Ecco.
Qualcuno aveva fatto in modo che il server facesse sparire l’immagine.
Ma ora è qui, sana e salva, sotto gli occhi di tutti.

L’immagine che ritrae il preziosissimo bracciale di perle.
Ecco.
Qualcuno aveva fatto in modo che il server facesse sparire l’immagine.
Ma ora è qui, sana e salva, sotto gli occhi di tutti.

L’immagine che ritrae il preziosissimo bracciale di perle.
Direi che è stato un ottimo w-end.
A parte l’inizio, in garage, in garage un po’ traumatico, l’ansia di arrivare in tempo a Cascina Gobba a recuperare Gios a causa del solito Bybritardo, tutto è andato per il verso giusto.
Qualche chilometro in autostrada per arrivare fino alla destinazione e poi…
Ottimi padroni di casa, una buonissima compagnia ad attenderci. Una cena fantastica, rilassante, tra antipasti (dimenticati), grigliata di carne (e i miei soliti problemi tecnici per gestirla), bollicine, vino, centrotavola di origami (made in Byb) che reggevano tante candeline (made in Ikea), una gru che cova che svolazzava felice sopra di noi, discorsi più o meno impegnati (soprattutto su Cristina d’Avena e i suoi amici in TV e sul fatto che Maracaibo non è mai stato cantato da Raffaella Carrà ).
Una pesca per liberare di fantastiche cianfrusaglie la soffitta de La Vecchia Marple, la scoperta che qualcuno condivide più o meno il mio stesso lavoro, la controfigura di Edgar, il favoloso completo Jil Sander del nostro Maestro Unico di Stile (che è anche l’unico che ha una personalità forte e il fisico adatto per indossarlo), i vini di Gan (grazie ancora!).

Un tardo pomeriggio/sera/notte/mattinata fantastica, al fresco, calmi e rilassati.
Grazie di cuore di tutto.
Per chi ci ha ospitati e per chi c’era 🙂
Alla prossima!
*ovviamente mi riferivo ai caselli autostradali e al tetto della Benettà³n (sì dice così, o ho ancora sbagliato l’accento, Poto?).
**ovviamente, nessuna foto è stata scattata contro il volere dei soggetti e nessuna foto verrà distribuita senza l’esplicito consenso dei soggetti eventualmente ripresi. Tutto resterà segreto sull’HD del mio Mac, compresa la compromettente foto del flap che non si alza della Batmobile.
Tralasciando il fatto che mi hanno praticamente chiuso in garage per mezz’ora, hanno avuto anche il coraggio di uscire fuori con frasi piuttosto “del cavolo”, per essere fini.
Una delle migliori è che, insomma, io ho iniziato a frequentare un brutto giro. Di quelli che vanno a Bologna o a Genova a protestare delle cose di cui, insomma, non hanno alcun diritto a protestare.
-.-
A volte le icone parlano da sole.

Mac OS X > Preferenze di sistema
Ma, tra una storia e l’altra, l’avevo detto che erano usciti i risultati dell’ultimo esame che ho dato?
33/33 che, in media con il precedente 32/33 porta ad un 30 e lode registrato automaticamente sul sistema informatico del Politecnico.
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Ommioddio! C’è una Madonnaccia vintage che mi guarda in cagnesco! Signori, ecco la cover ufficiale di Celebration, l’attesissimo greatest hits di Madgezilla. Devo dire che la approvo e che mi piace, anche se avrei preferito un titolo più in linea con la vera essenza della Regina delle Tenebre. Chessò, una cosa tipo Vampirization, o Botoxation.
Possibile che questa sia l’unica versione della copertina dell’album? Avrei voluto un’immagine diversa per ogni diverso look di Madonnaccia nel corso dei secoli. Vi immaginate? Seicentocinquantadue cover da collezionare!
Via Popslut
Invece, su Superpop potete trovare altre info sul comunicato stampa e considerazioni sulla copertina

