Pezzi di silicio [forse troppi]

Ormai è una tragedia. Il mio portafoglio è invaso da troppe tesserine più o meno magnetiche, più o meno chip munite. Fin quando si tratta di bancomat, carta di credito o tessere fedeltà .. beh, il peggio che può succedere è che la manda magnetica si smagnetizzi o il chip non funzioni più o che qualcuno te la rubi.

Ma se poi in ufficio ti danno un badge superfigoso con tanto di RFID, iniziano i problemi. Sì, ok, all’inizio fai il figo, stupendo i colleghi (non milanesi) aprendo la porta senza neanche fare la fatica di togliere il badge dal portafogli. Poi capita che in metropolitana, quando sei di fretta, se sbagli lato del portafogli o se – sbaglio ancora peggiore – hai cambiato la disposizione delle carte, il tornello si colorerà  di rosso rifiutandoti il passaggio con una gentile scritta di errore, orrore, troppe tessere riconosciute!

E allora in tutto questo ti chiedi: ma già  che hanno speso tutti questi bei soldi in questo sistema ipertecnologico, non potevano fare affidamento su un sistema RFID che non vada in conflitto con quello del sistema Itinero?

E quasi quasi, provo a far annusare il chip al Nabaztag. Violet aveva promesso questa funzione da un sacco di tempo. Ma sicuramente non l’avranno ancora attivata. Umpf.

Fuffa

Era in promozione, all’esorbitante costò di 0 euri. Così l’ho comprato. Un sottofondo rilassante e calmante, per tentare di prendere sonno. Tra poco lo testerò, per la prima volta.

It’s time to relax so… Buona notte!

Rimane sottinteso che “fuffa”, riferito al Melefono, è ©, ® e â„¢ di Psiko

Esisto [anche per loro]. Forse.

Finalmente anche per la burocrazia politecnica ho un piano di studi, i docenti possono mandarmi le mail e dispongo anche di un orario delle lezioni (che ovviamente, non funziona).

Quindi, esisto.

Peccato solo che non mi abbiano conservato nessuno degli esami della carriera precedente. Nessuno, proprio zero. Passi per gli esami di diritto che (fortunatamente) a design non esistono, passi pure matematica che qui si chiama curve e superfici, passi informatica, che qui si fa pure la parte di introduzione al javascript che non ho fatto, però che non mi accettino, neanche parzialmente, quel 28 in economia aziendale per una materia analoga con un programma praticamente identico, mi fa un po’ (tanto) girare le scatole.

Telepass bippanti e semafori giallo rossi

Capita che il Telepass voglia funzionare un passaggio sì e l’altro forse, in maniera completamente casuale. Sì, probabilmente il triplo bip significa che la batteria è scarica, però succede che di giorno funziona senza problemi e la sera da’ problemi.

Così, previdente, ho imparato a passare per le corsie promiscui, così se la sbarra non si apre col Telepass, ritiro il biglietto e poi pago all’uscita. Peccato che questa sera non avevo neanche 10 centesimi nel portafogli! Avevo finito i soldi, finito le monete. Dovevo ricordarmi di prelevare, una volta uscito dall’ufficio. E ovviamente me ne sono dimenticato.

Così, arrivato al casello di uscita, penso di pagare col bancomat o con la carta di credito e mi sembra praticamente inutile andare in una con l’omettino. Entro quindi nell’unica corsia che accetta le carte, che ha anche il Telepass.

Il mio Telepass si sveglia, dialoga col casello e bippa allegramente: un bel bip acuto, come se tutto fosse a posto. Peccato che la sbarra è abbassata, il semaforo è rosso. Inserisco il biglietto, ma mi accorgo che il display della colonnina che non ha dati di ingresso del Telepass. Subito dopo compare la tariffa e tento di infilare la carta. Non me la fa infilare in alcun modo. E mentre tento di pagare in qualche modo, la voce mi saluta e mi ringrazia, il semaforo rosso si spegne e la sbarra si alza.

Boh.. alla fine non ha voluto farmi pagare direttamente, mi ha alzato la sbarra. Potrò passare, no? Sì, peccato che appena mi son mosso, mi son visto accecare dallo specchietto con la luce del flash: mi hanno fotografato. Argh!

