Cala la maschera del clown

L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al parlamento europeo. Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poimelodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente.
Molti potrebbero dire che l’Italia non è l’America, che l’etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. Ma questo è un ragionamento insensato e condiscendente. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è. E, come gli americani, giudicano spregevole il cover-up.
A suo merito, la Repubblica ha continuamente sollevato domande al primo ministro sulla sua relazione con Noemi Letizia, e alla maggior parte di queste domande non ci sono state risposte soddisfacenti. Quando e dove egli ha conosciuto la famiglia della ragazza? Mr. Berlusconi chiese di avere fotografie da un’agenzia di modelle per iniziare i contatti con la signorina Letizia? Che cosa c’è di vero sulle notizie di party con decine di giovani donne nella sua villa in Sardegna? Mr. Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in parlamento. Ma non ha certo riassicurato i suoi critici con la sua iniziativa per bloccare la pubblicazione di 700 fotografie che potrebbero mostrare cosa succedeva a quei party. Né lo aiuta il suo sventurato ministro degli Esteri, che ha provato a difenderlo sottolineando che l’età  per il consenso (a rapporti sessuali, ndr.) in Italia è 14 anni, come se ciò fosse rilevante.
Qualcuno potrebbe dire che tutto ciò non riguarda i forestieri. Ma gli elettori italiani, alla vigilia delle elezioni europee, dovrebbero riflettere sul modo in cui è guidato il loro governo, sui candidati selezionati per Strasburgo e sul livello di sincerità  del premier.

Editoriale del  Times
via
Spetteguless

Relatività  del tempo

TopHost continua ad avvisarmi che mancano solo 14 giorni alla scadenza di questo dominio (e dello spazio web collegato).

Peccato che sia da almeno 2 mesi che per Tophost mancano solo 14 giorni alla scadenza di questo dominio (e dello spazio web collegato).

Peccato che è da almeno 3-4 mesi che mi sono trasferito su DreamHost e TopHost non gestisce questo dominio (né lo spazio web collegato).

Touché.

La mia memoria non funziona, fortuna che gmail sì. Quindi meglio correggere il post.

TopHost continua ad avvisarmi che si avvicina la scadenza di questo dominio (e dello spazio web collegato).

Da almeno 2 mesi Tophost mi fa un inquietante conto alla rovescia, ogni 7 giorni, per la scadenza di questo dominio (e dello spazio web collegato).

Peccato che da almeno 3-4 mesi mi sono trasferito su DreamHost e TopHost non gestisce questo dominio (né lo spazio web collegato).

Cronache di un matrimonio Bergamasco

Ne parlo solo ora.

Forse perché è stato un giorno veramente bello, anche se ero solo un invitato, diventato amico – quasi per caso – dei due sposi.

È che ho aspettato tanto questo matrimonio. Rivedere gli amici, Bergamo alto, vivere con piacere questo giorno importantissimo di due persone con cui mi sono trovato subito bene, che apprezzo e verso cui nutro molto ma molto affetto.

L’arrivo a Bergamo, il pranzo rinfrescante con melone e prosciutto, poi lo shooting della vestizione di una spùsa piuttosto agitata. Il tutto accompagnato da una buona dose di bollicine.

L’arrivo alla chiesa in Bergamo Alta. Una chiesa bella, anche se piccolina. Tanti, tantissimi invitati. Il saluto allo sposo, ovviamente fighissimo.

Poi l’arrivo di lei. Che scende splendente dalla macchina, in un vestito semplice, ma veramente bello. Un vestito che esprime tutto quello che è lei, tutta la sua personalità .

L’entrata in chiesa e le corse su e giù per fare foto, visto che ero uno dei due fotografi ufficiali.

Ero lì, ad immortalare tutto in digitale. E non ho fatto a meno di emozionarmi quando lei si è bloccata, emozionata e accennato una lacrima. Continuavo a ripertermi in mente forza, G., non ora, non ora, vai avanti, guardalo, guardalo, vai avanti, concentrati che ce la fai. Piccola cosa, ma è stato bello aver vissuto questo momento. Vederti sorridere con gli occhioni lucidi, guardare prima lui, poi il prete e poi andare avanti nel pronunciare quelle parole.

È stato bello vedere l’A. chiedere al prete il permesso di baciare la sposa, come se non l’avesse mai fatto, timidamente, come fosse la prima volta.

Poi il mare di folla fuori dalla chiesa. Parenti e amici, tutti lì per loro.

E poi la trasferta al Roof Garden, all’ottavo piano dell’Hotel San Marco. Un posto magnifico. Una vista magnifica su tutta la città . E mentre il sole tramontava dietro Città  Alta, il panorama diventa ancora più bello.

Nouvelle cousine, con porzioni minuscole, in bicchierini, ma a getto continuo. Di tutto. Insalate, pesce, carne, formaggi, prosciutto. Bollicine a getto continuo. Chiacchere, chiacchere, risate, chiacchere, foto e risate.

Poi l’open bar e le 3 vodka lemon. E la sala trasformata in un dance floor fino alle tre di notte, con pochi, pochissimi irriducibili rimasti fino alla fine.

Un bel matrimonio. Non solo per tutto ciò che era accessorio, ma anche la funzione in sé.

E la cosa mi rattrista. Mi rattrista se penso a me. Al fatto non potrò vivere tutta la pomposità  e le emozioni di un matrimonio in chiesa e mi dovrò accontentare di uno civile, quasi sicuramente non Italia, probabilmente con pochi pochissimi amici e quasi nessun (mio) parente.

Paparazzi, love & sex

Ecco il nuovo video della Lady Germanotta, per la fantastica (ma forse troppo lenta) Paparazzi, altro singolo tratto dall’album Fame.

Un video di amore, paparazzi, incidenti, arti bionici, balli alieni con vestiti in stile Carrà  e una vendetta da gustare sorseggiando una tazza di tea. Un video che forse ti lascia un po’ l’amaro in bocca, stando attento al testo. Un video da vedere tutto, dall’inizio alla fine, per comprendere la storia.

[media id=18 width=480 height=300]

Il video è stato girato da Jonas Akerlund (già  regista di video di Madonna) e il coprotagonista è Alexander Skarsgà¥rd.

E già  che ci siamo, ecco un estratto da un’intervista in cui la GaGa parla di uomini e sesso. Spero capiate l’inglese. È molto, molto, molto diretta (ed esplicita)

Qui c’è l’intervista completa.

Ovviamente, il video l’ho scoperto grazie all’immancabile Popslut, mentre l’intervista arriva da un mio contatto Facebook

Kill ‘em all – Ep. 04 [riscritto]

Già  hai una macchina enorme, brutta e ingombrante. In più sei pure convinto che per fare benzina si devono occupare entrambe le pompe, fare la coda dal lato sbagliato rispetto a quello del bocchettone (quando quello giusto era senza macchine in fila) e bisogna essere lenti, indecisi e imbranati.

Per la gioia di moglie e suocera, che aspettavano in macchina con uno sguardo molto ma molto pericoloso.

Sì, insomma, avevamo scritto più o meno qualcosa del genere. Però la WordPress App per l’iPhone l’ha fatto sparire nel nulla…