Come ti fondo una banca

Ero stato invitato ad un incontro di presentazione di un progetto abbastanza ambizioso: la creazione di una nuova banca operante nel nostro territorio locale.

Un’idea venuta al padre di una mia carissima amica e già  supportati da un nutrito gruppo di imprenditori che si trovano in notevole difficoltà  con la situazione attuale del sistema creditizio italiano che si rifiuta sempre di più a concedere fidi e di dare anche solo una risposta veloce, puntuale e motivata, al di là  della ridicola “quando avrai capitalizzato di più, torna e ri-discutiamo il fido”, che, insomma, se uno chiede un fido è per capitalizzare di più, no?

Un incontro decisamente interessante, non solo per l’illustrazione del progetto, ma soprattutto per la spiegazione di come funziona tutto il sistema delle BCC, le Banche di Credito Cooperativo e dei loro vantaggi rispetto alle banche tradizionali. Le piccole dimensioni, lo stretto rapporto con il territorio, la conoscenza del proprio interlocutore (in entrambi i sensi), la copertura dei risparmi (garantiscono anche le obbligazioni, non solo la liquidità  in deposito), la capacità  di assumere decisioni rapide su un prestito e la possibilità  di dialogare. Un ritorno alle origini, a quello che erano le banche ora diventate grandi colossi che non più hanno rapporti col territorio e che ora pensano solo al guadagno.

Durante l’incontro si è risvegliata in me la parte sopita che aveva studiato economia e tutti gli approfondimenti fatti sulle aziende di credito e come al solito la voglia di dare la mano in un progetto del genere è tanta.

Solo che al momento servono i capitali, oltre che al numero di soci (se ho capito bene, parla di 2 milioni di € minimi, meglio se 3-4 per aprire con tranquillità  e almeno 200 soci fondatori). E l’iter burocratico è lunghissimo (almeno 2 anni).

E io posso solo fare numero e fornire ben pochi capitali. Però vorrei, se ci fosse l’occasione, dare una mano per quello che riguarda tutta la parte di comunicazione. E credo che sarebbe una bella esperienza!

La velocità  del NIC

Ne parlavo proprio mercoledì con la cara Xhlthx.

Il suo consiglio di chiamare e di non mandare email, che sono inutili.

Io però la mail per chiedere informazioni l’avevo inviata. Insomma, la LAR via fax l’avevo mandata 2 venerdì fa e il dominio non risultava tra quelli in attivazione. Proprio non risultava, ma zero zero, come se non sapessero che volevo attivarlo.

Ho però deciso di non chiamarli subito, ma aspettare oggi, causa esame e troppe cose da fare.

Vado sul sito alla ricerca del numero di telefono, provo il loro motore di ricerca dei domini e…

nic

Meno male! Sono in pending-create. E si sono accorti della mia richiesta (quindi del mio fax?) ben 18giorni dopo? Casualmente il giorno dopo l’email (a cui non hanno risposto)?

Vabbé.

Speriamo l’attivino in fretta…

Folio Collection by Moleskine

Scopro da Sybelle che Moleskine ha lanciato la sua Folio Collection.

Si tratta della famosa linea in grande formato annunciata dalla responsabile di marketing durante l’incontro di presentazione del progetto Milano Moleskinabile.

Un grande formato (A3 o A4) dedicato interamente alla creatività , alla libera espressione e al design, con tantissimo spazio da riempire con disegni, progetti e parole.

Per ora sono 5 i prodotti della collezione:

  • Taccuino a righe : 176 pagine, disponibile nel formato A4
  • Taccuino a pagine bianche: 176 pagine, disponibile nel formato A4 e A3
  • Portfolio: un quaderno a fisarmonica dotato di grandi tasche in cartone e panno, disponibile in formato A4 e A3
  • Tacquino per schizzi: 96 pagine larghe in carta spessa di alta qualità , disponibile in formato A4 e A3
  • Album per acquerelli: 60 pagine, carta pesante, 200 g/m, pressata a freddo, disponibile in formato A4 e A3

Il bello sarà  vedere quando arriveranno nei nostri negozi e a che prezzo…

moleskine-folio-collection-1moleskine-folio-collection-2

Some good news

Alla fine, ce l’ho fatta.

Sono riuscito a completare tutte le parti del lavoro di gruppo e anche la Moleskine, sacrificando una notte di sonno, qualche litro in più di benzina, causa acceleratore pesante e 2€ lasciti in copisteria per dei tagli a un bel po’ di fogli che non avevo voglia di fare a mano.

A discapito delle più rosee aspettative, sono arrivato in aula in orario. Ultimi ritocchi alla Moleskine e qualche sistemata ai quadernoni (di gruppo) da presentare all’esame e preparazione del discorso.

L’esame è andato bene. I due professori più 4 assistenti sono rimasti soddisfatti del nostro (enorme) lavoro. Il campionario spugne, il campionario carte, i lattici, la documentazione fotografica (completa) con l’elenco delle vie analizzate, per non parlare dei tantissimi esempi di motivi realizzati.

Tanto che, alla fine, l’assistente voleva prendere da uno due quadernini A5 ad anelli alcuni lavori. Stavamo per bloccarla noi, perché quel quadernino era a serio rischio esplosione causa troppo materiale. Ma è intervenuta prima la prof. no, le pagine singole no. Prendiamoci tutto il quaderno! Non è un problema per voi, vero?

Per la Moleskine invece, fidatevi, è venuta veramente bene, tranne qualche punto un po’ così che ho potuto studiare poco. Però non ho avuto tempo di documentare il tutto con delle foto, quindi dovrò aspettare che me la restituiscano. Speriamo il prima possibile. E sono già  in ansia per le condizioni. Speriamo non si stacchi nulla, soprattutto il meccanismo di sollevamentoâ„¢ della testa della geisha di Taiwan Design realizzato dal Byb.

Poi, una volta tornato nel paesello, ho beccato una mia carissima amica.

Ci fermiamo, prendiamo un caffè, che poi diventa un gelato. Poi mi invita da lei, ma alla fine finiamo al Ticino a parlare, dormicchiare, rilassarci col rumore dell’acqua.

Indescrivibile.

E questa sera, Fast & Furious: Solo parti originali. Il mio corpo lo sopporterà  o mi addormenterò a metà  film?

Interno, casa, ufficio

Esco di corsa dall’ufficio, che è già  mezzanotte. Ho in mano i vari quaderni, la cartelletta con tutto il materiale per l’esame, la Moleskine, in spalla la borsa del Mac.

E mi sento apostrofare con un Hi! dietro le spalle. Mi giro. Una cinesina ti tubante che mi chiede se studio. Le rispondo di sì, che faccio design al Politecnico. Inizia a farmi un bel po’ di domande. Lei vorrebbe fare design d’interni e non sa se farlo al Politecnico o allo IED. E qual’è meglio e perché, che differenza c’è, quanto costa l’uno e l’altro, io cosa penso. Una chiaccherata nel cuore della notte in inglese e italiano. Figata.

La conversazione sembra si chiuda quando mi chiede io precisamente cosa faccio. Rispondo comunicazione, quindi grafica, pubblicità . Ah, pubblicità . Ok, thank u, ciao.

Bye bye, you’re welcome.