Ora.. spero, sinceramente, che sia andato tutto bene. E spero di non ritrovarmi brutte sorprese in fattura. Però domani proverò a chiamare l’assistenza clienti e vediamo se a loro risulta tutto regolare.

In ogni caso, giusto per non farmi mancare stranezze, arrivato nel paesello, il semaforo mi accoglieva con 5 lampeggi gialli e uno rosso lunghissimo. Me ne ero accorto da lontano. E mi sono avvicinato pian piano, studiando il “nemico”. Sì, nemico, visto che a quel semaforo c’è la macchinetta antipassaggicolrosso. Così, appurato il comportamento strano, tentavo di calcolare il ritmo per essere sicuro di passare col giallo e non correre il rischio di essere fotografato. Ovviamente, mentro ero fermo al semaforo, sopraggiunge in tutta fretta un grosso SUV che slampeggia all’impazzata con i suoi fari allo xeno.

Me ne frego e mi prendo tutto il tempo che voglio per passare, subito dopo che il rosso è finito. Il SUV, ovviamente, è passato subito dopo di me. Col rosso. Ed è stato flashato.

E tutto sommato gli sta bene. Perchè anche se il comportamento del semaforo era decisamente anomalo e anche se non so quanto sia corretta una multa per passaggio col rosso con un semaforo impazzito, poteva starsene tranquillo e capire che, se ero fermo a quel semaforo, avevo pure qualche motivo, no?

Matrimonio: parte II

Ieri, la seconda parte del Matrimonio Greco. Questa volta, in terra italiana, con rito civile.

Non c’è molto da dire. A parte che la sposa, ancora una volta, mi ha stupito. Con i suoi tocchi di classe ed eccentricità . A parte il posto, bellissimo; a parte quel palazzo comunale stupendo; a parte i 10 colombi bianchi liberati alla fine della cerimonia; a parte la simpatia e disponibilità  del Sindaco e dell’Assessore; a parte la cena e i 50 invitati: partenti e (per la maggior parte) pericolosi e pazzi amici.

Qualcosa di tanto diverso dall’esperienza greca, molto più raccolta, molto più intima.

Qualcosa che, però, sono contento di aver vissuto.

Son contento di averli “accompagnati” anche in questo passo “legale”. Sono contento che loro abbiano voluto la mia compagnia anche in questo passo.

E ultimamente, son poche le cose che riescono a farmi sentire così allegro e sereno, come quando sono con loro.

Oggi [Ieri]

Oggi, cioè, ieri, è finalmente finito.

Una giornatina niente male a lavoro. Un po’ di situazioni difficili da gestire, comparse tutte all’ultimo momento, ma alla fine, è andato tutto bene, senza troppi inghippi.

E non so perchè lo sto scrivendo. Forse per scrivere qualcosa, forse per passare un po’ di tempo prima che Morfeo passi a trovarmi.

C’è da dire che ultimamente, sto veramente trascurando la parte “social” di me. Poco twitter, reader ormai bloccato sul 1000+.

Questi due giorni di lavoro sono stati molto strani, dopo i 2 giorni di università . Mi sono reso conto di sbirciare tutti i volantini alla ricerca dell’offerta giusta su un Nokia UMTS (ancora mi mangio le mani). Le mie adorate serie TV le ho abbandonate, per mancanza di tempo. Esco veramente poco, tanto che questa sera ho anche rinunciato alla goodbye night di uno degli stagisti che ha deciso di cercare un altro lavoro. Il Wii è spento da un sacco di tempo, il DS pure. Ho giocato per un’oretta a Spore ma non mi è piaciuto molto. Troppo poco riflessivo, troppo d’azione. No, me lo aspettavo diverso. Mi sembra di aver perso qualche contatto. Di non sentire più alcune persone a me care, di essermi un po’ allontanato.

E poi.. boh. Sto scrivendo un sacco di righe senza avere, alla fine, nulla da dire.

Non so come sia possibile, ma a volte, mi sento un po’ vuoto. C’è qualcosa, di fondamentale, che sembra che mi manchi. E non riesco a capire cosa sia.

Log di un File Transfer Protocol

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220-If Microsoft built cars, your car would frequently die on the freeway for
220-no reason, and you would just accept this, restart and drive on.
220-
220-Occasionally also, executing a maneuver would cause your car to stop and
220-fail and you would have to re-install the engine. For some strange reason, you
220-would accept this too.
220->>