‘the tap of the future’ by zaha hadid for triflow.
Voglio questi rubinetti.
Li necessito.
Info su: Triflow Concepts
‘the tap of the future’ by zaha hadid for triflow.
Voglio questi rubinetti.
Li necessito.
Info su: Triflow Concepts
Ecco, ho un grosso problema con il mio Crystal Clear Digital Man’s Watch di Starck.
Non riesco a cambiare l’ora. Il manuale di istruzioni non contempla questo modello. I pdf sulla sezione customer care del sito di Fossil indicano un orologio con il quadrante identico al mio, ma con quattro tasti (mentre il mio ne ha solo 2).
E non ditemi che basta tenere premuto uno dei due tasti finché non inizia a lampeggiare qualcosa, perché non è così.
Se premo a lungo un tasto, si attiva la visualizzazione permanente del secondo fuso orario. Se premo a lungo l’altro tasto… non succede nulla. Ma nulla nulla.
Uff.
Vorrà dire che dovrò fare un giro in Duomo da Grimoldi?
Ecco un’anticipazione dei uno dei prossimi vinyl toy disegnati da Simone Legno di Tokidoki.
Niente meno che… Karl Lagerfeld!
Sarà ovviamente una limited edition (1000 pezzi in tutto il mondo), alta 10 pollici e con un prezzo previsto di 190$. Non si sarà se arriverà in Italia.
Via Tokidoki Blog
“mamma, cosa vuol dire ‘omofobia’?”
“omofobia? dove l’hai sentito?”
“boh, non so. da qualche parte. tu lo sai cosa vuol dire?”
“ehm…”
“se non lo sai non importa, lo chiedo alla maestra”
“no, no, per carità . so cosa vuol dire ma ho bisogno di cinque secondi per pensare”
“uno-due-tre-quattro-cinque! ecco. spiegamelo”
“allora… tuo fratello è innamorato di francesca, la mamma è innamorata di papà . giusto?”
“sì, ho capito. questa è l’omofobia?”
“no, aspetta. la mamma e il papà sono di sesso diverso e anche tuo fratello e francesca”
“ovvio”
“ma non è per forza sempre così. anche persone dello stesso sesso si possono innamorare. un uomo può innamorarsi di un altro uomo e volere vivere con lui e dividere con lui la cucina, il bagno, la scarpiera e l’armadio. una donna può innamorarsi di un’altra donna e farle le coccole e i grattini. insomma, ognuno ama un po’ chi gli pare. sono scelte libere. sei d’accordo?”
“mmmmh… sì”
“però ci sono persone che pensano che non sia giusto, che hanno paura di chi fa scelte d’amore diverse. questo si chiama omofobia. gli omofobici odiano chi non è come loro, odiano gli uomini che amano gli uomini e le donne che amano le donne. perché pensano che non sia normale. ma normale è una parola che spesso non vuole dire niente. chi può dire cosa è normale e cosa no? non esistono i normali. tu ti senti normale? la mamma e il papà , che pure sono una femmina e un maschio sposati, ti sembrano sempre normali? quel pazzo di tuo fratello che parla con marìotereso dentro muro della cucina e ama francesca è normale?”
“be’, io, tu, il fratellino e marìotereso siamo normali. quasi sempre almeno. quindi stiamo belli tranquilli. è papà quello che mi preoccupa di più…”
Via Nonsolomamma
Metti un gruppetto di amici a quanto pare ben affiatato.
Pensa al Momo, sui Navigli, come perfetta location per l’evento.
Metti un paio di outsiders e uniscili al gruppo, sebbene uno dei due voglia affogare l’altro nel Naviglio.
Pensa a me come uno degli outsider, quello affogabile, con tutti i miei difetti: l’incapacità di riconoscere le persone, una timidezza iniziale tremenda ed imbarazzante. Poi le solite cose, i soliti discorsi. Tra cui il racconto (logorroico) della mia fabulous life che riesce addirittura a prendere strane derivazioni (qualcuno ha detto Pet Society?).
Beh, dire… il tempo è volato. Ed anche in fretta.
E sono contento di aver fatto nuove conoscenze e di aver finalmente “concretizzato” un’altra, a cui – sinceramente – tengo.
Poverty is human rights violation.
Advertising Agency: Air Brussels Belgium
Creative Director: Gregory Ginterdaele, Marie-Laure Cliquennois
Creatives: Marine Vincent, Quentin Watelet
Illustrator: E boy
Published: October 2009
Via Ads of the world
ascolta…
conosci un video-maker bravo da presentarmi??? (sempre il solito scontroso…)
un professionista su cui contare
e ti dico un altra cosa, senza offesa, anche se è un tuo amico gay non è un problema
basta che sa lavorare
Messaggi che si possono ricevere in una chat di facebook. A volte dovrei ricordarmi che esiste anche l’offline. O il block.
Soprattutto se poi si continua con frasi ai limiti dell’assurdo tipo:
di solito voi (gay) discriminate i trav
siete voi quelli diversi, ma alla fine sono proprio cazzi vostri
e adesso non fare finta di essere martin luter kink!
prendetele per buone. Nel contesto erano ancora più surreali.
Sigh.
… e saltarono fuori tutti i prodotti annunciati dai vari rumors.
Un nuovo iMac: più potente, più ecologico, con schermo più grande (21,5″ o 27″. Prima o 20″ o 24″).
Un nuovo MacBook: più potente, con la nuova batteria da 7 ore, con il trackpad in vetro dei MBPro e con un design leggermente rivisto, anche nell’aggancio del MagSafe, ad un prezzo più basso.
Un nuovo MacMini: identico nel design, più potente e leggermente meno costoso.
E poi lui: il Magic Mouse! Un mouse con sopra un trackpad.
Un puro esercizio di stile, a mio avviso, in pieno stile Apple: lo faccio, giusto per far vedere che posso farlo.
Forse una regressione rispetto al Mighty: manca la possibilità di un terzo e quarto click programmabile, cosa possibile sul Mighty con la pressione o della pallina o dei pulsanti laterali. Poisul Mighty l’interrutore di on/off era integrato nello sportello di chiusura della lente, comodossimo: chiudi la lente, lo spegni, lo metti in borsa e via. In questo sembra lo stesso interruttore usato sugli iPod e ora la lente rimane sempre a vista. Sì, è vero, la lente di un mouse non è che si rovini così facilmente, ma era sempre una protezione in più, no?
Poi, altra piccola modifica: la tastiera wireless è ora disponibile solo senza tastierino numerico. Bah.
E anche il Remote è stato rivisto, per allinearsi con il nuovo trend: in alluminio, sottilissimo, con rotella e tastoni (due) neri. Orribile. Preferivo la disposizione dei tasti del mio buon remote bianco.