Altro logo Google per l’edizione 2009 del Comic-Con International in corso in questi giorni a San Diego.
Che poi, altro che passare le carte ai cassieri perché loro facciano la fatica di strisciarle è molto, ma molto, stancante (cit)!
La parte stancante della giornata è stato, ovviamente, in ufficio.
Con una favolosa collega che di nascosto, arrivando in anticipo, prima di tutti (mentre di solito ritarda) è corsa dal capo a lamentarsi, di tutto e di tutti, spalando ***** ovunque.
È stata sgamata dall’altro collega, che ha chiesto spiegazioni.
Poi una riunione.
Poi un’altra.
E visto che lei non fa il mio lavoro, si è pure permessa di giudicare il mio operato, dicendo che sono distratto, lavoro male, faccio errori.
Cose che ovviamente ha avuto il coraggio di dire solamente davanti al capo, il quale ha riportato poi al collega chiedendo spiegazioni. Ma lei, quando poi c’è stata la riunione di gruppo, ovviamente non ha avuto il coraggio di ripetere quello che aveva detto in sede privata.
Inutile dire che io stavo malissimo.
Come si permette una bitch del genere, di giudicare il mio operato (che non è né mia collega, né mia superiore) e prendere, dal nulla e andare a riferire al capo cose non vere basate su una sua infondata impressione?
Comunque, io stavo male, malissimo. Il cuore che mi batteva a mille, un senso di affanno e la fatica a respirare, la bocca serrata che non riuscivo ad aprire per parlare. Solo la testa, che mi accorgevo che si muoveva in un continuo no no no mentre pensavo alle peggior cose di questa orribile viscida perfida persona.
E di fronte al mio silenzio davanti alle sue accuse riferite da altri, dopo un po’ lei è sbottata in un urlo isterico “Ma perché non mi consideri, che cosa ti ho fatto!?”.
E la vuoi pure la risposta? Sei una persona orribile, con cui non voglio avere nulla a che fare. Però sono pure obbligato a lavorare con te, quindi parliamo pure di lavoro (cosa che si fa), ma non pretendere che ti venga a raccontare qualcosa della mia vita.
Comunque, alla fine di tutto, riunione sciolta, ma il capo mi ha trattenuto, per parlare a tu per tu.
Tragedia, ansia, ancora peggio di prima.
Sono scoppiato a piangere, dalla tensione, dal nervoso. E non riuscivo neanche a parlare, mi sentivo le labbra chiudersi, non muoversi correttamente per articolare i suoni. Una tragedia.
Ma alla fine, poco alla volta, mi sono sbloccato.
E ho tirato fuori tutto quello che mi veniva in mente che avevo covato dentro per tutti questi mesi.
Ora c’è solo da sperare che prenda le giuste decisioni.
Qualcuno, ora, anzi, ieri, è diventato un dottore.
Bravo, bravissimo.
Post a pubblicazione ritardata, per evitare di impensierire qualcuno che ha già altro a cui pensare
Ho degli incubi.
E avviene tutti i giorni, verso le 14-14.30, quando devo prepararmi e infilarmi in macchina per andare a lavoro.
Il mio incubo è quell’ufficio.
E non ce la faccio veramente più. L’incompetenza che mi circonda, l’ignoranza, il menefreghismo, la falsità , la maleducazione.
La summa di tutto quello che non sopporto è lì, in quell’open space che faccio sempre più fatica a sopportare, fino ad arrivare all’odio e alla fortissima riluttanza a doverci andare (fortunatamente solo) quattro giorni a settimana.
E nel frattempo si avvicina agosto e il casino delle ferie o nonferie e il concretizzarsi dell’asì,peròc’èdafareanchequestoequelloequell’altroeanchesenonc’èchilopuòfare,beh,c***idellosfigatocherimaneinufficioalavorare.
Ogni giorno, un nuovo estenuante episodio della tragic-opera. Ma cose dell’altro mondo, problemi che non dovrebbero neanche sussistere e invece ci sono e fanno danni a destra e a sinistra.
Inutile poi ribadire quanto già detto più volte. Nella condizione attuale, trovare altro di meglio è altamente improbabile.