E io, come al solito, quando non so, sto male.