Tempo

Questa giornata non passa più. Nel gruppo di lavoro si respira una brutta aria. Anzi, ci sono un bel po’ di cose che non piaciono. E così, pur se mi stavo divertendo ad impostare lo speciale (finalmente qualcosa di anche solo lontamente creativo!), in realtà , oggi, mi sembra che il tempo non passi più. E non vedo l’ora di salire in macchina e viaggiare verso casa. Magari è solo colpa dell’estate che sta arrivando e della stanchezza accumulata. Però, al momento, non ce la faccio più. E meno male che sono sull’altro tavolo, per i fatti miei, dando le spalle al mondo.

Poche semplici regole per arrivare a lavoro già  stressato

  1. Ricordarsi all’ultimo che il casello dietro casa è chiuso.
  2. affrontare l’attraversamento di ben 3 paeselli, inserendosi nel serpentone di macchine dirette verso l’autostrada
  3. vedere un camion tagliarti la strada, ad un semaforo, che per lui era rosso
  4. sbagliare strada alla rotonda successiva, perchè, sovrappensiero stavi andando col pilota automatico verso gli amici della grande città , non verso la lingua d’asfalto che ti condurrà  al lavoro
  5. fare inversione, un po’ sporca, al semaforo succesivo
  6. trovarsi davanti un camion che va a 20 all’ora
  7. il suddetto camion ti abbandona solo alla rotonda del casello dell’autostrada. Oltre al danno, la beffa
  8. in autostrada ci sono un po’ di soliti imbecilli
  9. a Milano ci sono un po’ di soliti imbecilli
  10. stanno ancora intonacando quel cavolo di sottopassaggio
  11. un camioncino esce dallo stop (senza passare dal via), ti taglia la strada e inchioda, per entrare in un parcheggio
  12. mentre hai la freccia sinistra lampeggiante, perchè devi andare a sinistra, un mercedes nero tenta di superarti, a sinistra, perchè deve andare dritto
  13. esci dalla macchina e schiatti nell’afa milanese
  14. arrivi in ufficio, fai presente che stanno facendo un po’ di casino con i tuoi stipendi e le risposte non ti convincono

Soddisfazioni

Più di un anno fa ero stato contattato da una ditta per rifare il loro sito internet. Nel frattempo, però, avevano bisogno di aggiornare i dati sul loro vecchio sito, in fretta e furia, in previsione di una fiera. Avvisato dal venerdì per il lunedì. Lavoro fatto, il più velocemente possibile, litigando con un sito pessimo, in flash, a pagine singole. Assurdo.

E poi, parte il lavoro di progettazione del nuovo sito. Un paio di bozze di design presentate, mentre pensavo al motore che lo avrebbe gestito. Mail mandate e mai una risposta ricevuta. Quando chiamavo, erano sempre troppo impegnati.

E oggi, hanno chiamato. Sì, beh, ecco, insomma avevamo quel discorso in ballo per il nuovo sito. Poi, nel caso, se non puoi più seguirlo, ci mettiamo d’accordo per pagarti quella parte di lavoro che comunque avevi già  fatto.

Queste son soddisfazioni. O no?

Statistiche

Numero totale di foto fatte alla festa a sorpresa per Francesca e Nicola di sabato: 6

Numero totale di foto in cui si riconoscano almeno lontamente i soggetti: 2

Ora, va bene che era notte, va bene che anche io – col senno di poi – non ho praticamente fatto foto perchè c’era troppa gente che non conoscevo e stranamente non mi era preso il morbo da cinesino. Però questa minuscola ultrasottile ultracompatta ultra (ai tempi) costosa Nikon Coolpix S6 ha rotto il c**** (© 2008 by Francesca), soprattutto in notturna.

Appena il conto in banca lo permetterà , arriverà  una più che valida sostituta. Canon EOS 450D o Nikon D60?

L’inizio della settimana

Ok, per me è già  finito il primo giorno lavorativo della settimana. Così, fortunatamente, domani non avrò la crisi del lunedì, come succede alla maggior parte di voi. E, ancora più fortunatamente, di solito la domenica è un giorno tranquillo, quindi non è neanche troppo doloroso tornare in quell’ufficio.

Beh, questo di solito. Non oggi. Non oggi, tra persone in ferie, colleghi malati e uno “speciale estate” da preparare assolutamente il prima possibile, per non ritrovarci all’ultimo momento a strapparci i capelli.

Risultato? Io ho seguito lo speciale estate. E non ho avuto un secondo libero. È già  tanto se sono riuscito ad alzarmi dalla sedia. Finchè, verso le 22.30 la mia collega/responsabile annuncia “Ciao io vado, ho controllato tutto, c’è solo da finire le prime”. Quella collega/responsabile che non più di una settimana mi ha addossato la colpa di un errore dinanzi al grande capo.

E quindi? Niente. Io ho continuato con il mio speciale (e il più, fortunatamente, è fatto), lo stagista ha finito le prime, le abbiamo inviate e mentre attendevamo la conferma da parte della tipografia (a cui avevano comunicato un numero di pagine errato) abbiamo finito un’altra pagina dello speciale. Così siamo usciti da lavoro alle 23.30, assieme ai giornalisti (è un fatto rarissimo, visto che loro iniziano prima di noi grafici e finiscono – ovviamente – prima).

Lei, bella bella, su una poltrona del Bicocca Village a godersi Batman. Io, stanco, in macchina mentre affrontavo l’autostrada con occhi un po’ troppo pesanti.

No comment.

Anticipazioni

Appena tornato da una splendida serata a Bergamo. Una casa bellissima, il fortissimo senso di famiglia che ne traspare, una vista meravigliosa. Poi, loro, gli sposini. E un gruppo di 30 e più amici per festeggiarli. Ma queste sono solo anticipazioni nella notte, pensieri sparsi.

* questo post è stato scritto alle 2 e passa di notte, appena tornato a casa. Una serie di pensieri sparsi, scritti velocemente, via iPhone, mentre il sonno mi assaliva. Avevo controllato l’assenza di accenti prima di inviare il tutto, ma mi hanno fregato lo stesso. Ora non mi ricordo cosa avevo scritto, a parte quella frase in corsivo, che magari non era neanche così. Il resto è perso, per sempre, nei meandri di questo internet..

Il buongiorno si vede dal mattino

Ieri sera ho fatto tardi, tardissimo, davanti al mac, come al solito.. E ovviamente oggi avevo sonno, tanto sonno.

Alle 10, arrivano in camera mia, mi alzano le tapparelle con quella maledetta luce solare che mi batte diretta sugli occhi e mi tirano indietro le coperte, giusto per svegliarmi.

Dopo un po’ mi alzo, con gli occhi completamente chiusi, tiro di nuovo giù le tapparelle e mi rimetto a dormire.

Ma per loro no, dovevo alzarmi. E iniziano a stressarmi, che è tardi, che ho dormito abbastanza, che settimana prossima parto e non ho ancora preparato nulla. Ovviamente, loro sono arrabbiati. E sono talmente addormentato che capisco solo qualche parola ogni tanto in un bla bla bla continuo e fastidiosissimo.

Così, si va avanti per due ore a suon di tiro su/tiro giù le tapparelle, di coperte tolte e di urla varie. Finchè, alla fine decido di alzarmi, verso mezzogiorno.

Probabilmente uno zombie ambulante avrebbe avuto una cera migliore della mia.

E quindi, la beffa: “ah, ma avevi veramente sonno?”

No, figurati, stavo solo giocando a far finta di dormire, che è così divertente sentirvi urlare!!!!!