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È che a volte non mi capisco, né mi piaccio. Per nulla. Per come mi comporto, per come agisco, per come mi sento poi e per quell’inutile senso di orgoglio che in realtà  non mi porta da nessuna parte.

È che mi arrabbio, per cose che prima mi facevano ridere o sorridere. Però dette una, due, tre, quattro, cinque volte, dopo un po’ non mi divertono più. Per nulla. Mi innervosiscono. Perché per quanto voglia apparire come il bambinetto giocoso viziato stupido e rompiscatole, in realtà  non lo sono. O se lo sono veramente, non voglio essere così. Per nulla.

E non so perché, ma mi infastidisce l’uso di questa mia autoironia da parte di altri. E l’indice secondo cui l’uso diventa abuso, quindi insopportabile, è troppo, troppo ristretto.

Poi non sopporto per nulla i ritardi. Ma proprio zero. Il che è abbastanza ipocrita, visto che io molto spesso ritardo. E qui, ovviamente, nel ragionamento parte l’autogiustificazione. In virtù del fatto che spesso, ci sono impedimenti esterni quando sto tentando di uscire di casa o che, bene o male, in caso di eventi importanti (lavoro?), appuntamenti combinati particolarmente complessi o particolarmente lontanti, tento sempre di ridurre ad un margine tollerabile il ritardo.

E poi boh.

Che forse sia il Natale che si avvicina e l’ipocrisia di fondo che aumenta e diventa sempre più preponderante che mi infastidiscono e mi rendono così intollerante alle sciocchezze?

Mi sa che è meglio dormirci sopra

[Pensieri sconclusionati] La cena dei piccoli aiutanti di Babbo Natale

Effettivamente, il post sulla cena dai Bergamaschi non poteva mancare.

Perché i padroni di casa non si son smentite. Una casa che trasudava regali, luci, addobbi e decorazioni da ogni poro dell’intonaco. Quel tocco di esagerato che la rende bellissima e speciale. Una casa da ri-scoprire in ogni angolo, perché la chicca è sempre nascosta dietro l’angolo.

Però, casa a parte, la differenza la fanno loro. Era un sacco che non li vedevamo, in effetti. E sono sempre i soliti. Non c’è niente da fare. Io con loro sto bene, benissimo. Per quanto, dopo un po’, abbia iniziato a sonnecchiare in piedi e diventare bianco parete a causa della stanchezza.

E ovviamente, c’è stato il magnifico momento di scambio dei regali. È stato strano far parte di un gruppo di amici che si scambiano regali. Io non l’ho mai fatto prima. Non ho il senso del Natale, del regalo, dello scambio. Nulla. Zero, completo. E mi sento un po’ a disagio, per non aver pensato (e realizzato) un regalo.

Ma sono contento. Di avere uno stupendo cuscino/abbraccio rosso. Di avere una porzione di brilli porta fortuna, da utilizzare al momento opportuno.

E nel frattempo, avevo il click facile con il mio novo giocattolino. Ok, ci sono stati i rimproveri per averlo comprato troppo tardi. Ma insomma. O mi pagavo il volo per la Grecia, o mi compravo una signora reflex! 

Mi piaciono alcune foto che ho fatto. Altre, le posso sistemare con un po’ di photoshop. Però 500mb di foto per una cenetta forse sono un po’ troppe.

Babbo Natale è un intruso

Playmobil - Set da cantiere
Playmobil - Set da cantiere

Sinceramente, qualcuno dovrebbe spiegarmi perché nel set cantiere della Playmobil ci sono i due omini, i badili, il triangolo, la carriola, i coni e la toilette chimica

E no. Non li voglio comprare, né li devo regalare [anche se potevo comprarli, regalarli a nipotini non miei e fotografarli. Uhm. Era un’idea geniale! Perché non ci ho pensato prima?]. Sto solo facendo una ricerca iconografica per una consegna universitaria.

via Flickr

Pelucchi

Ora.

Non più di 4 giorni fa mi è arrivato il mostriciattolo.

La tanto desiderata Canon EOS 450D.

Bene.

Ora mi sono accorto che nel mirino c’è quello che sembra un pelucco, leggermente sopra il punto sinistro di messa a fuoco.

Ovviamente, non è sull’obiettivo, visto che pur togliendolo, si vede comunque. Non è sul sensore, perché con la pulizia automatica sarebbe dovuto andare via, no? E in ogni caso, in foto non viene.

Quindi è sicuramente da qualche parte all’interno del mirino ottico. E non so come cavolo fare a toglierlo (sempre che sia un pelucco) senza fare danni.

Sgrunt.

E in ogni caso, qualcuno mi spiega come ha fatto a penetrare lì, all’interno? L’obiettivo non l’ho mai staccato in questi 4 giorni di scatti compulsivi. E non dovrebbe essere tutto sigillato!? E perché sono così sfortunato? ;-(

Ma soprattutto, vero che è un pelucco e non una micro-rottura di uno degli specchietti? Bwwwaaaaaaaa

Un nuovo amico per Benjemin

Non so se conoscete Benjemin, il mio buon Nabaztag/tag. Forse ora si sente un po’ solo. Forse ora ha bisogno di un Nano:ztag. Anzi, no, forse sono io che ne voglio uno!

nano_ztag

Lo voglio, lo necessito! Anche se, tra quelle colorazioni, non ce n’è nemmeno una che mi piaccia!

PS: per i possessori di Nabaztag/tag, Violet ha lanciato la versione beta del nuovo sito per gestire il coniglio. Decisamente meglio del precedente, anche se qualcuno mi deve spiegare perchè il tasto del logout è nascosto sotto la scritta beta…

PPS: se volete dire qualcosa al mio buon coniglio, la sua mail è Benjemin[chiocciola]things.violet.net 😀